La vera inclusione al Polo di San Donato di Lecce: sport, cultura e comunità in festa
San Donato di Lecce – Una serata che ha unito emozione, partecipazione e speranza ha illuminato il Polo dell’Inclusione durante la presentazione dei progetti inclusivi 2025/2026. Una realtà ormai riconosciuta a livello nazionale come esempio virtuoso di welfare partecipato, capace di trasformare le politiche pubbliche in azioni concrete che valorizzano ogni persona.
Il Polo non è solo uno spazio fisico: è un luogo di accoglienza, relazioni e professionalità, dove sport, musica, educazione e supporto psicopedagogico diventano strumenti concreti di crescita e inclusione. Qui le differenze non sono ostacoli, ma risorse preziose, e ogni ragazzo viene accompagnato con attenzione, competenza e rispetto Una serata ricca di emozioni e partecipazione ha accolto la presentazione dei progetti inclusivi 2025/2026 del Polo dell’Inclusione, realtà ormai riconosciuta a livello nazionale come modello virtuoso di welfare partecipato e innovazione sociale.
Il Polo non è solo uno spazio fisico: è un luogo di relazioni, accoglienza e professionalità, dove sport, musica, educazione e supporto psicopedagogico si trasformano in strumenti concreti di crescita e inclusione. Qui le differenze non dividono, ma diventano risorse preziose: ogni ragazzo viene accompagnato con attenzione e rispetto, valorizzando talenti, capacità e unicità.
Gli ospiti della serata: voci di esperienza e impegno
L’Assessore al Welfare del Comune di San Donato di Lecce, Riccardo Pellegrino, ha aperto gli interventi istituzionali con parole intrise di passione e visione civica:
«Il Polo dell’Inclusione rappresenta un esempio concreto di welfare partecipato. Ogni ragazzo ha la possibilità di esprimere i propri talenti, di sentirsi parte della comunità e di crescere in autonomia e responsabilità. Qui la vera inclusione prende forma ogni giorno». 💓
Pellegrino ha ricordato come il Polo sia citato da giornali nazionali come modello da seguire, capace di combinare educazione, sport e sostegno psicopedagogico in un unico percorso di cittadinanza attiva. L’Assessore ha sottolineato come l’inclusione non sia un obiettivo astratto, ma una pratica quotidiana e tangibile, in grado di costruire comunità più forti e consapevoli.
Tra gli ospiti più attesi, Antonio Giampietro, Garante delle persone con disabilità della Regione Puglia, ha portato l’attenzione sul valore sociale e umano del Polo:
«Qui si percepisce immediatamente l’accoglienza e il lavoro serio dell’amministrazione comunale. Questo Polo dimostra che l’inclusione non è un principio astratto, ma una pratica quotidiana che trasforma la vita delle persone».
Citato da diverse testate nazionali, Giampietro ha evidenziato l’importanza della sinergia tra istituzioni, scuole, famiglie e associazioni, spiegando come il Polo rappresenti un modello da replicare altrove, dimostrando che l’inclusione è possibile quando professionalità e collaborazione si incontrano.
Il Sindaco Alessandro Quarta ha aggiunto un messaggio carico di calore umano e visione politica:
«È nei momenti di fragilità che nasce il coraggio di costruire un Paese migliore. Vedere i ragazzi divertirsi, condividere e crescere insieme ripaga di ogni fatica. Questo Polo è il cuore pulsante della nostra comunità».
Il Sindaco ha sottolineato come l’impegno quotidiano delle istituzioni, se tradotto in progetti concreti, possa trasformarsi in opportunità reali per tutti i cittadini, rendendo la politica uno strumento di coesione sociale.
La Dirigente scolastica Maria Stella Colella ha spiegato come la scuola, integrandosi con il Polo, possa creare percorsi educativi personalizzati e realmente efficaci:
«Qui competenze e professionalità fanno davvero la differenza per ragazzi e famiglie».
Colella ha evidenziato che l’integrazione scuola-territorio è una strategia concreta per ridurre le disuguaglianze e promuovere inclusione autentica, valorizzando ogni ragazzo come protagonista del proprio percorso.
La direttrice della cooperativa sociale Progetto A, Sabrina Cima, ha ribadito il valore del partenariato pubblico-privato:
«Questo Polo dimostra quanto si possa fare per includere i ragazzi grazie alla collaborazione tra associazioni, istituzioni e comunità. È un modello che mette davvero al centro le persone».
Cima ha ricordato come la cooperazione tra enti e operatori sociali non sia solo gestione di servizi, ma innovazione sociale, capace di creare opportunità, sperimentare nuovi percorsi educativi e sostenere la crescita personale di ciascun ragazzo.
Progetti e attività: inclusione in azione
La serata ha mostrato concretamente come il Polo trasformi teoria in pratica. Il progetto musicale dell’Associazione Cromatica, guidato dalla prof.ssa Bascià, ha dimostrato come la musica diventi linguaggio universale di inclusione:
«Permette ai ragazzi di esprimersi, creare e progettare insieme, dall’elettronica all’apprendimento di strumenti musicali. È un linguaggio che valorizza le differenze».
Sul piano educativo e motorio, i ragazzi hanno partecipato a dimostrazioni di taikido e arti marziali, discipline che insegnano autocontrollo, rispetto e collaborazione. Anche gli scacchi, proposti come esempio di inclusione cognitiva e sviluppo strategico, hanno mostrato come il gioco possa diventare strumento di crescita, autonomia e integrazione.
Accanto ai ragazzi, la pedagogista Giulia Gianfagna e la psicologa ed esperta DSA Virginia Raho hanno garantito un supporto costante, accompagnandoli nello sviluppo di consapevolezza, responsabilità e valorizzazione dei propri talenti.
Durante la serata evento non sono mancati i momenti canori che hanno reso la serata davvero speciale. Antonio Ancora e Ivan Sederino hanno regalato al pubblico emozioni intense, catturando l’attenzione di tutti con la loro presenza scenica e la profondità della loro interpretazione. Il momento clou è arrivato con l’esecuzione della celebre canzone di Vecchioni, “Sogna ragazzo sogna”, che ha lasciato tutti a bocca aperta, con il naso all’insù, rapiti dalle parole e dalla melodia. Non si è trattato semplicemente di ascoltare una canzone, ma di vivere un’esperienza condivisa, in cui le emozioni dei cantanti si sono fuse con quelle del pubblico, trasformando la performance in un momento davvero indimenticabile.Un modello nazionale di inclusione
Gli interventi, le attività e le testimonianze hanno mostrato come il Polo dell’Inclusione di San Donato di Lecce non sia solo un progetto locale, ma un laboratorio nazionale di cittadinanza attiva, capace di far emergere il valore di ciascuna persona. L’attenzione dei media nazionali ne conferma il ruolo di modello replicabile, dove educazione, sport, cultura e sostegno psicopedagogico si combinano in percorsi concreti di inclusione.
In una comunità così attenta e collaborativa, ogni voce conta, ogni storia ha valore, e la vera inclusione diventa una pratica quotidiana, tangibile, condivisa e celebrata. Viva il Polo dell’Inclusione. Viva la vera inclusione.