Dipendenze: a Lecce un nuovo patto tra sanità, scuola e territorio per la prevenzione

di Davide Tommasi

A Galatina si è aperto un nuovo capitolo nel modo di affrontare il tema delle dipendenze. Il convegno organizzato dalla sezione Aiisf di Lecce e da Fedaiisf, in collaborazione con l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce, ha rappresentato molto più di un momento di confronto scientifico: un vero laboratorio culturale e sociale nel quale istituzioni, medici, scuola e territorio hanno condiviso una visione nuova e moderna del fenomeno.

L’incontro ha segnato simbolicamente la rottura di un paradigma ormai superato: quello che per anni ha raccontato la dipendenza come una colpa morale o una debolezza individuale. Al contrario, il dibattito ha evidenziato come oggi la comunità scientifica riconosca le dipendenze come una condizione complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, psicologici, sociali ed ambientali.

Questo cambio di prospettiva rappresenta una svolta culturale ed etica: non più stigma o giudizio, ma prevenzione, conoscenza scientifica e presa in carico integrata della persona.

Tra gli interventi istituzionali, significativo è stato quello del senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato, che ha richiamato l’attenzione sulla precocità con cui oggi si manifestano i comportamenti a rischio.

«Le dipendenze rappresentano una delle sfide più delicate che riguardano i nostri giovani. Un fenomeno che purtroppo si manifesta sempre prima: oggi già a 11 anni molti ragazzi iniziano a bere come fosse un gioco. Per questo la prevenzione deve partire dalla scuola e dalla collaborazione tra istituzioni, famiglie, ASL e territorio».

Il senatore Roberto Marti ha inoltre ricordato alcune iniziative già avviate a livello nazionale:
«Il Governo ha già promosso azioni importanti, come il protocollo d’intesa tra Dipartimento Antidroga e Ministeri dell’Istruzione, della Salute e dell’Interno per rafforzare la prevenzione delle dipendenze tra gli studenti. Nel Decreto Scuola 2025 è inoltre previsto uno stanziamento di un milione di euro per la formazione degli insegnanti su questi temi. Come presidente della Commissione Cultura del Senato sto lavorando a una proposta di legge per portare sempre più prevenzione nelle scuole e aiutare i nostri ragazzi a costruire valori solidi e a prendersi cura di sé stessi».

A sottolineare la dimensione territoriale della prevenzione è stato anche il vicepresidente della Regione Puglia Cristian Casili, che ha evidenziato la necessità di costruire un modello integrato tra sanità, istituzioni e comunità locali.

«Le dipendenze – ha spiegato – non possono essere affrontate da un singolo attore. Serve una rete territoriale capace di mettere insieme servizi sanitari, scuola, famiglie e amministrazioni locali. Solo attraverso un modello integrato possiamo intervenire in maniera efficace sia sul piano della prevenzione che su quello della cura».

Dal territorio è arrivata anche la testimonianza del sindaco di Galatina, il Dott. Fabio Vergine, che ha portato l’esperienza concreta dell’amministrazione comunale:

«A Galatina abbiamo affrontato direttamente il problema delle dipendenze, comprendendo quanto sia necessario intervenire in maniera precoce e coordinata. Le comunità locali possono svolgere un ruolo fondamentale nel creare spazi di ascolto, prevenzione e accompagnamento per i giovani e per le famiglie».

Sul piano scientifico e sanitario, il convegno ha visto interventi di grande rilievo. Di particolare interesse la relazione della dottoressa Paola Gabrieli, che ha analizzato il progressivo indebolimento dei cosiddetti “fattori di protezione”, ossia quelle condizioni sociali, familiari ed educative che aiutano i giovani a sviluppare resilienza e capacità di affrontare le fragilità.

A questa riflessione si sono affiancati altri contributi qualificati, tra cui quello del dottor Scrimieri e della dottoressa Piccinno, che ha approfondito il ruolo centrale della scuola come presidio educativo e luogo privilegiato per la prevenzione primaria.

Il presidente nazionale di Fedaiisf, Francesco Ferrari, nel presentare il convegno ha annunciato una delle iniziative più concrete nate dall’evento: la diffusione nelle scuole di opuscoli informativi contenenti l’abstract dei lavori scientifici e delle riflessioni emerse durante l’incontro.

A ribadire l’importanza del confronto tra istituzioni e mondo sanitario è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce, il dott.Donato De Maria, che ha sottolineato come il ruolo della medicina non sia soltanto terapeutico ma anche educativo e preventivo, soprattutto di fronte a fenomeni complessi come le dipendenze.

Il commissario straordinario dell’ASL Lecce, l’Avv. Stefano Rossi, ha inoltre elogiato l’iniziativa di Fedaiisf, ricordando il contributo degli informatori scientifici del farmaco nel promuovere l’appropriatezza terapeutica e una corretta informazione sanitaria.

Parole di apprezzamento sono state espresse anche dall’avvocata Anna Maria Congedo, moderatrice dell’incontro, che ha evidenziato come il dialogo tra competenze diverse rappresenti la chiave per affrontare problematiche complesse.

In chiusura dei lavori, il presidente della sezione Aiisf di Lecce, il Dott.Giuseppe De Paolis, ha espresso un auspicio che è al tempo stesso un impegno programmatico: fare in modo che il convegno non resti un momento isolato di confronto, ma rappresenti l’avvio di un percorso concreto e strutturato.

«L’obiettivo – ha spiegato – è costruire un progetto territoriale integrato che metta realmente in rete sanità, scuola e comunità, affinché la prevenzione delle dipendenze diventi una responsabilità condivisa. Solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, professionisti della salute, mondo dell’istruzione e realtà sociali possiamo intervenire in modo efficace sulle cause profonde del disagio».

Il presidente ha sottolineato come la sfida delle dipendenze richieda un approccio nuovo, capace di superare le tradizionali logiche settoriali. Non basta infatti intervenire quando il problema è già esploso: è necessario agire prima, sul piano educativo, culturale e sociale, rafforzando quei fattori di protezione – famiglia, relazioni, senso di comunità, formazione – che aiutano i giovani a sviluppare consapevolezza e resilienza.

In questa prospettiva, il progetto immaginato mira a costruire una rete territoriale permanente che favorisca il dialogo tra medici, scuole, amministrazioni locali, associazioni e servizi socio-sanitari, trasformando la prevenzione in una pratica quotidiana e condivisa.

«Il nostro territorio – ha aggiunto De Paolis – possiede tutte le competenze e le energie per diventare un laboratorio di buone pratiche. Dobbiamo mettere insieme queste risorse e tradurle in azioni concrete, capaci di parlare ai giovani e di accompagnarli nella costruzione del proprio futuro».

Le sue parole hanno chiuso il convegno con una prospettiva chiara: quella di un impegno collettivo che vada oltre l’evento e si traduca in politiche di prevenzione, informazione e supporto sempre più capillari.

Perché la questione delle dipendenze non riguarda soltanto la medicina o la politica, ma investe l’intera società. È una sfida educativa, culturale ed etica che interpella famiglie, istituzioni e comunità.

Affrontarla significa, in definitiva, prendersi cura delle nuove generazioni, offrendo loro strumenti di conoscenza, relazioni solide e opportunità di crescita. Significa investire nel futuro, costruendo una società più consapevole, più responsabile e più capace di proteggere i propri giovani.

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