La professoressa Rita Auriemma nominata consigliera scientifica della Marina Militare per il biennio 2026-2027

di Davide Tommasi

Prestigioso riconoscimento per l’archeologa subacquea dell’Università del Salento, premiata per il contributo alla ricerca, alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale sommerso. La nomina rafforza il legame tra mondo accademico e istituzioni impegnate nella salvaguardia del mare.

Un importante riconoscimento al valore della ricerca archeologica e all’impegno per la tutela del patrimonio culturale sommerso. La professoressa Rita Auriemma, archeologa subacquea e docente associata del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, è stata nominata Consigliera Scientifica della Marina Militare per il biennio 2026-2027.

Il diploma le è stato consegnato ieri pomeriggio, 21 ottobre, a Roma, nella Biblioteca Storica di Palazzo Marina, dall’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, nel corso di una cerimonia ufficiale.

Alla base della nomina vi è il contributo scientifico maturato da Auriemma nell’ambito dell’archeologia subacquea e marittima, insieme all’attività svolta per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali custoditi nei fondali e lungo le coste italiane.

Ricerca scientifica e tutela del patrimonio sommerso

Le motivazioni del riconoscimento sottolineano il ruolo svolto dalla docente nella promozione della conoscenza del patrimonio marittimo attraverso la ricerca, il coordinamento di progetti interdisciplinari e la collaborazione con istituzioni civili e militari.

Un percorso nel quale lo studio scientifico si intreccia con la tutela della memoria storica nazionale. Relitti, antichi approdi e paesaggi sommersi rappresentano, infatti, testimonianze preziose delle relazioni commerciali, culturali e sociali che hanno attraversato il Mediterraneo nel corso dei secoli.

L’attività della professoressa Auriemma si inserisce proprio in questo ambito, contribuendo a rendere accessibile alla comunità scientifica e alla collettività un patrimonio spesso poco conosciuto, ma fondamentale per comprendere la storia dei territori e il rapporto tra le comunità e il mare.

Il lavoro dell’Università del Salento, dal Salento ai fondali del Mediterraneo

Da anni Auriemma dirige le ricerche del Gruppo di Archeologia Subacquea del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, impegnato in attività di indagine archeologica attraverso scavi in concessione del Ministero della Cultura.

Tra gli incarichi più significativi figura la direzione scientifica del Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo, inaugurato nell’estate del 2026, progetto che contribuisce alla valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico dell’area.

La docente ha inoltre coordinato, insieme al Politecnico di Torino, le indagini che hanno portato alla realizzazione della Carta Archeologica dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Uno strumento importante per documentare le testimonianze archeologiche presenti nell’area marina, aggiornare le conoscenze scientifiche e sostenere le attività di tutela.

Il lavoro svolto nel Salento dimostra come la ricerca sul campo possa produrre risultati che vanno oltre l’ambito accademico, offrendo strumenti concreti per la protezione dei fondali e per la valorizzazione dei paesaggi costieri e subacquei.

La collaborazione con la Marina Militare e la Guardia Costiera

Un ruolo determinante nello sviluppo delle attività del Gruppo ArcheoSub UniSalento è svolto dalla collaborazione con la Direzione Marittima di Puglia, le Capitanerie di Porto della regione e il I Nucleo Operativo Subacqueo della Guardia Costiera.

Una sinergia consolidata che mette in relazione competenze scientifiche, capacità operative e conoscenze tecniche specialistiche. La Guardia Costiera contribuisce alla sicurezza delle attività subacquee, comprese quelle alle quali partecipano studentesse e studenti impegnati negli scavi, e mette a disposizione dell’Università professionalità qualificate.

Questa cooperazione ha favorito sia l’avanzamento della ricerca archeologica, con l’ampliamento delle conoscenze e il costante aggiornamento della Carta Archeologica Subacquea, sia la formazione delle nuove generazioni di studiosi.

La nomina di Auriemma si colloca dunque in un contesto di collaborazione concreta tra istituzioni militari e università, nel quale la tutela del mare viene affrontata attraverso il dialogo tra ricerca, sicurezza e valorizzazione culturale.

Auriemma: «Il mare custodisce una parte essenziale della nostra memoria»

Nel commentare il riconoscimento, la professoressa ha espresso gratitudine, richiamando al tempo stesso la responsabilità condivisa che accompagna la protezione del patrimonio sommerso.

«Ricevo questo riconoscimento con gratitudine e con il senso di una responsabilità condivisa», ha dichiarato Auriemma. «Il mare custodisce una parte essenziale della nostra memoria: relitti, approdi, paesaggi sommersi che raccontano secoli di scambi nel Mediterraneo. Per proteggerli e restituirli alla collettività servono competenze diverse che lavorino insieme».

La docente ha quindi evidenziato il ruolo della Marina Militare nella salvaguardia del mare e le opportunità offerte dalla collaborazione con il mondo della ricerca.

«La Marina Militare è da sempre un presidio del mare e la collaborazione con il mondo della ricerca può rendere visibile un patrimonio che sembrerebbe invisibile o riservato a pochi privilegiati, nello spirito della Convenzione UNESCO del 2001 sul patrimonio culturale subacqueo», ha aggiunto.

Un richiamo al principio secondo cui la conoscenza e la protezione dei beni culturali sommersi devono procedere insieme, affinché queste testimonianze possano essere preservate e trasmesse alle generazioni future.

La rettrice Aiello: «Un riconoscimento che dà lustro alla comunità accademica»

Soddisfazione per la nomina è stata espressa anche dalla rettrice dell’Università del Salento, Maria Antonietta Aiello, che ha sottolineato il valore del percorso scientifico della docente e la ricaduta del suo lavoro sul territorio.

«Questa nomina premia un percorso scientifico di grande valore e dà lustro a tutta la nostra comunità accademica», ha commentato Aiello.

La rettrice ha ricordato come Auriemma abbia contribuito a consolidare il ruolo del Salento nel panorama dell’archeologia subacquea, portando avanti un’attività capace di coniugare ricerca sul campo e valorizzazione del patrimonio culturale.

«La professoressa Auriemma ha fatto dell’archeologia subacquea un ambito in cui il Salento è riconosciuto a livello nazionale e internazionale, unendo la ricerca sul campo alla valorizzazione del patrimonio per i territori», ha dichiarato.

Aiello ha infine evidenziato il significato istituzionale della nomina: «Il riconoscimento della Marina Militare conferma quanto l’Università possa contribuire, con le proprie competenze, alla conoscenza e alla tutela del mare, risorsa strategica per il Paese».

La designazione per il biennio 2026-2027 rappresenta così un riconoscimento al lavoro scientifico della professoressa Auriemma e, allo stesso tempo, un segnale dell’importanza della collaborazione tra università e istituzioni nella difesa del patrimonio culturale marittimo. Un impegno che trova nel Salento un terreno di ricerca privilegiato e che contribuisce a rafforzare la consapevolezza del valore storico, scientifico e culturale dei nostri mari.

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