giovedì, Maggio 23, 2024
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La scienza ucraina non si arrende

La scienza ucraina non si arrende

È passato un anno dall’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa. Limitandoci al valore di testimonianza che la ricerca scientifica può giocare in questi frangenti, segnaliamo la storia che la rivista Nature ha dedicato ad alcuni ricercatori e ricercatrici che fra mille difficoltà sono rimasti a lavorare in Ucraina nonostante molti dei laboratori siano stati distrutti dai bombardamenti.

Dei circa 60mila ricercatori ucraini solo il 10% ha lasciato il paese, gli altri continuano nonostante le difficoltà. È Il caso della fisica Kseniia Minakova, che lavora a pannelli solari ad alta efficienza, ritratta fra le rovine del laboratorio dell’Università tecnica di Kharkiv che ora grazie agli aiuti e il lavoro dei colleghi cerca di ricostruire. Ci siamo a nostra volta messi in contatto con Kseniia che ci ha inviato le foto pubblicate sopra.

A lei e ai suoi colleghi va il nostro pensiero. Su Scienza in Rete sono stati dedicati decine di articoli alla guerra, a partire dalla coraggiosa lettera degli scienziati e giornalisti scientifici russi contro la guerra, fino alle sue conseguenze per la salute della popolazione e sull’ambiente nonché sulla ricerca scientifica internazionale in campo spaziale.

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