Autotrasporto, Confindustria Lecce lancia l’allarme: «Serve un accordo immediato per salvaguardare le imprese»
di Davide Tommasi
Il presidente Valentino Nicolì comprende le ragioni della protesta legata al caro carburanti, ma avverte sui rischi per la filiera produttiva. Sotto pressione consegne, occupazione e competitività del Salento. Rilancio della logistica e ripristino dello scalo ferroviario di Lecce-Surbo tra le priorità.
LECCE, 21 ottobre 2026 – Sbloccare la protesta degli autotrasportatori prima che le conseguenze si riversino in modo irreversibile sul tessuto produttivo del territorio. È l’appello lanciato da Confindustria Lecce, che riconosce le difficoltà della categoria, alle prese con l’aumento dei costi del carburante, ma richiama il Governo e le rappresentanze del settore alla necessità di raggiungere un’intesa in tempi rapidi.
A preoccupare è soprattutto l’impatto dei blocchi sulla circolazione delle merci e sulla regolarità delle attività industriali. Il rallentamento delle forniture e delle consegne rischia infatti di compromettere i programmi produttivi delle aziende, con possibili ripercussioni sugli ordini, sull’occupazione e sulla capacità di rispettare gli impegni assunti con i clienti.
Una situazione che, secondo l’associazione degli industriali leccesi, potrebbe aggravare le difficoltà di un territorio già penalizzato dalla distanza dai principali mercati e da carenze infrastrutturali che continuano a pesare sulla competitività delle imprese.
«Comprendiamo le ragioni e le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante sempre più gravosi», afferma il presidente di Confindustria Lecce, Valentino Nicolì, sottolineando tuttavia l’urgenza di un confronto capace di produrre soluzioni concrete. L’obiettivo è individuare misure efficaci per contenere il costo dei carburanti e consentire la ripresa dei trasporti, evitando che le conseguenze della mobilitazione finiscano per coinvolgere l’intera filiera economica.
«Non possiamo permettere che il protrarsi della protesta metta in ginocchio le imprese, provocando danni anche irreversibili», avverte Nicolì.
La logistica resta un nodo strategico per il Salento
La vertenza degli autotrasportatori riporta al centro una questione strutturale per l’economia salentina: la necessità di disporre di collegamenti efficienti e di un sistema logistico in grado di sostenere le aziende nella movimentazione delle merci, sia verso il mercato nazionale sia verso quello internazionale.
In questo scenario, Confindustria Lecce richiama l’attenzione sul valore strategico dello scalo ferroviario di Lecce-Surbo. Il suo ripristino, nelle intenzioni dell’associazione, potrebbe contribuire a rafforzare il trasporto intermodale, offrendo alle imprese un’alternativa utile per organizzare i flussi delle merci e migliorare l’efficienza della logistica.
Il tema non riguarda soltanto le infrastrutture, ma l’intero sistema delle condizioni necessarie per fare impresa: energia a costi sostenibili, servizi adeguati, collegamenti efficienti e regole che garantiscano una concorrenza equilibrata. Elementi che, se insufficienti, rischiano di penalizzare soprattutto le realtà produttive che operano lontano dai principali poli logistici ed economici del Paese.
Manifattura, agroalimentare e meccanica sotto pressione
Il rischio, evidenzia Confindustria Lecce, è che le difficoltà nei trasporti si sommino a un quadro internazionale già segnato da incertezze, costi energetici elevati e tensioni commerciali. Un insieme di fattori che può incidere sui costi di produzione, sulla programmazione delle attività e sulla capacità delle aziende di mantenere le proprie quote di mercato.
Nel Salento sono numerose le imprese che operano nei comparti manifatturiero, meccanico, agroalimentare ed edilizio e che, nel corso degli anni, hanno investito in innovazione, qualità e sviluppo commerciale, raggiungendo anche mercati esteri. Per queste realtà, la continuità dei trasporti rappresenta una condizione essenziale: le materie prime devono arrivare negli stabilimenti e i prodotti finiti devono raggiungere i destinatari nei tempi previsti.
«È un patrimonio da tutelare», ribadisce Nicolì, richiamando la necessità di garantire alle aziende le condizioni indispensabili per continuare a produrre e competere. Senza trasporti efficienti, energia a prezzi competitivi e infrastrutture adeguate, avverte il presidente, diventa sempre più difficile sostenere gli investimenti e affrontare la concorrenza sui mercati.
L’appello al Governo: servono risposte concrete
La posizione di Confindustria Lecce si muove dunque su due piani: da un lato, la richiesta di una rapida soluzione della vertenza, attraverso un accordo tra Governo e rappresentanze degli autotrasportatori; dall’altro, la necessità di intervenire sulle criticità strutturali che condizionano lo sviluppo economico della provincia.
La priorità immediata è contenere gli effetti del caro carburanti e ripristinare la piena operatività dei trasporti. Nel medio periodo, resta invece aperta la sfida di costruire un sistema logistico più efficiente, capace di ridurre gli svantaggi territoriali e di sostenere le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione.
Il messaggio dell’associazione degli industriali è netto: le difficoltà degli autotrasportatori devono trovare risposte adeguate, ma la protesta non può trasformarsi in un ulteriore fattore di crisi per le aziende che dipendono dalla regolarità delle forniture.
Per il Salento, dove la distanza dai principali mercati rappresenta già un ostacolo competitivo, il rischio è che un’interruzione prolungata dei collegamenti accentui l’isolamento economico della provincia. In gioco, conclude Confindustria Lecce, non ci sono soltanto i tempi di consegna, ma la tenuta del sistema produttivo, la salvaguardia dei posti di lavoro e le prospettive di sviluppo dell’intero territorio.