Un cuore che unisce salute e solidarietà

di Davide Tommasi

Un incontro tra istituzioni, medici e cittadini per promuovere prevenzione, sport e cultura della donazione come strumenti di salute e consapevolezza collettiva

Castrignano dei Greci – Ottimo riscontro per il convegno promosso da Fratres, svoltosi il 17 marzo 2026 presso la sala consiliare del Comune. Un appuntamento partecipato e ricco di contenuti, che ha saputo unire informazione, prevenzione e spirito di comunità attorno a un tema tanto essenziale quanto attuale: il legame tra donazione, sport e salute.

Non una semplice conferenza, ma un momento autentico di confronto e crescita collettiva. Una serata capace di coinvolgere cittadini, istituzioni e professionisti della sanità, trasformando un incontro pubblico in un’occasione concreta per riflettere su uno stile di vita più consapevole.

A introdurre la serata è stato il presidente locale, Achille Marzo, che ha voluto dare subito un’impronta chiara all’iniziativa, sottolineando come la donazione non debba essere vista solo come un gesto altruistico, ma come parte integrante di un percorso di benessere personale:

«Donare significa certamente aiutare chi ne ha bisogno, ma significa anche prendersi cura di sé stessi. È un gesto che racchiude un doppio valore: sociale e sanitario. Così come lo sport, se praticato correttamente, diventa uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita. Il nostro obiettivo è mettere insieme questi due mondi e far capire che sono profondamente collegati».

Istituzioni e territorio: una visione che guarda al futuro

Nel suo intervento, il sindaco Roberto Casaluci ha voluto evidenziare il ruolo strategico di Fratres all’interno della comunità, sottolineando come l’associazione rappresenti un punto di riferimento costante e non occasionale:

«Fratres non si limita a organizzare giornate di donazione, ma costruisce durante tutto l’anno un rapporto diretto con i cittadini. È questo il valore aggiunto: la continuità, la presenza, la capacità di coinvolgere. Iniziative come questa dimostrano quanto sia importante fare rete tra istituzioni, associazioni e mondo sanitario».

Il primo cittadino ha poi ampliato il discorso al tema della prevenzione, soffermandosi sull’importanza dell’alimentazione come primo strumento di tutela della salute. Da qui il riferimento al progetto avviato nella zona della Massa Pozzelle:

«Abbiamo voluto investire su un modello di agricoltura sociale che valorizzi i prodotti locali e sani, partendo dai grani antichi. Il fatto che queste produzioni siano destinate alle mense scolastiche non è casuale: educare i più giovani a una corretta alimentazione significa costruire una comunità più sana nel lungo periodo».

Donazione e prevenzione: il valore sanitario

A offrire una prospettiva più clinica è stato il dott. Maurizio Mangia, che ha portato esempi concreti per spiegare quanto la donazione possa diventare uno strumento di prevenzione efficace:

«Spesso si pensa alla donazione solo come a un gesto di generosità. Lo è, senza dubbio, ma c’è anche un altro aspetto fondamentale: quello del monitoraggio della salute. Gli esami effettuati prima della donazione possono evidenziare anomalie che, in altri contesti, potrebbero passare inosservate».

Il medico ha poi raccontato episodi reali in cui proprio questi controlli hanno permesso diagnosi precoci, anche di patologie importanti:

«Ci sono casi in cui un semplice emocromo ha acceso un campanello d’allarme, portando a ulteriori accertamenti e alla scoperta di malattie in fase iniziale. Questo significa avere una possibilità in più, e spesso decisiva».

Mangia ha quindi sottolineato la necessità di portare la prevenzione sempre più vicino alle persone:

«Non basta fare informazione nei convegni o negli ambienti specialistici. Dobbiamo parlare alla gente, nei territori, con un linguaggio chiaro e diretto. È questo il senso degli incontri che vogliamo continuare a organizzare».

L’impegno del territoriale: numeri e partecipazione

Il presidente territoriale Sergio Pede ha portato i saluti del livello nazionale, ma ha anche voluto rimarcare con dati concreti il lavoro svolto dalla comunità locale:

«Castrignano sta mantenendo un livello di donazioni in linea con quello dello scorso anno. Non è un risultato scontato, ma il frutto di un impegno costante e di una partecipazione reale da parte dei cittadini».

Un passaggio importante del suo intervento è stato dedicato ai giovani:

«La presenza di nuove generazioni all’interno del mondo del volontariato è fondamentale. Significa garantire continuità, ma anche portare nuove energie e nuove idee. È un segnale estremamente positivo per il futuro».

Sport e cuore: consapevolezza prima di tutto

L’intervento del cardiologo Marco Russo ha rappresentato uno dei momenti più attesi della serata. Con un approccio chiaro e diretto, ha spiegato il rapporto tra attività fisica e salute cardiovascolare, evitando semplificazioni:

«Lo sport è uno strumento straordinario di prevenzione. Migliora parametri fondamentali come pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e peso corporeo. Tuttavia, non bisogna commettere l’errore di pensare che sia sempre e comunque privo di rischi».

Russo ha sottolineato come soprattutto l’attività sportiva intensa o improvvisata possa mettere sotto stress il sistema cardiovascolare:

«Non esiste il rischio zero. Per questo è fondamentale sottoporsi a controlli medici adeguati, soprattutto quando si pratica sport a livelli agonistici o si riprende dopo lunghi periodi di inattività».

Particolare attenzione è stata dedicata anche a fenomeni spesso sottovalutati, come le aritmie:

«In molti casi si tratta di condizioni benigne, ma è sempre necessario valutarle con attenzione. Il problema non è avere un sintomo, ma ignorarlo».

Il confronto con il pubblico: domande, dubbi e risposte

Il momento più dinamico della serata è stato senza dubbio il confronto con il pubblico.

Le domande hanno toccato temi concreti: controlli da effettuare, limiti dell’attività sportiva, uso di integratori, segnali da non sottovalutare.

I medici hanno risposto in modo approfondito, offrendo anche un confronto tra i diversi modelli di prevenzione:
sono state illustrate le linee guida italiane, basate su un sistema strutturato di controlli obbligatori, ritenuto tra i più efficaci in termini di prevenzione,
e quelle anglosassoni, che lasciano maggiore autonomia al singolo atleta ma che, proprio per questo, possono presentare alcune criticità.

Il dibattito è stato arricchito da esempi concreti e riferimenti a casi reali, come quello del calciatore Davide Astori, che hanno reso ancora più evidente quanto la prevenzione possa fare la differenza.

Un confronto diretto, senza formalismi, che ha trasformato l’incontro in un vero momento di consapevolezza collettiva.

Una comunità che investe nella salute

L’iniziativa rappresenta solo una tappa di un percorso più ampio che Fratres intende sviluppare nei prossimi mesi, con nuovi appuntamenti dedicati alla prevenzione oncologica, alla formazione e alla diffusione della cultura del primo soccorso.

Il messaggio finale è chiaro e condiviso:
donazione, sport e prevenzione non sono ambiti separati, ma parti di un unico impegno verso il benessere individuale e collettivo.

A Castrignano dei Greci, ancora una volta, è la comunità a fare la differenza.
Con la partecipazione, con l’ascolto, ma soprattutto con la volontà di prendersi cura – insieme – del proprio futuro.

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