L’umanità dietro la scrivania: a Squinzano la “prima” di Mauro Maggio è un trionfo di storie e sorrisi

di Davide Tommasi

“A Villa Cleopazzo la prima di Mauro Maggio trasforma l’ufficio in palcoscenico, tra ironia, storie quotidiane e il calore della comunità”

SQUINZANO (LE) 23 gennaio 2026 – Ci sono serate in cui la cultura non sale in cattedra, ma si siede accanto a te, offrendo un caffè o un calice di vino. È quello che è accaduto venerdì 23 gennaio nella suggestiva cornice di Villa Cleopazzo, dove la presentazione dell’opera d’esordio di Mauro Maggio, Sei personaggi in cerca di assicuratore (Moon Edizioni), si è trasformata in una vera e propria festa della narrazione, capace di intrecciare riflessione, ironia e partecipazione collettiva.

La serata non si è limitata alla semplice presentazione di un libro, ma ha preso la forma di un dialogo aperto tra autore e pubblico, tra storie quotidiane e ritratti di umanità. L’atmosfera calda e accogliente della villa, illuminata da luci soffuse e animata dalla curiosità dei presenti, ha favorito un’esperienza culturale che ha superato la dimensione del mero evento editoriale, diventando un vero e proprio incontro di comunità.

L’ufficio come palcoscenico della vita

Fin dal titolo, il libro gioca con il metateatro pirandelliano, suggerendo una dimensione teatrale anche in ciò che sembra ordinario: il viavai quotidiano in un ufficio assicurativo. Ma, come ha spiegato l’autore, quella scrivania non è solo un luogo di scartoffie, pratiche e numeri: è un osservatorio privilegiato sulla varietà umana, un palco dove si alternano caratteri e personalità straordinariamente diversi, ognuno con le proprie contraddizioni, manie e piccole tragedie quotidiane.

Sollecitato dalle domande della moderatrice Antonella Tagliente, consulente assicurativa che conosce bene le dinamiche del settore, Maggio ha condiviso aneddoti e confessioni ironiche che hanno fatto ridere e riflettere la platea. Tra i momenti più esilaranti, la spiegazione della sua particolare tassonomia dei clienti: “porno” e “non porno”. Non un riferimento al cinema, ma una metafora brillante per distinguere chi “mette a nudo” dettagli spesso non richiesti della propria vita, e chi affronta le pratiche con una spregiudicatezza comica, talvolta surreale. La descrizione di queste figure, tra ironia e osservazione acuta, ha scatenato le risate e l’immedesimazione del pubblico, che ha riconosciuto in quelle categorie molti degli incontri vissuti personalmente.

Il rito sacro: il Caffè delle 11:00

Un capitolo speciale del libro è dedicato al cosiddetto Caffè delle 11:00, un rito quasi liturgico dell’ufficio. Non una semplice pausa, ma un momento di sospensione del tempo in cui le gerarchie e le formalità lasciano il posto all’autenticità. È in questo intervallo che cadono le maschere di “cliente” e “assicuratore”, emergono storie incredibili, confidenze surreali e lamentele colorite.

Maggio ha spiegato come proprio durante questo momento raccolga le storie più preziose, trasformando ogni tazzina fumante in un piccolo laboratorio di umanità. Qui, la burocrazia cede all’empatia e le pratiche assicurative diventano pretesti per ascoltare e comprendere le vite degli altri. In questo senso, il Caffè delle 11:00 non è solo una pausa, ma un vero e proprio osservatorio sociale, dove il quotidiano diventa materia narrativa e le piccole esagerazioni della vita si trasformano in storie universali.

Il calore delle istituzioni e della Pro Loco

La serata ha avuto un carattere corale, segnato dalla presenza delle istituzioni locali e della comunità. Il Sindaco di Squinzano ha portato un saluto istituzionale, sottolineando come eventi di questo tipo contribuiscano a nutrire la cultura del territorio, valorizzando storie di vita vissuta che spesso vengono trascurate. Ha ringraziato l’autore per aver saputo osservare il proprio lavoro con uno sguardo nuovo e creativo, e ha lodato il pubblico e la Pro Loco per l’impegno costante nella promozione della cultura locale.

Il Presidente della Pro Loco, Cosimo Pierri, ha ribadito come la missione dell’associazione sia proprio quella di scoprire e sostenere i talenti del territorio, capaci di trasformare esperienze professionali apparentemente ordinarie in un patrimonio collettivo di storie e riflessioni. L’intervento ha ricordato quanto la cultura, anche nella sua forma più intima, possa diventare un collante sociale, capace di rafforzare l’identità di un paese e la sua capacità di raccontarsi.

La sorpresa di Jacopo

A rendere la serata ancora più speciale è stato il piccolo Jacopo Maggio, figlio dello scrittore. Con una disinvoltura sorprendente, ha letto alcuni brani del libro, dimostrando sensibilità interpretativa e padronanza del palco. La sua performance ha commosso e divertito la platea, rendendo l’atmosfera ancora più familiare e intima. Questo momento ha suggellato un passaggio generazionale, simbolo del fatto che la passione per la narrazione non è solo personale, ma radicata nella famiglia e nel territorio.

Un brindisi al territorio

L’evento si è concluso con un tributo all’eccellenza locale. Grazie alla collaborazione con l’Enoteca Cantoro, il pubblico ha potuto degustare vini pregiati, accompagnando i firmacopie e le chiacchiere con l’autore in un clima di convivialità gioiosa. Non è stata solo una chiusura formale, ma un ulteriore momento di comunità, in cui cultura, gusto e convivialità si sono intrecciati, confermando che la valorizzazione del territorio passa anche attraverso l’esperienza condivisa.

Sei personaggi in cerca di assicuratore non è solo un libro. È lo specchio di una Squinzano che sa ridere di sé stessa, che osserva la propria realtà quotidiana con ironia e affetto, e che si ritrova unita attorno al piacere del racconto. L’opera di Mauro Maggio segna un esordio promettente, capace di trasformare la routine in materia letteraria, anticipando un lungo viaggio tra le pieghe, spesso comiche, dell’animo umano.

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