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“PER IL COMPLEANNO DI UN GIARDINO”: IL 25 NOVEMBRE 2022 A UNISALENTO GIORNATA INTERNAZIONALE DI STUDI PER IL SESSANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA PUBBLICAZIONE DE “IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI” DI GIORGIO BASSANI

Che “oggetto” è “Il Giardino dei Finzi-Contini”? Come dobbiamo maneggiarlo, quale è la formula del suo incanto? Sono le domande cui cercherà di rispondere la giornata internazionale di studi “Per il compleanno di un giardino”, organizzata dal professor Valter Leonardo Puccetti per il sessantesimo anniversario della pubblicazione del celeberrimo romanzo di Giorgio Bassani e in  programma venerdì 25 novembre 2022, dalle ore 9, nella sala conferenze dell’Università del Salento (piazza Tancredi 7, Lecce).

«È uno dei grandi romanzi italiani del Novecento, uno dei più tradotti, letti e amati nel mondo, un romanzo che ha plasmato l’immaginazione letteraria degli italiani», sottolinea Puccetti, docente di Letteratura italiana a UniSalento, «È  un libro dalle potenti contraddizioni, il che è poi il segreto della sua inesausta vitalità. Uscito fra mille polemiche perché alle avanguardie sembrò nato vecchio, ha sfidato il suo tempo e non cessa in effetti di parlare al futuro attraverso il ricordo, che coltiva e accarezza ma anche lascia aperto e fecondo. È una delle grandi narrazioni sulla persecuzione antisemita, ma il suo plot si ferma alla soglia dell’entrata in guerra dell’Italia e quindi degli orrori dell’Olocausto», continua il professore, «Il personaggio femminile principale, Micòl, sprigiona una fascinazione così affabile quale pochi altri nella nostra letteratura moderna, è così viva che ci viene incontro come un sogno che sia stato sempre nostro, ma il rifiuto di sé che lei oppone al protagonista maschile è perentorio e il suo mistero resta inviolabile. È il romanzo di un giardino e dei suoi abitanti morti viventi, ma quel giardino, che i turisti stranieri cercano ingenuamente quando passano da Ferrara, non esiste, è un’invenzione di Bassani. Il personaggio che nel romanzo dice io sembra coincidere per troppi versi con Giorgio Bassani stesso, ma mille slittamenti, mille scostamenti nella narrazione lo fanno impercettibilmente altro, come il Marcel della Ricerca del tempo perduto di Proust».

La giornata, che si aprirà con i saluti del Rettore Fabio Pollice e della Presidente corso di laurea in Lettere Beatrice Stasi, si articolerà in una sessione mattutina sul tema “Le forme”, coordinata dallo stesso Puccetti, che terrà anche la relazione “Un romanzo mutante”, e in una pomeridiana (dalle ore 15.30) sul tema “Dialoghi e temi”, coordinata dalla professoressa Silvia Contarini dell’Università di Udine. Relazioneranno i docenti Claudia Murru (Università di Udine) su “Il «fantasma trascorrente». Movimento e stasi nel Giardino dei Finzi-Contini”, Riccardo Castellana (Università di Siena) su “Un comunista in giardino. La costruzione del rivale e il problema dell’ideologia nel romanzo di Bassani”, Ruben Donno (Università di Salerno) su “Tempo e narrazione nel Giardino dei Finzi-Contini”, Cristina Terrile (Université François Rabelais de Tours) su “«La guida del Touring non ne parla». Il giardino dei Finzi-Contini sotto la tutela del vero”, Chiara Portesine (Scuola Normale di Pisa) su “Bassani (dis)letto dalla Neoavanguardia”, Fabrizio Lelli (Università di Roma La Sapienza) su “Ebrei ed ebraismo nel Giardino di Bassani” e Laura Crippa (Università della Svizzera Italiana) su “«Chissà se hanno trovato una sepoltura qualsiasi». La lapide nella spoon river di Giorgio Bassani”.

Allievo di Lanfranco Caretti, che fu compagno di banco di Bassani al liceo “Ariosto” di Ferrara (il “Cattolica” di “Dietro la porta”), Valter Leonardo Puccetti è il componente da più lunga data del comitato scientifico della Fondazione Bassani, che lo cooptò per meriti scientifici: «Sessanta anni di incessante crescita nel canone, non solo italiano, per il Giardino dei Finzi-Contini, dopo un primo decennio di successo contrastato, meritano un tagliando di revisione», aggiunge il professore, «La critica letteraria deve restare diffidente, vigile, reattiva ai tempi. Il ritratto di Bassani del conformismo borghese, strisciante e corale, che condusse alle leggi razziali e agli esiti tragici del totalitarismo fascista, conserva un’incisività e un’utilità profilattica di grande attualità. Nei miei convegni e nelle mie “Lecturae Dantis” per l’UniSalento ho sempre fatto largo posto alle forze fresche della critica e Bassani, nel terzo millennio, sta attirando l’interesse di giovani studiosi di grande acume. Il giardino dei Finzi-Contini è molto letto nelle scuole ed è parte ormai del bagaglio di cultura dell’italiano medio diplomato, tra i venti e i settant’anni di età: la giornata di studi del 25 novembre è aperta a quel pubblico, a cui l’università deve saper parlare».

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