Lavori di installazione dell’acceleratore lineare al Fazzi

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Il manager della Asl Gorgoni tranquillizza il sindaco Perrone: l’acceleratore lineare sarà installato entro i tempi previsti.

I lavori dureranno 6 mesi. E per rispettare i tempi ormai risicati, all’area Patrimonio della Asl si sta lavorando all’acquisizione delle autorizzazioni dai vari enti e alla stesura dei progetti e del contratto. Adempimenti, qualcuno ha osservato, che potevano essere fatti (almeno alcuni) prima di fare la gara. Invece è stato fatto trascorrere del tempo prezioso che ha rischiato di compromettere l’assegnazione dei 2 milioni e 700mila euro che recano la scadenza del 31 ottobre prossimo.

Bene ha fatto quindi Massimo Rizzo, il tenace disoccupato di Surbo, che più di tutti sta seguendo il complesso iter tecnico-burocratico per assicurare a Lecce l’acceleratore lineare della ditta svedese Elekta, il quale nei giorni scorsi ha sollecitato il manager della Asl e molti sindaci del territorio. Fra i quali anche Paolo Perrone, che perciò aveva chiesto di conoscere lo stato dell’arte.

Il programma dell’installazione del prodigioso macchinario per la radioterapia di ultima generazione si articola su circa 6 mesi. Si partirà all’inizio di giugno e si concluderà nella prima decade di dicembre. I tempi per l’assegnazione dei fondi, viene assicurato, saranno formalmente rispettati.

E’ ovvio che la società “Elekta Italia” non commissionerà la costosa macchina se non dopo la firma del contratto. Firma che le parti metteranno, nero su bianco, solo dopo l’approvazione del progetto definitivo e di quello esecutivo.

Intanto sono stati formulati e inviati i modelli di richiesta di autorizzazione ai Vigili del Fuoco, al Dipartimento di Prevenzione, all’Arpa, al Comune di Lecce e ad altri enti interessati.

L’acceleratore verrà consegnato ai primi giorni di ottobre e verrà installato nella prima decade del mese, dopo aver completato i lavori di adeguamento e di messa in sicurezza e si continuerà ad installare fino al 10 dicembre.

Ci sarà da spostare l’attuale Brachiterapia, da realizzare il solaio e le pareti del bunker, dopo aver demolito e scavato. Si passerà ai lavori di impiantistica meccanica, con l’installazione di un nuovo gruppo frigorifero e la rete di distribuzione dei fluidi e del raffreddamento. Sarà poi la volta degli impianti elettrici e delle verifiche agli impianti.

Una rivoluzione, quella nel reparto interrato diretto dal dottore Mario Santantonio, che non inciderà sull’attualoe ritmo delle prestazioni. L’attività di Radioterapia continuerà senza modifiche.

Immaginiamo quindi che sarà un’estate calda. E non soltanto per chi dovrà lavorare nel bunker.

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