Intrecci mafia e politica, scacco definitivo al clan Giannelli

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Intrecci mafia e politica, scacco definitivo al clan Giannelli

È scacco al clan Giannelli, dopo le condanne di 185 anni inflitte dal giudice per l’udienza preliminare Michele Toriello ai 19 dei 21 imputati sotto processo dopo gli arresti dell’operazione “Coltura”.

Nel processo con rito abbreviato, in cui emersero presunti contatti tra il clan e l’allora vicesindaco di Parabita Giuseppe Provenzano, sono state inflitte le seguenti condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso, danneggiamento, detenzione di armi e traffico di droga, corruzione, estorsione aggravata da metodo mafioso: 20 anni a Marco Antonio Giannellidi Parabita, 16 anni a Besar Kurtalija residente a Parabita, 8 anni a Pasquale Aluisi di Parabita, 7 anni a Fernando Cataldi di Collepasso; 10 anni e 30mila euro di multa a Cristiano Cera di Ugento; 14 anni a Vincenzo Costa di Matino; 8 anni a Claudio Donadei di Parabita; 8 anni e 4 mesi a Leonardo Donadei di Parabita.

E ancora 7 anni ad Antonio Fattizzo di Parabita; 6 anni e 4 mesi ad Antonio Luigi Fattizzo di Parabita; 1 anno e 4 mila euro di multa ad Adriano Giannelli di Parabita; 1 anno e 4 mesi a Lorenzo Mazzotta di Collepasso; 8 anni a Donato Mercuri di Parabita, 12 anni a Fernando Mercuri di Parabita; 14 anni a Orazio Mercuri di Parabita; 8 anni a Cosimo Paglialonga di Collepasso; 12 anni a Giovanni Picciolo di Parabita; 11 anni e 8 mesi a Matteo Toma di Parabita; 12 anni e 2 mesi a Mauro Ungaro di Parabita. Sono stati assolti Alessandro Prete di Casarano e Marco Seclì di Casarano.

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