martedì, Aprile 23, 2024
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Vittime del dovere

Il Tribunale del Lavoro di Lecce riconosce i benefici a brigadiere dei carabinieri che dopo un conflitto a fuoco aveva subìto una “reazione ansioso depressiva da stress”

Una battaglia giudiziaria durata sette anni ma riguardante un evento di oltre vent’anni fa che ha segnato la vita di un servitore dello Stato, si conclude con un’importante sentenza emessa dal Tribunale di Lecce in funzione di giudice del Lavoro che ha riconosciuto tutti i benefici di legge concessi alle “Vittime del Dovere” nei confronti di un brigadiere dell’Arma dei Carabinieri che dopo un conflitto a fuoco con dei malviventi nei primi giorni dell’ormai lontano 2001 aveva subìto un trauma psichico confluito in una diagnosi di “reazione ansioso depressiva da stress” che ne aveva stravolto la vita, minandone la carriera. Con la recentissima decisione rubricata al numero 3686/2023 del Tribunale del capoluogo salentino e depositata lo scorso 7 dicembre, il giudice del Lavoro dottor Giovanni De Palma, ritenendo immune da qualsivoglia vizio la consulenza medico legale d’ufficio espletata in giudizio, anche perché non specificatamente contestata dal Ministero dell’Interno, ha accolto il ricorso del carabiniere difeso dall’avvocato Francesco D’Agata, statuendo il diritto a percepire le elargizioni previste dall’art. 34, co. 1, D.L. n. 159/07 che, com’è noto, ha esteso alle cosiddette “Vittime del Dovere” i benefici stabiliti dalla Legge 206 del 3 agosto 2006 per le “Vittime del Terrorismo”. Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” il diritto a vedersi riconosciuti i notevoli ristori stabiliti dalla legge – e tra questi un una tantum di 2.000 euro per ogni punto percentuale d’invalidità nonchè l’assegno vitalizio di euro 1033 al mese – ai membri dalle forze dell’ordine e a tutti quei servitori dello stato feriti nell’esercizio del proprio dovere, spetta giustamente anche a coloro che non hanno patito conseguenze visibili ma anche lesioni della propria psiche, perché le ferite non sono solo quelle da cui sgorga il sangue ma anche quelle che comportano uno sconvolgimento nella propria sfera interiore.

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