Scandalo “estimi catastali” a Lecce

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La Cassazione rigetta il primo ricorso senza che il contribuente salentino si sia costituito o abbia esplicato difese, ma non blocca l’Agenzia delle Entrate.

Migliaia di altre cause pendenti anche in terzo grado. La Suprema Corte per alcune ha chiesto l’acquisizione alla CTR di Lecce dei fascicoli e si prospetta battaglia anche in sede di legittimità

È ormai nota ed ha fatto giusto ed inevitabile clamore l’ordinanza della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate nell’odiosa vicenda del riclassamento degli estimi catastali a Lecce, con compensazione delle spese perché nessuno si è costituito in giudizio, in quanto il contribuente salentino è rimasto soltanto intimato e non ha esplicato alcuna difesa innanzi alla Suprema Corte. In particolare, la Corte di Cassazione, richiamando propri precedenti nonché la pronuncia n. 249/2017 della Corte Costituzionale, ha annullato gli accertamenti dell’Agenzia del Territorio di Lecce perché privi di motivazione, in quanto si sono limitati soltanto allo scostamento dei valori senza tenere conto degli altri elementi importanti, come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata e le caratteristiche edilizie del fabbricato.

C’è da sperare – rilevano l’avvocato Maurizio Villani e Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” – che questa sia la prima sentenza favorevole della Corte di Cassazione anche se, a differenza di quanto accaduto con la causa in questione nella quale, anche senza alcuna attività difensiva del contribuente nella sede di legittimità, è stata dichiarata l’inammissibilità del ricorso dell’Agenzia delle Entrate, è notizia dei giorni scorsi che numerosi fascicoli sono stati richiesti dalla cancelleria di Piazza Cavour alla Commissione Tributaria Regionale di Bari – Sezione di Lecce. Ciò, purtroppo, lascia presagire che la vicenda sia tutt’altro che conclusa in sede giudiziale e che molti dei ricorsi pervenuti in Cassazione verranno comunque discussi.

D’altro canto, però, la decisione in commento rappresenta comunque un significativo precedente che censura anche in sede di legittimità l’operato dell’Agenzia delle Entrate e dell’amministrazione comunale che diede stimolo ad una procedura di riclassamento generalizzato degli estimi catastali che si dimostrò non solo illegittima, ma anche foriera di gravi danni in capo all’erario per le spese di lite cui è stata condannata la pubblica amministrazione in una miriade di processi che l’hanno vista già ripetutamente soccombente nei due gradi di merito della giustizia tributaria.

In allegato, sul sito www.sportellodeidiritti.org il testo integrale dell’ordinanza della Cassazione.

Avv. Maurizio Villani                                                                       Giovanni D’AGATA

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