Mauro Giliberti: “Il Salento è preda della Xylella

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Salvemini intervenga in Regione a tutela degli olivicoltori salentini

Intere campagne salentine sono già distrutte e oltre tre quinti degli uliveti resi improduttivi, con conseguenze che danneggeranno inevitabilmente non soltanto l’ambiente, ma anche il turismo e l’economia locale: contrazioni dei redditi, centinaia di posti di lavoro in meno, drastici cali delle esportazioni. Questo stato di fatto mette in seria difficoltà molti operatori del settore, che hanno investito tantissimo nello sviluppo del territorio ed ora non riescono più a mantenere gli impegni assunti.

La Regione Puglia – che solo oggi emana, con colpevole ritardo, una nuova legge con la quale sostanzialmente riabilita il Piano Silletti – sembra inconsapevole di questo dramma e inadeguata a supportare il comparto olivicolo salentino. Il tutto, nel mezzo di una crisi destinata a peggiorare, con la probabile scomparsa di due cultivar tipiche (la Cellina di Nardò e l’Ogliarola salentina) e la conseguente distruzione di un paesaggio che da secoli caratterizza e rende attrattivo il nostro territorio.

Il Sindaco di Lecce Carlo Salvemini deve prendere una posizione chiara nei confronti della Regione Puglia, del Presidente Michele Emiliano e dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Leonardo di Gioia, a sostegno del neonato Comitato Olivicoltori Salentini, in questa battaglia contro una Xylella che sta cambiando il volto del nostro territorio.

La prima misura da adottare sarà la proclamazione dello stato di calamità naturale permanente, che consentirà di ottenere sgravi fiscali e previdenziali, oltre alla moratoria dei mutui bancari. È necessario un Commissario Straordinario che consenta di reimpiantare i cultivar tolleranti al batterio (intervento oggi impedito dalle procedure di infrazione dell’UE) e di prevedere un piano programmatico ben preciso per il Salento, all’interno del Programma di Sviluppo Rurale.

Accelerare le erogazioni previste dal Ministero e chiudere al più presto i bandi regionali, pubblicati già nel luglio 2016, garantirebbe infine una boccata d’ossigeno al comparto agricolo salentino.

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