Novità all’Oncologico del Fazzi

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Cambio di rotta all’Oncologico del “Vito Fazzi”. Il nuovo primario: ambulatori aperti mattina e pomeriggio.

Il rientro del primario Giammarco Surico (il 6 luglio scorso) ha portato una ventata di cambiamenti al reparto di Oncologia dell’ospedale leccese. Grosse novità. A cominciare dalla sala d’attesa al piano terra del Polo Oncologico “Giovanni XXIII” che sarà completamente riorganizzata, grazie al contributo dell’associazione “Angela Serra”.

Ma la “rivisitazione” del reparto riguarda soprattutto l’aspetto organizzativo. Da qualche giorno i medici oncologi sono stati invitati dal dottor Surico a presidiare il loro ambulatorio a partire dalle 8,30 del mattino. Parecchi pazienti si erano lamentati perché alcuni di loro non si facevano vedere in ambulatorio prima delle 9 – 9,30. E spesso risultavano assenti per via della partecipazione a congressi, incontri e giornate di studio.

«Basta, la nostra adesso è una squadra unita e coesa – fa sapere il dottore Surico – Al centro del nostro lavoro deve esserci l’interesse esclusivo dell’ammalato».

Il day hospital rimarrà aperto 5 giorni alla settimana, mattina e pomeriggio, da lunedì a venerdì. Le terapie brevi verranno concentrate il venerdì e i pomeriggi saranno dedicati alle visite di follow up, di controllo.

Il sabato (quando la sofferenza non va in vacanza) sarà garantito un turno di medici anche di pomeriggio, in grado di far fronte alle esigenze di tutti.

«In questo modo verranno smaltite le liste di attesa – spiega Surico – E’ importante che nel reparto sia sempre presente una figura apicale di riferimento. I primi appuntamenti della giornata sono riservati alle terapie lunghe. Questo – spiega – per evitare che si finisca alle 15,30, come accadeva prima. Una breve attesa comunque c’è sempre, perché c’è un lasso di tempo fra la visita (guardare gli esami, visitare il paziente) e la preparazione dei farmaci. Non si può pensare di preparare i farmaci prima. Perché se non ci sono le condizioni per somministrare, non possiamo buttare via quel farmaco costosissimo».

Un’attenzione particolare il dottor Surico la dedica alla refertazione, che deve essere «concertata e concorde». «La nostra è una squadra che lavora in un settore delicato, dove c’è spazio per tutti – ha detto al suo arrivo il primario oncologo – Riconosco le preziose professionalità che ci sono e sono di gran valore, ma dobbiamo operare come squadra, evitando i protagonismi».

Come dire, “ chi non si sente di fare squadra è bene che lo dica subito”.

 

 

 

 

 

 

 

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