CORONAVIRUS

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Medici e personale sanitario siano dotati dei migliori presidi di sicurezza.

Non si può esporre al rischio di contagio nessuno, figuriamo chi ci può salvare la vita. Lo “Sportello dei Diritti” si fa portavoce dei timori di medici e operatori sanitari dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce

Troppi, sono troppi i medici e gli operatori sanitari che si stanno contagiando negli ospedali. Non possiamo più tacere perché non vogliono più tacere alcuni medici impegnati in prima linea presso il “Vito Fazzi” di Lecce che lamenterebbero i rischi derivanti dall’inadeguatezza dei dispositivi in dotazione che gli esporrebbero al pericolo di contagio. A ciò si aggiungerebbero, inoltre, comportamenti di alcuni di questi sprezzanti del pericolo in atto e quindi non propriamente consoni. Tali segnalazioni ed, in particolare, quelle relative all’assenza di caschi ed indumenti adatti, in special modo nei Pronto Soccorsi, sarebbero confermate dalle recenti notizie apparse che seguono quelle di alcuni addetti ai lavori dell’ospedale di Copertino, secondo le quali anche a Lecce si sta ripetendo la stessa cosa, con ben due dottori del reparto infettivi del Fazzi risultati positivi. Perché non possiamo permetterci che nessuno, figuriamoci di coloro che ci possono salvare la vita, possa infettarsi in un momento in cui è necessaria la massima copertura sanitaria. Per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è il momento del risparmio nè quello di comportamenti inadeguati al rischio del contagio. Si corra, quindi, ai ripari e si dotino tutti gli operatori sanitari, nessuno escluso, dei presidi di sicurezza più adeguati, pretendendo allo stesso tempo da ciascuno di loro il più adatto utilizzo.

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