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LECCE – Palazzo dei Celestini dimezza il personale

Trasferimento in vista per 174 impiegati.

Al netto di 77 prepensionamenti, 9 pensionamenti e 146 unità tra Centri per l’impiego e della polizia provinciale in attesa di ricollocazione, i dipendenti della nuova pianta organica scenderanno da 563 a 238 unità, di cui 10 dirigenti, entro la fine dell’anno.

Con un provvedimento di venerdì scorso l’amministrazione guidata da Antonio Gabellone ha tradotto in numeri la manovra “svuota Province” disegnata dalla riforma Delrio ed inasprita dalla Legge di Stabilità 2015. La norma 56 del 2014, ridimensionando le Province ad enti di secondo livello, ha infatti stabilito per prima che le nuove amministrazione di area vasta dovranno occuparsi solo di funzioni fondamentali: strade, scuole, trasporti pubblici, ambiente e politiche sociali.
La Regione Puglia, non ha ancora stabilito attraverso specifica legge regionale se ad occuparsi delle deleghe accessorie dovrà essere la stessa Regione oppure i Comuni, la Provincia o altri enti e uffici territoriali. Un ritardo normativo che si fa sempre più pesante per i dipendenti di Palazzo dei Celestini.

Il decreto Delrio parla chiaro: il personale continuerà a lavorare presso gli organi territoriali di riferimento dell’attività svolta, mantenendo inquadramento, retribuzione e anzianità di servizio. In pratica, gli attuali dipendenti delle Province andranno dove vanno le funzioni.

Ma c’è di più. La Legge di stabilità, a dicembre scorso, ha previsto un taglio del 50% sulla spesa del personale delle Province. Per questo, nelle scorse settimane, gli uffici di Palazzo dei Celestini si sono messi al lavoro calcolando, settore per settore, i costi delle unità in pianta organica. Nei giorni scorsi la ricognizione effettuata si è tradotta in un decreto del presidente Gabellone. Al momento il documento contiene solo una fotografia “numerica” degli esuberi. Ma entro al fine dell’anno ogni unità in mobilità verrà corredata di nomi e cognomi.
La nuova dotazione organica sarà pari a 238 unità. Il monte “esuberi” dovrebbe toccare quota 325 dipendenti ma entro l’anno andranno in prepensionamento 77 impiegati, di cui 4 dirigenti.

Il reale numero del personale in eccedenza è pari a 147 unità. Si tratta di dipedenti impiegati nelle Politiche Sociali e nei settori della Cultura, dell’Agricoltura, dello Sport, della Protezione civile, del Turismo e dell’Agricoltura.

Per quanto riguarda, ancora, i settori delle Politiche del Lavoro e della Polizia Provinciale, il Ministero ha stabilito di rimandare a successivi provvedimenti ogni decisione sul destino lavorativo degli impiegati che ammontano rispettivamente a 108 e 74 unità. A fare chiarezza sulla reale destinazione dei dipendenti “in più” sarà, comunque, la legge regionale che dovrà normare proprio la distribuzione delle funzioni non fondamentali.

Stando alle anticipazioni dell’assessore regionale Leo Caroli, tuttavia, le intenzioni di Via Capruzzi sarebbero quelle di restituire alla Provincia tutti i settori che ancora oggi sta gestendo “in deroga”. Fatto salvo il principio, però, che vengano redistribuite a Palazzo dei Celestini anche le risorse necessarie e garantire servizi e stipendi per il personale.

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