La Fòcara 2026 si presenta : tradizione, identità e visione al centro di “Radici di Fuoco”

di Davide Tommasi

La Fòcara di Sant’Antonio Abate torna a raccontarsi e a rinnovarsi. L’edizione 2026 è stata presentata ufficialmente nella sede della Regione Puglia di Lecce, in via Gentili, alla presenza di rappresentanti istituzionali, organizzatori, operatori culturali e protagonisti di una delle tradizioni più antiche e identitarie del Salento.

Un appuntamento che ha confermato la centralità della Fòcara non solo come evento spettacolare, ma come rito collettivo, patrimonio immateriale e simbolo di una comunità che, attraverso il fuoco, continua a tramandare valori, memoria e senso di appartenenza. Giunta alla sua undicesima edizione, la manifestazione si presenta con un tema capace di coniugare radicamento e visione: “Radici di Fuoco”.

Novoli e il rito del fuoco: una tradizione che unisce la comunità

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Novoli, Marco De Luca, che ha voluto ribadire il valore profondo e condiviso della Fòcara:
«La Fòcara non è semplicemente un evento, ma un patrimonio comune che racconta l’identità del nostro paese. È il frutto di un lavoro collettivo, di una comunità che si riconosce nel rito del fuoco e che, anno dopo anno, continua a trasmettere memoria, accoglienza e futuro».

Parole che hanno sottolineato come la Fòcara rappresenti un elemento fondante dell’identità novolese, capace di coinvolgere generazioni diverse e di rafforzare il legame tra territorio, cittadini e tradizione.

Un percorso di crescita tra autenticità e innovazione

Nel suo intervento, l’assessore Gianni D’Ambrosio ha ripercorso l’evoluzione della manifestazione nel tempo:
«La Fòcara ha saputo crescere ed evolversi senza mai perdere la propria autenticità. Oggi è un modello di valorizzazione delle tradizioni popolari, capace di dialogare con linguaggi artistici contemporanei e di rivolgersi a pubblici diversi».

Un processo di sviluppo che ha consentito alla Fòcara di diventare un evento di riferimento non solo a livello locale, ma regionale e nazionale, mantenendo sempre saldo il legame con le proprie origini.

Partecipazione, giovani e associazioni: il cuore della festa

A sottolineare il ruolo fondamentale del tessuto sociale è stata l’assessore Federica Pezzuto:
«Questa manifestazione vive grazie alla partecipazione attiva dei cittadini, delle associazioni e dei giovani. È una festa che parla di appartenenza, ma anche di apertura, inclusione e condivisione».

Un coinvolgimento che si esprime in tutte le fasi della Fòcara, dalla raccolta delle fascine fino ai momenti di festa, rendendo il rito un’esperienza realmente collettiva.

Il fuoco come segno di fede, protezione e rinascita

La dimensione spirituale del rito è stata richiamata da don Luigi Lezzi , parroco della comunità di Novoli, che ha evidenziato il significato religioso del fuoco dedicato a Sant’Antonio Abate:
«Il fuoco è segno di protezione e di rinascita. È un gesto antico che continua a unire fede e comunità, trasformando la tradizione in una preghiera condivisa».

Un richiamo che restituisce alla Fòcara il suo valore originario, in cui sacro e profano si intrecciano in un’unica esperienza simbolica.

La Regione Puglia e il valore identitario della Fòcara

A rappresentare il sostegno delle istituzioni regionali è intervenuta Loredana Capone, che ha definito la Fòcara una delle espressioni più autentiche della cultura pugliese:
«È un evento che riesce a tenere insieme tradizione, comunità e attrattività turistica, diventando patrimonio di tutto il territorio regionale».

Un riconoscimento che conferma la Fòcara come elemento strategico per la valorizzazione culturale e turistica della Puglia.

Un simbolo che racconta l’intero Salento

Il presidente facente funzione dell’Ente Provincia di Lecce, Fabio Tarantino, ha sottolineato la dimensione sovracomunale dell’evento:
«Manifestazioni come questa rafforzano il legame tra i comuni e l’intera provincia. La Fòcara è un simbolo che racconta il Salento nella sua forma più autentica».

Nel corso della conferenza stampa, tutti i presenti hanno espresso un ringraziamento corale ai partner civili e istituzionali che hanno contribuito alla riuscita dell’undicesima edizione della manifestazione.

Il lavoro silenzioso dei volontari e del Comitato Festa

Voce diretta del territorio è stata quella del presidente del Comitato Festa, Tony Villani, che ha voluto ringraziare i volontari impegnati nella raccolta delle fascine:
«C’è chi, nonostante la pioggia e le difficoltà, continua a lavorare con dedizione per costruire la Fòcara. È importante ribadire che il Comitato Festa non percepisce alcun compenso dalle somme comunali: il nostro compito è esclusivamente organizzare i solenni festeggiamenti civili, dalle luminarie alle bande musicali».

Un intervento che ha messo in luce il valore del volontariato e dell’impegno gratuito come pilastri della manifestazione.

“Radici di Fuoco”: la cerimonia tra rito e linguaggio contemporaneo

La visione artistica dell’edizione 2026 è stata illustrata da Dalila Arnesano, direttrice della Cerimonia del Fuoco:
«La cerimonia nasce dal rispetto profondo del rito. Il nostro lavoro accompagna l’accensione, dando voce al fuoco come elemento ancestrale e collettivo, capace di parlare al presente senza tradire la tradizione».

Un progetto che mira a valorizzare il momento più atteso della festa, mantenendo intatto il significato simbolico del rito.

Organizzazione, sicurezza e tutela di un patrimonio comune

A chiudere gli interventi è stato il direttore della Fòcara, Giacomo Fronzi, che ha richiamato l’impegno organizzativo che accompagna l’evento durante tutto l’anno:
«Dietro la Fòcara c’è un lavoro costante fatto di sicurezza, responsabilità e rispetto della tradizione. Custodire questo rito significa tutelare un patrimonio che appartiene a tutti».

Il calendario della Fòcara 2026: riti, cultura e musica

L’appuntamento centrale è fissato per il 16 gennaio, con l’accensione del grande falò che darà il via a una lunga notte di musica, incontri e condivisione. La Fòcara 2026 si inserisce in un calendario ricco di oltre quaranta appuntamenti, in programma dal 6 al 25 gennaio, tra riti religiosi, spettacoli, iniziative culturali e concerti.

Il fuoco come linguaggio universale e promessa di futuro

A Novoli il fuoco non è solo spettacolo: è memoria viva, linguaggio collettivo e promessa di rigenerazione. Una tradizione che, anno dopo anno, continua a parlare al futuro senza dimenticare le proprie radici, rinnovando il legame tra comunità, territorio e identità.

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