giovedì, Dicembre 8, 2022
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Laboratori analisi pubblici al collasso

I laboratori analisi pubblici «scoppiano». Gli utenti li prendono d’assalto dopo che quelli privati convenzionati hanno finito il budget.

Nelle ultime settimane il laboratorio analisi della Asl, in piazza Bottazzi, è passato da 120/150 prestazioni al giorno a circa 300. I prelievi sono più che raddoppiati e il personale è allo stremo.

La situazione non è diversa al laboratorio analisi del “Vito Fazzi”. Anche qui ai problemi logistici e di carenza di personale, si è aggiunto in questi giorni il numero eccessivo di utenti. Sono quei cittadini che hanno diritto all’esenzione e al ticket ma che non possono più servirsi dei laboratori convenzionati privati perché la regione ha fissato per questi un budget annuale. Man mano che ci si avvicina alla fine dell’anno le risorse a disposizione dei laboratori privati si esauriscono. C’è posto soltanto per chi deve pagare la prestazione per intero.

Alla “Cittadela della salute” la gente si accalca attorno alla macchinetta che distribuisce i numerini e sulle sedie nella piccola sala di attesa. Sono operativi tre sportelli ma l’imbuto, ovviamente, si forma nella sala prelievi, dove ci vuole più tempo perché all’utente venga prelevato il sangue e si rivesta.

Commovente in questi giorni la lettera di una paziente oncologica «Ieri ho fatto il prelievo al vecchio Fazzi», scrive la signora, «Numero 105, prima di me una sessantina di persone, sala affollatissima e ore di attesa. Per un soggetto immunodepresso non è la situazione ideale, ammesso che lo sia per qualcuno, se uno poi è in trattamento oncologico, con tutto ciò che ne consegue, non dovrebbe trascorrere due ore in quel posto. Dopo l’accettazione si passa nel settore prelievi, la macchina che distribuisce i numeri non funziona, la gente assiepata nella sala d’attesa e nel corridoio, in attesa che gli infermieri chiamino».

E continua la descrizione dell’odissea dei malati oncologici per i quali la donna fa un appello al direttore generale perché venga riservata loro un’attenzione maggiore.

«Una situazione ai limiti della decenza – osserva la donna – resa ancora più complicata dall’assenza di qualunque forma di sostegno psicologico per i malati oncologici. A Lecce, difatti, nessuno psicologo a disposizione di questi pazienti, come avviene invece in altre parti d’Italia».

Salute Salento www.salutesalento.it in questi giorni ha toccato con mano  lo stato di precarietà della struttura sanitaria e sostiene decisamente le ragioni della paziente. Mentre non può fare a meno di ammirare la dignità della signora che ha illustrato una situazione drammatica senza enfasi e senza cedere a facili sottolineature.

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