KOREJA: PER LECCE CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2015 TORNA “KATËR I RADËS. IL NAUFRAGIO”

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KOREJA: PER LECCE CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2015 TORNA “KATËR I RADËS. IL NAUFRAGIO”

Venerdì 18 e sabato 19 dicembre alle 20.45 in scena nell’ambito degli eventi organizzati dal Comune per “LECCE Capitale Italiana della Cultura 2015” Katër i Radës. Il naufragio, lo spettacolo di Koreja realizzato in co-produzione con la Biennale di Venezia su musiche originali del compositore albanese Admir Shkurtaj, regia teatrale di Salvatore Tramacere e testo di Alessandro Leogrande.

Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto alla 58° edizione del Festival Internazionale di Musica Contemporanea de la Biennale di Venezia diretta da Ivan Fedele, lo spettacolo ha debuttato lo scorso anno a Lecce nell’ambito di Fineterra, rassegna promossa dalla Provincia di Lecce attraverso l’Istituto di Culture Mediterranee e ha visto il debutto internazionale nell’ambito del Book and Arts Festival di Tirana oltre alle repliche salentine durante il Teatro dei Luoghi Fest. Inoltre ha conseguito la Nomination nella V Edizione del premio “Le Maschere del Teatro Italiano” designando Admir Shkurtaj tra i tre finalisti della Terna per la categoria MIGLIORI MUSICHE per lo spettacolo Katër i Radës. Il naufragio.

L’opera, adattamento letterario di Alessandro Leogrande tratto dal suo precedente romanzo-reportage Il naufragio (Feltrinelli 2011, Premio Ryszard Kapuściński e Premio Paolo Volponi), vede in scena sotto la direzione di Pasquale Corrado, lo stesso Shkurtaj, Simona Gubello, Maria Luisa Casali, Stefano Luigi Mangia, Alessia Tondo, Marco Ignoti, Giorgio Distante, Jacopo Conoci, Vanessa Sotgiu, Pino Basile, il coro polifonico di canti tradizionali albanesi composto da Nazo Çelaj, Nikolin Likaj, Meleq Çela, Sali Brahimaj, Vedim Kapaj ed Emanuela Pisicchio, Anna Chiara Ingrosso e Fabio Zullino attori di Koreja.

Lo spettacolo racconta l’affondamento nel Canale d’Otranto della motovedetta KATËR I RADËS carica di 120 profughi in fuga dall’Albania, in seguito allo speronamento da parte della corvetta Sibilla che ne contrasta va il tentativo di approdo sulla costa italiana.

In quel Venerdì Santo del 1997 morirono oltre 80 persone (31 avevano meno di 16 anni). La vicenda è diventata tragico simbolo dei “boat people” alla ricerca di un paese che restituisse loro la libertà e la dignità di esseri umani. Memoria di quegli eventi ma soprattutto un importante lavoro di Koreja per raccontare a suo modo quella silente umanità che ogni giorno cerca di ricominciare la propria storia in un altrove migliore.

Uno spettacolo che coinvolge per la sua immediatezza evocativa, senza giudizi e senza retorica, in cui Shkurtaj rivive la tragedia in prima persona esprimendosi ben oltre l’estetica del suono. Una forza di partecipazione che diventa invenzione sonora, musica dai suoni graffianti.

[…] Kater i Rades – sostiene Alessandro Leogrande – non vuole essere semplicemente un’opera della memoria. È piuttosto il tentativo, attraverso la musica, di liberare l’universo umano di chi è andato incontro a una delle tante tragedie del Mediterraneo: quella di una piccola motovedetta albanese, stracarica di uomini, donne e bambini, affondata nel marzo del 1997 davanti alle coste italiane. Nell’atto unico si affollano i sommersi e i salvati, chi è sopravvissuto e chi è scomparso, le loro voci, i loro pensieri, e soprattutto il loro viaggio verso il buio, pieno di grandi ansie e piccoli desideri, sogni e paure, digressioni, apparizioni, improvvise rammemorazioni. […]

Venerdì 18 alle ore 18.30 l’appuntamento è con Oliviero Ponte di Pino, giornalista e critico, per l’incontro dal titolo Speciale archivi La memoria viva del teatro: 30 anni di Koreja (ingresso libero) presentazione ufficiale dell’archivio di Koreja.

L’archivio di Koreja ha ottenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la dichiarazione di interesse storico particolarmente importante e consta di atti istitutivi, carteggio, copioni teatrali, manifesti, foto di prova e di scena, audio e videocassette e rassegna stampa. Il lavoro degli archivisti è stato quello di schedatura e riordino fisico e virtuale di tutti i fascicoli con la redazione dell’inventario reso facilmente consultabile dagli utenti.

Per i teatranti, la memoria è necessità che diventa ossessione. Sappiamo che la nostra memoria non è un magazzino, un repertorio statico da cui estrarre di volta in volta le informazioni necessarie. La nostra memoria è dinamica, e si riorganizza continuamente sulla base delle nostre esperienze e dei ricordi che accumuliamo quotidianamente. Quello che sta accadendo nel teatro e nelle sue modalità di produzione, comunicazione ma anche nel modo in cui tiene traccia di sé, suggerisce una radicale riorganizzazione della sua memoria.

Sabato 19 alle ore 18.30 attesissimo ritorno a Koreja per Goffredo Fofi che, in questa occasione dialoga con Alessandro Leogrande.

Per entrambe le serate, APERICENA A TEATRO, un momento conviviale per “assaggiare” il teatro. Un morso e la cultura è “all you can eat”

L’appuntamento rientra in STRADE MAESTRE 2015-2016, la rassegna di teatro, danza e musica promossa da Cantieri Koreja con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Puglia. Con il contributo di Provincia di Lecce e del Comune di Lecce.

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