ELEZIONI POLITICHE 2022

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Alleanza Pd con Verdi,  Nuovo incontro Letta-Calenda-Della Vedova

“La Direzione nazionale ritiene, come già deciso dal Consiglio federale nazionale del 25 luglio, che l’unica alleanza che possa contrastare efficacemente la destra estrema in Italia sia quella, pur con tutte le differenze che sono note, di un fronte democratico a partire dal Pd.

L’alleanza elettorale che con pazienza biblica sta cercando di costruire Enrico Letta sembra appunto una tela che si fa e si disfa un attimo dopo. Ma il segretario dem non è intenzionato a mollare. “Noi continuiamo a lavorare perché è un dovere verso il Paese” provare ad arginare la vittoria della destra, ribadiscono dal Nazareno. Ma tra i dem la preoccupazione è forte. “Così rischia di saltare tutto”, l’allarme dopo una mattinata sull’ottovolante tra le repliche e controrepliche dei partner, potenziali, dell’alleanza. Il tutto via social.

Per questo motivo la Direzione nazionale ritiene non percorribile un’alleanza con il M5S esprimendo, nel contempo, rammarico per il non raggiungimento di un accordo tecnico più ampio che includesse anche il M5S”. E’ quanto scritto approvato dalla Direzione nazionale di Europa Verde-Verdi, che si è riunita questo pomeriggio.

La scelta dei Verdi di Bonelli arriva in una giornata contrassegnata dalle polemiche dopo che Azione ha ribadito i propri dubbi su SI e Verdi.

Azione ha chiesto esplicitamente ai Dem di prendere posizione. “La tensione di queste ore nasce dalla constatazione che di fronte ai continui attacchi personali di Bonelli e Fratoianni, alla continua messa in dubbio dell’agenda Draghi e al voto contrario all’allargamento della Nato di Fratoianni, il Pd non ha preso posizione”, viene spiegato da fonti di Azione.

Un incontro si è tenuto nel pomeriggio fra il segretario del Pd, Enrico Letta, il leader di Azione, Carlo Calenda, e Benedetto della Vedova, di Più Europa. E’ quanto viene confermano fonti di Azione.

A loro volta Verdi e Sinistra chiedono una presa di posizione al Pd. Serie di incontri via Zoom e in presenza per i vertici di Sinistra italiana che, in queste ore, riunisce segreteria nazionale, direzione e assemblea nazionale. Al centro il “profondo disagio” per le modalità dell’accordo fra Pd e Azione e le valutazioni sulle proposte del PD in merito al rapporto con l’alleanza rossoverde. E’ quanto viene riferito da fonti di Sinistra italiana. “Intanto, aspettiamo di capire cosa pensa il Pd delle dichiarazioni di Calenda che, di fatto, chiede di escluderci dalla coalizione”. L’esito delle valutazioni di Si è atteso fra stasera e domani.

“Abbiamo fatto una scelta di responsabilità – dice in mattinata Calenda – molto sofferta ma a condizioni nette. Non siamo disponibili a rivedere nessun punto di quanto sottoscritto. Ogni giorno vediamo aggiungere alla coalizione un partito zattera e iniziative incoerenti con quanto definito. Anche basta”, scrive su Twitter Calenda. “Della sorte di Di Maio, D’Inca’, Di Stefano e compagnia non ce ne importa nulla. Al contrario, prima tornano alle loro professioni precedenti meglio è per il paese. E per quanto concerne l’agenda o è quella di Draghi o è quella dei no a tutto. Chiudiamo questa storia ora”, aggiunge. C’è una ambivalenza che tormenta la sinistra dalla sua origine: riformismo o massimalismo. Una scelta mai compiuta fino in fondo che ha determinato contraddizioni e sconfitte. L’accordo sottoscritto dal Pd è una scelta. Può essere cancellata ma non annacquata. Decidete”, conclude.

“Dopo essere partito dal ‘grande centro’ – va all’attacco Luigi Di Maio – Calenda è diventato un ‘gregario’ della coalizione di centrosinistra. Di conseguenza, capisco le sue difficoltà a spiegare, anche ai nuovi arrivati del suo partito e al suo elettorato, che alla fine si candida nel centrosinistra.Sorprende, però, che alla fine proprio Calenda nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet sia diventato il più estremista di tutti”. Lo scrive Luigi Di Maio, capo politico di Impegno Civico. “Con questo atteggiamento sta solo disgregando la coalizione prima ancora che si formi. Ovviamente Calenda può fare quello che vuole, ma con meno arroganza e più rispetto”.

Calenda che ne ha per tutti. Parte da Luigi Di Maio: “Della sorte di Di Maio, D’Incà, Di Stefano e compagnia non ce ne importa nulla”. E rivolto al Pd scrive: “Decidete”. Ribatte Di Maio “Dopo essere partito dal grande centro, Calenda è diventato un ‘gregario’ della coalizione di centrosinistra. Capisco le sue difficoltà a spiegare…”.

“Mi permetto di suggerire a tutti coloro che non vogliono regalare il Paese alla destra di smetterla con critiche, fatwe e attacchi reciproci”. Lo dichiara Bruno Tabacci, leader di Impegno Civico-Centro Democratico chiedendo “senso di responsabilità da parte di tutte le forze del centrosinistra”. Una coalizione, spiega, non si regge se “alcuni decidono da soli chi può farne parte e chi no e a quali condizioni. Non possono esserci alleati di serie A e serie B. In una coalizione tutte le forze devono avere pari dignità e rispetto reciproco, altrimenti molto semplicemente non c’è la coalizione”.

Carlo Calenda e Nicola Fratoianni fermatevi! Ci aspetta una sfida molto più grande dell’interesse dei nostri partiti: evitare che l’Italia finisca in mano a una destra sovranista e incapace. Per iniziarla e vincerla occorre rispettarci a vicenda e accettare le nostre diversità”. Lo scrive su Twitter il ministro della Cultura, Dario Franceschini (Pd).

“Dario, il terzismo alla volemose bene con noi non funziona. Avete firmato un patto. Nato, rigassificatori, equilibrio di bilancio, revisione rdc, agenda Draghi. Dall’altro lato c’è una dichiarazione al minuto contro tutto questo. Chiarite. Decidete. Punto”. Lo scrive su Twitter Carlo Calenda, segretario di Azione, rispondendo al ministro della Cultura, Dario Franceschini. “L’interesse dei partiti non conta nulla. Conta dare al paese una prospettiva di Governo seria. Questi erano i patti”, aggiunge Calenda.

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