Svolta sul governo

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Scatta ora il toto-nomi per la presidenza del Consiglio.

Dopo che Berlusconi ha tolto il suo veto sulla formazione del nuovo Governo tra Lega e M5S, si innesta necessariamente la corsa alla costituzione dell’esecutivo di Governo, atteso che l’accordo abbia sviluppi positivi per programmi e candidati al Governo nei vari ministeri.

Il tema della guida del governo resta aperta: in queste ore si parla di forti attriti con la Lega sulla scelta. Ma Luigi Di Maio conferma che, una volta messi sul tavolo i temi, “poi si parlerà di nomi. Non c’è nessuna volontà di tradire la parola data pubblicamente” sul fatto di decidere un premier terzo insieme a Salvini.

Tra i papabili c’è sempre Giancarlo Giorgetti anche se le sue quotazioni sarebbero in calo: ‘benedetto’ da Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, non avrebbe avuto il placet dei due leader di Lega e M5S. Fonti vicine a Di Maio negano frizioni interne, assicurando che al momento con Salvini non si è parlato di incarichi di governo.

D’altra parte anche esponenti di primo piano di via Bellerio, vicini a Salvini e a Giorgetti, scommettono che la soluzione si troverà e “arriveremo oltre l’estate; anzi, di sicuro, arriviamo a mangiare il panettone”.

Ad ogni modo, “la questione del Presidente non è stata toccata” si precisa ancora in ambienti vicini al capo politico del M5S. Ma intanto – nel rebus dei nomi – ci sono per il momento il governatore del Veneto, Luca Zaia, ma anche l’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini e la senatrice della Lega, Giulia Bongiorno.

Quindi per ora, dopo il ‘passo di lato’ di Berlusconi, le fasi successive riguardano la predisposizione di un contratto di governo, poi si potrà parlare di nomi e, infine, si deciderà il premier.

Ad ogni modo, sia il futuro presidente del Consiglio che il nuovo governo saranno valutati “in modo sereno e senza pregiudizi” da parte di Forza Italia, in base a “provvedimenti che siano in linea con il programma del centrodestra e che riterremo utili per gli italiani” ha fatto sapere sempre ieri Berlusconi.

Ricordando però che i 5S hanno dimostrato “anche in queste settimane di non avere la maturità politica per assumersi questa responsabilità”. E anche se dovesse nascere un governo M5S-Lega, non ci sarà nessuna rottura nel centrodestra: “Rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori. Continuiamo a lavorare per tornare a vincere, ma soprattutto perché torni a vincere l’Italia”.

Oggi Luigi Di Maio e Matteo Salvini si incontreranno e partiranno dal contratto di governo, e dalle priorità da mettere in campo.

Entrambi vogliono tempi rapidi, con Di Maio che non esclude il voto a luglio facendo intendere, quindi, che per la formazione del governo non dovrebbero servire più di dieci giorni visto che il 20 maggio si chiude la finestra per le urne il 22 luglio. ‘Se c’è accordo si parte altrimenti si vota.

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