martedì, Febbraio 7, 2023
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IL SOMMELIER? PUO’ ESSERE ASTEMIO DOPO BARI

IL SOMMELIER? PUO’ ESSERE ASTEMIO DOPO BARI, IL CORSO DI AIS LECCE PER I RAGAZZI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Il progetto si chiama “Il sommelier astemio”, è stato presentato ieri mattina al Grand Hotel Tiziano di Lecce e nasce dalla felice idea di adattare la tecnica di degustazione del vino alle condizioni psico-fisiche di ragazzi con disabilità, per farne strumento di inclusione sociale e di inserimento nel mondo del lavoro. E dopo essere stato presentato in primavera a Bari ora arriva a Lecce, dove a breve – a febbraio 2023 – la delegazione locale dell’Associazione Italiana Sommelier, guidata da Marco Albanese, farà partire presso l’hotel leccese la formazione per aspiranti sommelier che per vari motivi non possono assumere bevande alcoliche, ma senza che questo infici la loro possibilità di imparare a distinguere sfumature cromatiche e sentori del vino. E magari utilizzare queste nuove competenze in un ristorante, un’enoteca, una vineria.

Basato su un libro di testo intitolato   “Io Valgo – Imparo a raccontare il vino”, il corso, totalmente gratuito grazie alla collaborazione del Comune e dello stesso Grand Hotel Tiziano,  nasce dall’impegno del delegato di Bari e vicepresidente regionale AIS Raffaele Massa, grazie alla cui esperienza è stato possibile realizzare uno specifico corso di formazione tenuto da speciali docenti AIS  con il quale, attraverso 14 lezioni – una a settimana –  vengono sviluppati in maniera semplice i temi fondamentali della didattica AIS, insegnando agli aspiranti sommelier a servire il vino e a descriverlo con il solo uso della vista e dell’olfatto. Raggiungendo l’evidente, doppio obiettivo di fornire a questi ragazzi uno strumento di potenziamento del bagaglio di conoscenze personali, e magari anche un’opportunità di lavoro.

Il corso è pensato infatti per ragazzi e ragazze dai 16 anni in poi con Bisogni Educativi Speciali (BES). Ogni corso sarà coordinato da un tutor con qualifica di pedagogista, di docente di sostegno, di educatore professionale o di psicologo, allo scopo di favorire l’integrazione del gruppo e modulare la didattica in funzione delle capacità di apprendimento dei singoli partecipanti, che riceveranno ad inizio corso un kit didattico contenente la valigetta con i tre calici AIS, un cavatappi, un block notes con penna e l’apposito libro di testo. Al termine del percorso educativo, che prevede anche una visita in cantina, i ragazzi riceveranno il diploma e il grembiule con il logo dell’AIS e del Sommelier Astemio.

Il primo esperimento in tal senso, realizzato all’Alberghiero di Margherita di Savoia e poi a Rutigliano, è stato un grande successo “nato dalla voglia di dare un’opportunità di inclusione sociale a questi ragazzi, e di metterci in gioco per tradurre una formazione canonica da sommelier in un corso capace di sintetizzare per loro le nozioni necessarie, con linguaggio molto semplice, per affrontare l’esame visivo e olfattivo di un vino”, spiega Raffaele Massa. “E vi assicuro che i relatori hanno imparato più degli allievi”. Il corso sarà realizzato in collaborazione con il Comune di Lecce e l’associazione “Sale della Terra”. La Confcommercio, dal canto suo, si occuperà di cercare grazie alla FIPE locali interessati ad assumere questi ragazzi, ha assicurato il direttore Federico Pastore: “Sarà una vera rivoluzione: le barriere, in questi casi, sono solo culturali”.

Così l’assessore al Welfare e alle Pari opportunità di Palazzo Carafa, Silvia Miglietta: “All’inizio ero perplessa, ma in effetti non ci può essere alcuna inclusione senza lavoro e senza possibilità di avere una vita indipendente. Ringrazio quindi l’Associazione Italiana Sommelier per aver coinvolto l’amministrazione in quest’iniziativa che intende offrire una opportunità formativa e di inclusione ai nostri ragazze e ragazzi.  La collaborazione proficua tra le associazioni e il Comune genera opportunità, ed è tesa a dimostrare che insieme ogni barriera può essere superata, che non ci sono obiettivi e traguardi irraggiungibili”. L’esempio concreto lo ha portato Fabio Garrisi di “Alimenta”, nuovo locale leccese che impiega una ragazza con sindrome di Down con ottimi risultati: “A volte questi ragazzi”, ha concluso il delegato AIS di Lecce Marco Albanese, che ha presentato il progetto e fatto gli onori di casa, “possono essere più motivati e professionali degli altri”.

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