MATTARELLA ULTIMA POSSIBILITA’ AI PARTITI

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INVITO A DECIDERE CON URGENZA, OGGI PREVISTO INCARICO

Ultime ore per trovare un accordo di governo. La trattativa non è chiusa ma sembra difficile a questo punto che si arrivi a un’intesa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aspetterà ancora qualche ora per dare ai partiti un’ultima possibilità di trovare un’intesa prima del conferimento di un incarico di governo.

Una chance che Matteo Salvini non vuole sprecare. La situazione si sbloccherebbe se arrivasse il sì di Forza Italia all’appoggio esterno a un governo Lega-5 Stelle. Ipotesi però sulla quale Silvio Berlusconi, nonostante il pressing del Carroccio, non sembra disposto a convergere soprattutto se non dovesse cadere il veto pentastellato nei suoi confronti. La posizione del partito però sarebbe tutt’altro che monolitica. Anche tra alcuni dei consiglieri dI Berlusconi, comincerebbe a farsi strada l’opzione di non mettersi di traverso rispetto a un governo giallo-verde. Al momento, però, resta l’insormontabile no dell’ex premier.

Il leader del M5S Luigi Di Maio intanto torna a chiedere elezioni il prima possibile, anche a giugno, con l’escamotage di un decreto di emergenza per bypassare il problema tempi. Mentre il Pd si organizza nel caso si andasse subito al voto anticipato con Matteo Renzi che conferma in tv il nome di Paolo Gentiloni come candidato premier.

Al Quirinale si vivono ore di attesa. Mattarella, da un lato sonda i possibili candidati e i potenziali ministri per un esecutivo chiamato a rimanere in carica fino a dicembre, nell’ipotesi più ottimistica, o poche settimane in caso di mancata fiducia; dall’altro cerca di capire quanto siano concrete le voci di un passo di lato da parte di Berlusconi, che potrebbe ridare vigore alla trattativa tra M5S e Lega.

Non è escluso quindi che per il conferimento di un incarico da parte del capo dello Stato si debba aspettare appunto la giornata di domani, quando peraltro Mattarella è atteso a Firenze per intervenire alla Conferenza The State of the Union, dal titolo ‘Solidarity in Europe’, promossa dallo European University Institute.

COMBO TOTO-GOVERNO
Prima fila da SX: Enzo Moavero Milanesi, Lucrezia Reichlin, Salvatore Rossi, Anna Maria Tarantola.
Seconda fila da SX: Elisabetta Belloni, Giampiero Massolo, Marta Cartabia, Carlo Cottarelli.

Naturalmente si rincorrono le voci sui possibili destinatari della chiamata da parte del Presidente della Repubblica e nel totonomi salgono le quotazioni di Elisabetta Belloni,

segretaria generale del ministero degli Esteri. Particolarmente accreditato continua ad essere anche il nome del presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, mentre diminuirebbero le chances dell’economista Luigi Zingales, considerato troppo vicino ai Cinquestelle e quindi poco compatibile per un governo definito neutro.

Rimane in corsa anche la vicepresidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia,nominata alla Consulta da Giorgio Napolitano nel 2014, è molto stimata dal presidente, che però alla fine potrebbe scegliere di rimanere alla Consulta, dove il suo mandato scade nel 2020, con buone possibilità in futuro di arrivare alla presidenza. Se la scelta dovesse ricadere su una donna, si continua a parlare dell’economista Lucrezia Reichlin.

Romana, economista figlia di due comunisti storici (Alfredo Reichlin e Luciana Castellina), docente di Economia alla London Business School, direttrice generale alla Ricerca alla Bce ha tutte le carte in regola per un ruolo di prestigio.

Poi si parla anche di Giampiero Massolo, ambasciatore di lungo corso con grandi conoscenze internazionali. Sarebbe perfetto agli Esteri.

E sempre per restare nel campo degli economisti, vanno segnalati i nomi di Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi, e di Carlo Cottarelli, ora direttore dell’Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano. Per loro potrebbe comunque arrivare anche una chiamata alla testa del ministero dell’Economia.

Nelle prossime ore Mattarella cercherà di raccogliere tutti gli elementi utili per arrivare al conferimento dell’incarico, ma anche per capire se nel frattempo sono maturate le condizioni per un’intesa che consenta la formazione di una maggioranza parlamentare in grado di sostenere un governo. A quel punto l’esecutivo di servizio verrebbe accantonato e la legislatura potrebbe iniziare con un orizzonte non temporalmente limitato.

 

 

 

 

 

 

 

 

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