Abruzzo scoppia metanodotto, aperta inchiesta.

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La procura della Repubblica di Teramo ha aperto un’inchiesta per l’esplosione di oggi al metanodotto.

Nella frazione di Mutignano nel comune di Pineto (Teramo). Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Silvia Scamurra. Intanto le forze dell’ordine stanno sgomberando le abitazioni limitrofe all’incendio e hanno posto gli stabili sotto sequestro.

Dodici persone, invece, sono state sottoposte ad accertamenti in ospedale per intossicazione. Due le famiglie al momento evacuate dalle loro case, rimaste lesionate. 

Dai primi riscontri sembrerebbe,  che a provocare l’incidente sia stata “la scarsa stabilità del suolo, unita ai fenomeni di antropizzazione tipici delle aree in prossimità delle coste e al forte maltempo di questi giorni, possa essere tra le cause dell’incidente”. Snam Rete Gas, spiegano, “sta verificando la dinamica che ha successivamente portato il gas a incendiarsi”.

Dopo il maltempo, che ha colpito il territorio, la regione Abruzzo stima circa cinquanta milioni di euro di danni. “Il dieci percento della popolazione è ancora senza energia elettrica, ma l’emergenza sta lentamente rientrando”, ha spiegato l’assessore regionale alla Protezione Civile Mario Mazzocca, precisando che “l’allerta rimane ancora in essere”. “In Giunta stiamo facendo la prima stima dei danni, siamo intorno ai 50 milioni”, ha aggiunto. “Ci sono state esondazioni fluviali di tutti i fiumi abruzzesi”, ha proseguito l’assessore, che ha anche annunciato che la giunta “sta per deliberare sulla richiesta di stato di emergenza”.

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