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VERSO LO STATO DELL’ANIMA – Ostuni (BR)

VERSO LO STATO DELL’ANIMA Performance di Cosimo Terlizzi a cura di Carmelo Cipriani

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Domenica 26 Luglio 2015, a partire dalle 20.00, si svolgerà ad Ostuni la Notte della Cultura, organizzata da Art and Ars Gallery di Galatina, in collaborazione con la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni. Il centro storico della città bianca si animerà fino a notte fonda, con un programma fitto di incontri, mostre, spettacoli teatrali e attività performative. Nel corso della serata, in via Bixio Continelli, si assisterà alla performance site specific “Verso lo stato dell’anima”, ideata da Cosimo Terlizzi e curata da Carmelo Cipriani. Un vero e proprio rito di tipo animista che ambisce a ridestare l’anima e a ricongiungerla al corpo e alla natura, quest’ultima concepita come appendice della psiche umana.

Così Carmelo Cipriani introduce la performance: “La vergogna e l’imbarazzo che si provano nell’essere nudi o nel guardare un corpo senza vestiti sono condizioni acquisite, posteriori alla nascita: costruzioni dell’uomo e delle sue convenzioni sociali. Allo stesso modo l’indecenza non è mai nel nudo in sé ma è negli occhi e nella mente di chi guarda, di chi prova sdegno per qualcosa che pregiudizialmente considera spregevole ma che in realtà è profondamente legato al concetto stesso di umanità. Mentre il bambino, nella sua quotidiana attività di conoscenza, scopre progressivamente il corpo e la sua molteplice natura, l’adulto lo copre, lo mortifica, lo corrompe, sottoponendolo a censure solo occasionalmente fondate.

Cosimo Terlizzi, talento pugliese di rientro e artista tra i più significativi della scena nazionale, indaga il manomesso confine tra condizione naturale e costruzione sociale, aspirando alla prima e destrutturando la seconda. Analizza la realtà mettendone in luce i contrasti attraverso azioni performative progettate e a volte vissute in prima persona in cui assumono un ruolo di primo piano oggetti quotidiani e suoni. In “Verso lo stato dell’anima”, lavoro performativo site specific, appositamente pensato per la Notte della Cultura di Ostuni, l’artista rigetta le consuetudini attuando un recupero dello stato di natura, di quella condizione sorgiva propria dell’infanzia.

Un bambino-sciamano (Sebastian Licinio) affianca un uomo e una donna (i due attori e performer professionisti Fabio Vasco e Isabella Mongelli), archetipi di un’umanità corrotta e disumanizzata; con gesto purificatorio li battezza e, per mezzo della sua innocenza puerile – non necessariamente angelica – li guida nel ritrovamento della dimensione naturale, del loro “essere umani”. A rito compiuto il suono dei campanelli ne sancisce la riuscita, ricollocando i protagonisti nella moltitudine (beatitudine?) terrena. Un vero e proprio rito animista, che nell’atto della denudazione traduce la ricongiunzione dell’anima al corpo, in un percorso discensionale sospeso tra passato e presente, teso alla terra ma rivolto al cielo.

Sensualità e trascendenza si fondono in un seguirsi di gesti sincopati, sospesi tra profanità e misticismo, mentre l’azione si anima in un continuo scambio di ruoli, dal bambino, che è angelo per il solo fatto di essere fanciullo, agli adulti, peccatori per nascita e redenti per scelta. Riflettendo sulla lezione di Beuys per cui l’arte è “un gradino verso la spiritualità”, l’artista muove energie segrete, stupendoci con qualcosa che sappiamo essere più profondo e potente di ciò che vediamo: un oltre-sensibile capace di suscitare molteplici risposte relazionali e ampi livelli di riflessione.

Ultima fatica dell’artista bitontino, la performance ostunese è un intreccio di pensiero e disincanto in cui il presente, tutt’altro che estromesso, è raccontato in una dimensione metafisica, un personale purgatorio, tutto terreno e poco celeste, locus ibrido e felicemente instabile. L’azione, nell’aspetto ascetico e nell’essenzialità degli elementi costitutivi, rivela un intimo e poetico rituale di svelamento capace di travalicare i limiti dell’hic et nunc, collocandosi fuori dal tempo, in oscillazione continua tra storia personale e invocazione cosmica”.

COSIMO TERLIZZI –Fotografo, artista visivo, regista e scultore, Cosimo Terlizzi (Bitonto, 1973) è artista eclettico con una forte identità artistica e un successo internazionale. Dalla metà degli anni Novanta, a Bologna, ha iniziato a sperimentare l’uso di media differenti, dalla fotografia al cinema, dalla performance alla video arte. La ricerca d’identità e il rapporto dell’essere umano con il suo ambiente sono i suoi principali ambiti d’indagine.

Ha realizzato cortometraggi e documentari che sono stati presentati in numerosi festival internazionali, tra i quali il Rotterdam International Film Festival, il London International Documentary Festival, il Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo di Marsiglia, il Torino Film Festival, il Festival Internazionale del Film di Roma, il Festival Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Ha realizzato il documentario naturalistico «Murgia tre episodi», uno film documentario indipendente tra i più premiati d’Italia.

Sue opere sono state presentate al MACRO di Roma, alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, ai Cantieri Culturali la Zisa di Palermo, alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, alla Galleria Nazionale di Cosenza, alla Fondazione Merz di Torino, Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia e in altri spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero.

Dal 2012 le sue opere sono presenti ad Arte Fiera, negli spazi della Traffic Gallery di Bergamo.

 

 

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