GOVERNO O PARTE O SI RITORNA AL VOTO

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MATTEO SALVINI

Matteo Salvini è netto

La squadra di governo che stiamo discutendo col presidente del Consiglio incaricato penso sia la migliore possibile per il cambiamento. Spero che nessuno metta i bastoni fra le ruote o dica dei no.

Mi rifiuto di andare avanti per giorni o settimane a trattare, a disfare, a discutere anche perché i mutui, la benzina, gli sbarchi non aspettano. O siamo in condizioni di lavorare bene e subito oppure qualcun altro si prenderà la responsabilità e farà altre scelte”.

Il vero nodo resta il nome del ministro dell’Economia. “C’è una squadra, c’è un’idea di Italia messa insieme da due forze politiche diverse che hanno fatto un lavoro di sintesi. Speriamo che non ci siano altri ostacoli, che nessuno abbia dei ‘no’ nei cassetti. Riteniamo di aver scelto il meglio per l’Italia. Io – dice Salvini – l’avrei fatto anche ieri il governo”.

Il leader del Carroccio conferma la ferma volontà di difendere la nomina di Paolo Savona alla Guida del Mef: “Non vediamo l’ora di metterci a lavorare, noi siamo pronti e la Lega entrerà in un governo solo se questo governo farà gli interessi dei cittadini. Fare gli interessi degli italiani non è una colpa. Ci dicono: ‘no quello non può fare il ministro perché ha detto prima vengono gli italiani, poi le regole europee. Quello non può fare il ministro perché vuole che l’Europa cambi, perché vuole cambiare i Trattati o perché si è permesso di dire che l’euro è una moneta che ha aiutato solo l’economia tedesca’. Uno che la pensa così e che dice queste cose è il mio ministro“.

l leader del M5S, Luigi Di Maio, “Abbiamo già perso troppo tempo, o si chiude entro 24 ore e siamo messi nelle condizioni di poter cominciare a lavorare o lasciamo perdere“.

LISTA MINISTRI –daremo al presidente del Consiglio incaricato i nomi della Lega che sono pronti a fare i ministri e lavorare per il bene dell’Italia”. “Non ne faccio una questione di nomi e cognomi, ma di rispetto del voto degli italiani”, ha scandito il segretario federale. La Lega “è a disposizione degli italiani con il meglio che possiamo mettere a disposizione, con delle personalità esterne ai partiti che rappresentano il meglio di questo Paese – ha rimarcato Salvini – Se qualcuno, però, ci rimproverasse che qualcuno dei nostri indicati ministri fa troppo l’interesse italiano e troppo poco l’interesse di qualche lobby europea, allora no. Io passi indietro ne ho già fatti abbastanza”.

Come nessuno in Italia ha mai eccepito su un ministro tedesco, belga o francese, è altrettanto chiaro ed evidente che i ministri che rappresentano gli italiani non devono necessariamente avere il gradimento dei tedeschi, dei francesi o di chiunque altro.

“Noi non vediamo l’ora di cominciare a lavorare – ha sottolineato – spero che questa settimana finalmente si cominci.

I nomi “li consegnerò al presidente del Consiglio che li discuterà con il Presidente della Repubblica. Secondo noi la squadra che parte è quella che risponde ai sentimenti, alle necessità e alle speranze dei cittadini italiani”.

L’unico rischio che vedo è un’ulteriore frattura, separazione, distanza tra i palazzi del potere e il popolo – ha aggiunto – Il popolo ci dice vi abbiamo votato, andate, fate, migliorate, se qualcuno rallentasse ancora questo processo di cambiamento e facesse saltare un lavoro che ci è costato 15 giorni di impegno e sacrificio, tornerei ad essere arrabbiato“.

Salvini ha parlato anche di Renzi: “E’ stato archiviato dagli italiani. Chi ha devastato l’economia italiana negli ultimi cinque anni dovrebbe avere il pudore di tacere. Chi ha devastato il sistema bancario, chi ha svenduto le aziende pubbliche e private agli interessi internazionali e alle multinazionali dovrebbe avere il pudore di tacere. Parlo di Renzi e di tutti quelli che si stanno scannando nel Pd per arrivare a fare il segretario di un partito morto”.

Al termine di una giornata di lavoro il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha lasciato la Camera, dove nel pomeriggio ha incontrato per una mezz’ora l’ambasciatore Luca Giansanti, la cui destinazione alla Farnesina, ipotizzata da diversi giorni nel totoministri, prenderebbe sempre più concretezza.

Secondo fonti del M5S, Conte potrebbe nuovamente salire al Quirinale, Giro d’Italia permettendo, visto che il centro storico della Capitale è off limits per la conclusione della gara ciclistica.

 

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