Così straparlò Rosytustra: il Covid raccontato con l’ironia di un medico in prima linea

di Davide Tommasi

Satira, esperienza professionale e spirito critico nel diario semiserio di Rosalia Billeci. Il volume, edito da Lithos, sarà presentato sabato 24 ottobre a Palazzo Turrisi, a Lecce.

La pandemia di Covid-19 ha lasciato dietro di sé non soltanto numeri, provvedimenti e testimonianze cliniche, ma anche interrogativi, contraddizioni e ricordi che continuano ad alimentare il dibattito pubblico. È da questa esperienza, osservata attraverso uno sguardo personale e un registro ironico, che prende forma Diario semiserio di una distopia – Così straparlò Rosytustra, il libro di Rosalia Billeci, medico siciliano edito da Lithos.

Il volume propone una rilettura degli anni della pandemia attraverso la satira e il racconto in prima persona. L’intento è quello di soffermarsi sugli episodi e sulle situazioni che, nella percezione dell’autrice, hanno rappresentato gli aspetti più paradossali di quel periodo, mettendo in evidenza le contraddizioni e le anomalie che hanno accompagnato la gestione dell’emergenza sanitaria.

Un approccio che sceglie l’ironia come strumento narrativo e di critica, senza rinunciare al confronto con un’esperienza che ha inciso profondamente sulla vita quotidiana, sulle relazioni sociali e sul rapporto tra cittadini e istituzioni.

L’esperienza medica al centro del racconto

Specialista in medicina d’urgenza, Rosalia Billeci svolge la propria attività professionale a Palermo. Durante l’emergenza pandemica, il suo impegno si è concentrato anche sull’assistenza domiciliare ai pazienti, un’esperienza che costituisce uno dei riferimenti del suo racconto.

È proprio il confronto tra la pratica professionale e le dinamiche vissute durante l’emergenza a offrire al libro una prospettiva personale. La dimensione autobiografica si intreccia con la riflessione critica, dando spazio a episodi e considerazioni che l’autrice ha scelto di restituire attraverso un linguaggio volutamente provocatorio e dissacrante.

Il risultato è un diario che si colloca a metà strada tra testimonianza e satira, con l’ambizione di stimolare una riflessione su quanto accaduto e sul modo in cui quell’esperienza è stata raccontata e interpretata.

Dalla scrittura al teatro

Accanto alla professione medica, Billeci coltiva da tempo un’attività nel mondo teatrale come autrice, regista e attrice. A Palermo ha inoltre promosso laboratori dedicati all’espressione e alla ricerca teatrale, tra cui Cosa c’è nella testa degli uomini e delle donne e Fiabesca-mente… e noi le smascheriamo.

Da questa duplice esperienza, clinica e artistica, nasce anche The Covid Horror Show, una performance nella quale la rilettura della pandemia assume una dimensione scenica, attraverso la satira e il linguaggio musicale.

Il passaggio dalla pagina al palcoscenico rappresenta un ulteriore modo di affrontare un tema ancora presente nella memoria collettiva. Il registro del grottesco diventa così una chiave espressiva per raccontare situazioni controverse, sollecitare domande e proporre un punto di vista personale su una stagione che continua a suscitare discussioni.

La presentazione a Lecce

La presentazione del libro è in programma sabato 24 ottobre, alle ore 17, nella sala di Palazzo Turrisi, in via Marco Basseo, a Lecce. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Lecce, è organizzata dall’associazione di promozione sociale Identità e tradizione, presieduta dal medico Agostino Ciucci, che condurrà l’incontro e dialogherà con l’autrice.

Nel corso dell’appuntamento sono previste anche letture di alcuni brani del volume, per offrire al pubblico un contatto diretto con lo stile e i contenuti dell’opera.

L’incontro si propone come un’occasione per conoscere il percorso editoriale di Rosalia Billeci e approfondire le motivazioni alla base del suo lavoro, nel quale la memoria personale si combina con la volontà di sottoporre a esame critico alcuni aspetti dell’esperienza pandemica.

Attraverso il racconto autobiografico, la provocazione satirica e la dimensione teatrale, Così straparlò Rosytustra porta così al centro il tema della memoria: non una ricostruzione neutrale degli eventi, ma una lettura dichiaratamente personale, che affida all’ironia il compito di interrogare le contraddizioni percepite dall’autrice e di riaprire uno spazio di confronto su uno dei periodi più complessi della storia recente.

Indietro
Indietro

Autotrasporto, Confindustria Lecce lancia l’allarme: «Serve un accordo immediato per salvaguardare le imprese»

Avanti
Avanti

Sport e legalità, a Lecce torna il progetto che porta la giustizia sui banchi di scuola e sui campi da gioco