RIFORMA AGRARIA

VENERDI’ 20 MARZO 2026 ORE 9.00 TENUTA CARADONNA SS LECCE-GALLIPOLI km 9 LEQUILE (LE)

La Riforma Agraria, iniziata nei primi anni 50 per effetto della Legge Sila e della successiva Legge Stralcio, ebbe un ruolo importante per lo sviluppo dell’agricoltura e del suo indotto, a cominciare dal riscatto di migliaia di famiglie di contadini, i più poveri, non solo nel meridione d’Italia ma anche in Maremma e nella bassa Romagna.

Come ricordato nel recente discorso di fine anno dal Presidente Mattarella, fu una stagione di grandi riforme.

Da solo l’Ente di Riforma Fondiaria di Puglia, Basilicata e Molise trasformò 180 mila ettari di latifondo in poderi unifamiliari o in quote integrative di piccolissime proprietà particellari.

Fu il disagio post-bellico, che spesso significava autentica fame, ad imporre questo massiccio intervento molto prima che il miracolo economico della ricostruzione nel Nord Italia, in Germania, in Svizzera e in Francia richiamasse tante braccia da sguarnire anche le zone rurali ad agricoltura più consolidata.

Nella prima sessione del convegno si ricorderà quel periodo, tra riflessioni storiche e testimonianze, attraverso l’attività di uno dei tanti tecnici agricoli che furono impegnati nell’azione di riforma fondiaria, l’agronomo Antonio Ferro, nel ventennale della sua scomparsa.

Nella seconda sessione, invece, si affronteranno i temi legati allo sviluppo rurale nelle prospettive della PAC 2028-2034.

Nei primi trent’anni (1962-1992) la PAC si è basata su prezzi garantiti e fissati politicamente. C’era da raggiungere ’obiettivo dell’autosufficienza alimentare europea, che si realizzò in meno di quindici anni.

Con la riforma MacSharry del 1992 fu segnata una svolta epocale, passando dal sostegno dei prezzi (che causava eccedenze) all’aiuto diretto al reddito degli agricoltori.

Successivamente “Agenda 2000” portò alla creazione del “secondo pilastro” della PAC dedicato allo Sviluppo Rurale.

PRESENTAZIONE

La riforma Fischler, nel 2005, introdusse il disaccoppiamento totale del sostegno della PAC, con la nascita dei titoli di aiuto.

La successiva riforma della PAC 2023-2027 introdusse un nuovo approccio strategico onde consentire agli Stati membri di elaborare autonomamente piani basati sulle loro esigenze e in linea con gli obiettivi a livello dell’UE. Ciò significava che le misure a livello nazionale potevano essere maggiormente mirate alle specificità locali senza compromettere la complessiva natura “comune” della politica. Arrivando ai giorni nostri, il 16 giugno 2025 in plenaria al

Parlamento europeo di Strasburgo si è svolto un importante confronto fra la Commissione e gli eurodeputati sulla relazione dell’on.

Denis Nesci: “Rafforzare le aree rurali attraverso la politica di coesione”.

Spopolamento, resilienza idrica, edilizia abitativa, infrastrutture, transizione energetica e digitalizzazione sono le priorità su cui la Commissione UE è determinata ad intervenire.

Il 16 luglio 2025 la Commissione Europea ha quindi presentato la proposta per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea e per la PAC 2028-2034.

La proposta introduce una struttura di bilancio innovativa per rispondere in modo più rapido ed efficace alle sfide di un contesto globale in costante evoluzione.

I nuovi Piani di partenariato nazionale e regionale (Ppnr), rappresentano strumenti più semplici e flessibili per utilizzare in

modo integrato le risorse dei diversi fondi europei.

L’obiettivo è favorire interventi più coerenti con le reali esigenze dei territori.

Restano centrali le politiche di coesione, lo sviluppo territoriale e il sostegno alle regioni meno sviluppate.

Secondo la Commissione l’ammontare complessivo del bilancio resterebbe pressochè invariato e verrebbero introdotti importanti elementi di semplificazione e maggiore flessibilità.

Modifica al decreto ministeriale 19 dicembre 2022, n. 649010, recante

“Disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e ss.mm. e ii. concernente l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli.” – Proroga termine ultimo per la presentazione domande di nuove autorizzazioni 2026.

VISTO il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati agricoli come modificato dal regolamento (UE) 2021/2117 e ss.mm.ii.; VISTO il regolamento di esecuzione (UE) 2018/274 della Commissione dell'11 dicembre 2017 “recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli, la certificazione, il registro delle entrate e delle uscite, le dichiarazioni e le notifiche obbligatorie, e del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i controlli pertinenti, e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) 2015/561 della Commissione” e ss.mm.ii.;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica del 21 dicembre 2023, registrato alla Corte dei conti il 18 gennaio 2024 al n. 105, recante il conferimento dell’incarico di Capo del Dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale al dott. Giuseppe Blasi;

VISTO il decreto ministeriale 19 dicembre 2022, n. 649010, e ss.mm e ii. recante “Disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e ss.mm. e ii. concernente l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli.” e ss.mm.ii.;

VISTO il decreto ministeriale 31 marzo 2025, n. 146873 recante “Modifica al decreto ministeriale 19 dicembre 2022, n. 649010, recante “Disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e ss.mm. e ii. concernente l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli.” –

Attuazione del regolamento di esecuzione (UE) 2025/340 della Commissione del 19 febbraio 2025.” VISTO, in particolare l’articolo 21 del decreto ministeriale 19 dicembre 2022, n. 649010, così come modificato dal decreto ministeriale 31 marzo 2025, n. 146873, il quale dispone che le date indicate nel testo del medesimo decreto possono essere modificate con decreto dipartimentale;

CONSIDERATO che l’applicativo “Autorizzazioni di nuovo impianto 2026” è stato oggetto di significativi aggiornamenti che hanno determinato dei ritardi nel funzionamento della piattaforma SIAN, si ritiene opportuno procedere alla proroga per la presentazione delle domande di autorizzazioni per nuovi impianti dell’annualità 2026; Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE EUROPEE E INTERNAZIONALI E DELLO SVILUPPO RURALE DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE INTERNAZIONALI E DELL'UNIONE EUROPEA PIUE VII DECRETA

Art. 1 (Proroga presentazione domande 2026) 1. L’articolo 9, comma 1 del decreto ministeriale 19 dicembre 2022, n. 649010, è modificato come segue: “Le domande per le autorizzazioni di cui all’articolo 6 sono presentate al Ministero dal 15 febbraio al 31 marzo di ogni anno in modalità telematica nell’ambito del SIAN. Per la sola annualità 2026, le domande di cui al precedente periodo sono presentate al Ministero entro il 17 aprile 2026.

Il richiedente effettua la domanda sulla base dei dati presenti nel proprio fascicolo aziendale aggiornato e validato. Nella medesima domanda possono essere richieste più autorizzazioni per vigneti da impiantare anche in Regioni differenti.” Il presente decreto è inviato agli Organi di controllo per la registrazione.

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