UIL LECCE, MAURO FIORETTI
CONFERMATO COORDINATORE TERRITORIALE: “Avanti su sicurezza, lavoro di qualità e legalità”
Si sono conclusi ieri sera i lavori dell’Assemblea precongressuale della UIL Lecce, che ha indicato ancora una volta Mauro Fioretti come Coordinatore territoriale dell’organizzazione per i prossimi quattro anni. Originario di Lequile, 48 anni, Fioretti è alla guida della Uil Lecce dal 2022, dopo un lungo trascorso di attività sindacale e incarichi dirigenziali nella Uila (comparto agroalimentare) provinciale e regionale.
L’Assemblea leccese ha segnato una tappa significativa nel percorso di avvicinamento al VII Congresso della UIL Puglia. Nutrito il parterre di rappresentanti istituzionali con il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, la consigliera regionale Loredana Capone, il presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino e la consigliera provinciale Chiara Vantaggiato, intervenuti assieme ai vertici di Cgil e Cisl Lecce e ai rappresentanti delle parti datoriali, dinanzi alla platea dei 120 delegati della Uil provinciale. I lavori sono stati presieduti dal Segretario regionale Uil Puglia Andrea Toma. Componenti del tavolo di presidenza, la Segretaria regionale Uil Puglia Anna Rita Gianniello e il Segretario Generale Uil Puglia, Stefano Frontini, al quale sono state affidate le conclusioni dell’assemblea.
Nella sua relazione, Fioretti ha delineato un quadro complesso e fortemente critico delle dinamiche territoriali, indicando gli obiettivi dell’azione sindacale e rivolgendo un monito alle Istituzioni e al mondo politico: “In questi tempi difficili, segnati da guerre, tensioni geopolitiche e da un crescente disagio sociale, - ha detto - la UIL di Lecce deve saper tutelare lavoratori e lavoratrici e, allo stesso tempo, incidere sulle scelte economiche e sociali del territorio salentino, ancora segnato da precarietà diffusa, bassi salari e difficoltà per giovani e donne. Dobbiamo rilanciare con determinazione le battaglie per la sicurezza, la legalità e la qualità del lavoro: con il lavoro povero, grigio o nero non c’è futuro. Serve uno sforzo condiviso, però, per creare occupazione stabile e dignitosa e fermare la fuga dei nostri giovani. Occorre rafforzare i servizi alle famiglie per sostenere l’occupazione femminile, abbiamo bisogno di infrastrutture e collegamenti efficienti per attrarre investimenti, sostenere le imprese e generare lavoro di qualità. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche: c’è molto da fare”.
Tra le priorità indicate, la lotta al dumping contrattuale e ai cosiddetti “contratti pirata, che abbassano salari e diritti e penalizzano le imprese sane: “È necessario rafforzare i controlli e garantire il rispetto dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi, per ristabilire legalità ed equità nel mercato del lavoro”.
La relazione di Fioretti ha inoltre affrontato le principali criticità dell’economia salentina: dalla crisi del comparto manifatturiero e del tessile-moda alle difficoltà dell’edilizia dopo la fine dei bonus, fino alle trasformazioni dell’automotive e alle fragilità del commercio e dei servizi. Turismo e agroalimentare “restano settori-chiave ma segnati da forti limiti”, ha aggiunto, rimarcando la forte stagionalità del lavoro e i fenomeni di irregolarità diffusa. In questo contesto, il coordinatore provinciale della Uil ha sottolineato l’urgenza di un rafforzamento della bilateralità per garantire legalità, salari dignitosi e tutele.
Fioretti ha inoltre richiamato l’urgenza di affrontare le transizioni economiche e produttive, sostenere i settori in difficoltà anche alla luce dei forti rincari dei costi di energia e carburanti derivanti dai conflitti in atto, e investire in infrastrutture, innovazione e formazione per creare sviluppo e trattenere competenze sul territorio. Non è mancato un focus sul tema sociale, con l’aumento dell’indice di vecchiaia e le criticità del sistema sanitario e dei servizi di assistenza, “che richiedono interventi strutturali per garantire equità, accessibilità e risposte concrete ai bisogni crescenti della popolazione”.
“La UIL Lecce – ha concluso – continuerà a essere un presidio di diritti e un punto di riferimento per lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati, per costruire un modello di sviluppo più equo, sostenibile e inclusivo”.