STOP DEL TAR DI BARI ALL’INCREMENTO TARIFFARIO PER LE AZIENDE ESTRATTIVE

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Il Tar Bari per il momento blocca l’incremento tariffario imposto dalla Regione Puglia alle attività estrattive e invita gli interessati a sedersi attorno a un Tavolo tecnico.

Con la deliberazione della giunta regionale n. 569 dell’aprile scorso, infatti, la Regione ha introdotto incrementi delle tariffe da pagare per il materiale estratto dalle cave che vanno, a seconda della tipologia di materiale, dal 562% al 1600% rispetto al passato; e sebbene la deliberazione sia stata pubblicata sul bollettino ufficiale soltanto nei primi giorni di maggio la Regione ha assegnato alle aziende termine fino al 31 dello stesso mese per provvedere al pagamento, minacciando pesanti sanzioni nei casi di ritardo.

Contro questa decisione sono insorte oltre quaranta aziende titolari di cave situate nella Provincia di Lecce che – grazie all’impegno profuso dal Presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro, e da Cristina Mercuri e Lucrezia Vantaggiato, rispettivamente Presidente e Vice presidente della sezione Materiali di Confindustria Lecce. – hanno fatto fronte comune contro l’improvvida decisione regionale, intraprendendo un’iniziativa giudiziaria.

Le aziende – assistite dagli Avv.ti Valentina Mele e Oronzo Marco Calsolaro – hanno così presentato ricorso al Tar Bari contro l’improvvida decisione regionale e hanno chiesto che in via cautelare fosse bloccato l’incremento tariffario disposto dalla Regione unilateralmente, senza alcun effettivo dialogo e confronto con le Associazioni di categoria e soprattutto senza considerare le gravissime conseguenze di quella decisione per l’intero mondo estrattivo, già duramente provato da una profonda crisi, con un vistoso calo rispetto al passato del numero di imprese operanti e della forza lavoro impiegata.

Analoga iniziativa è stata intrapresa da alcune aziende del foggiano e del barese, assistite dall’Avv. Giuseppe Macchione.

Accogliendo pienamente le richieste formulate dai legali delle aziende, con ordinanza del 29 giugno 2018 la Terza Sezione del Tar di Bari, Presidente Francesco Gaudieri, ha bloccato quegli incrementi tariffari, con “invito alle parti contrapposte alla riapertura del Tavolo tecnico, interrotto dall’Amministrazione, al fine di rivalutare gli elementi utilizzati dalla stessa ed esplorare l’esistenza di ulteriori, adeguati e congrui parametri per la determinazione della tariffa regionale” in modo che risulti congrua per la Regione ma soprattutto effettivamente sostenibile per le imprese del settore.

La decisione – affermano con soddisfazione gli avvocati Valentina Mele e Oronzo Marco Calsolaro – consente di evitare il collasso di un settore molto importante per l’economia pugliese e attraversato ormai da anni da una grave crisi e da diverse problematiche che ne minacciano la sopravvivenza; essa consente quindi di mantenere in vita – in attesa dell’auspicato dialogo e confronto con l’Ente regionale – un settore che conta più di 1.000 occupati e che ha un’importanza notevole per l’edilizia e per l’infrastrutturazione del territorio pur oggetto di misure premiali e di rilancio.

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