martedì, Novembre 29, 2022
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Lo spazio dentro

All’Ammirato Culture House la presentazione del libro edito da Musicaos. 

Un progetto editoriale dedicato alla “crescita” raccontato con le parole di Elisabetta Liguori e le illustrazioni di Emanuela Bartolotti.

Domenica 5 febbraio (ore 18, ingresso libero) Ammirato Culture House, a Lecce, ospiterà il book-party di presentazione del libro Lo spazio dentro, edito da Musicaos Editore.
Un progetto editoriale dedicato al tema della “crescita”, raccontato con le parole di Elisabetta Liguori e le illustrazioni di Emanuela Bartolotti.
Nel corso della serata autrice e illustratrice dialogheranno con la giornalista e scrittrice Luisa Ruggio, Maria Cucurachi leggerà alcuni brani tratti dal libro.
Lo “spazio dentro” è quellʼarea indefinibile nella quale è contenuta la famiglia, che nasce a volte senza un progetto, oppure da unʼossessione, o ancora dal caso. In qualunque modo nasca, tuttavia, la famiglia si costruisce sempre artigianalmente, utilizzando materiali robusti, modelli di riferimento inevitabili, unʼossatura tecnica, e qualche abbellimento, con diverse finalità. In tutti i casi la famiglia è sempre riconducibile a un luogo, a uno spazio circoscritto.
Ma non si tratta solo di geometria: un nucleo famigliare è fatto di esseri umani. Un piccolo gruppo di persone riuniti nello stesso spazio in una struttura dinamica, nella quale ognuno cambia col tempo e segue lʼevoluzione degli altri componenti.
Come può essere dunque questo spazio? Ampio, ridotto, cubico o rotondo, ruvido o liscio? Che tipo di cambiamento è quello che avviene all’interno dello spazio? Rapido, lento, improvviso, prevedibile, doloroso, piacevole? Sarebbe meglio immaginarlo flessibile, forse. Il cambiamento bussa da fuori, spinge, schiaccia, dirompe. Bisogna sapere reagire con elasticità. Più è flessibile lo spazio, maggiori sono le possibilità di un cambiamento naturale e sereno.
“Lo spazio dentro” racconta la fase della crescita, tra dialogo e conflitto, emozioni e paure, che portano a crescere e uscire fuori da questo spazio.
Un bambino nasce e diventa un uomo nello stesso spazio in cui altri individui si sforzano di educarlo e si adattano alla necessità di accompagnare, guidare o anche solo osservare il suo cambiamento. Non a caso il termine “educare” deriva dal latino “educere”, cioè: trarre fuori, tirar fuori ciò che è dentro. Quindi “cambiare” significa uscire da uno spazio circoscritto.
Qual è il modo giusto per farlo? Se l’educazione è un passaggio, il varco non è scontato. Lo sa bene chi crescendo esplora l’esterno, e lo sa anche chi restando, ne presidia l’interno. A volte non basta trasmettere il proprio sapere, l’esempio, la regola, la memoria delle mura. A volte non basta chiedere, osservare. Tutto questo è necessario al cambiamento, ma può non bastare. A volte è la paura a decidere, o le immagini del cuore, o la forza del legame. A volte contano persino i sussurri. Ogni confine ha il suo limite e la sua porta d’accesso, per trovarla ci vogliono fantasia, orecchie e gioco di mani. Senza fantasia e cuore il cammino è lungo, vasto e imprevedibile, ma per fortuna quasi tutti i bambini lo sanno.

Elisabetta Liguori è nata a Lecce, dove vive e lavora. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti” e per numerose altre riviste online. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con particolare attenzione per la letteratura al femminile.
Ha pubblicato “Il credito dell’imbianchino” (Argo Editrice, 2004, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005), “Il correttore” (peQuod, 2007), “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice, 2010, scritto con Rossano Astremo). “La felicità del testimone” (2012, Manni Editori), “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore, 2013, con illustrazioni di Carlos Arrojo). Nel 2015 ha pubblicato il primo episodio di una trilogia urban fantasy, “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, per i tipi di Musicaos Editore, in formato cartaceo e digitale. Nel 2016, sempre con Musicaos, l’ebook “Se gli uomini sapessero”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” (Manni Editori), “Laboriosi Oroscopi” (Ediesse), “Il dizionario affettivo italiano” (Fandango), “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” (Manni Editori, 2011); “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili.
Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura di testi musicali e teatrali.

03-Emanuela-Bartolotti-per-Elisabetta-Liguori-Lo-spazio-dentroEmanuela Bartolotti è laureata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha frequentato il corso di perfezionamento di disegno animato Isa, a Urbino. Come fotografa ha realizzato copertine per diversi editori (Fazi-Lain, Barbera Editore, Lupo Editore), e collaborato con pubblicazioni illustrate come “Carta Vetrata Vol.II”, “Ho perso il filo”, “Mi libro nel cosmo”.
È presente nei cataloghi del “Premio fotografico della Qualità Creativa 2009”, “VI edizione Premio Celeste 2009”, “II Premio fotografia italiana arte contemporanea”, “V edizione Premio Celeste 2008”, “Art Woman 08, Venere Vincitrice”, “Art Woman 06, New Entry”, “XII BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Mèditerranée”. Ha pubblicato inoltre su “Photo paper”, “World Photographic Arts Magazine”, “Zoom magazine”, “Il paese nuovo”. Costruisce percorsi didattico/artistici e laboratoriali, e oltre all’illustrazione, si dedica al disegno animato, realizzando cortometraggi animati e videoclip (“Rumors of war”, No finger Nails ft Mc baco, 2016). (Ortica – https://www.facebook.com/ortica00/)
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