L'ordine di Trump

Distruggere ogni nave posamine a Hormuz. Iran: pronti a scatenare il caos

Media, per il Pentagono servono almeno 6 mesi per sminare lo Stretto. Teheran annuncia i primi proventi dai pedaggi. Pakistan: nessuna data per colloqui. Tregua tra Libano e Israele, stasera incontro a Washington

Iran: primi proventi del pedaggio a Hormuz depositati alla Banca centrale di Teheran

I primi proventi del pedaggio imposto dall'Iran dello Stretto di Hormuz sono stati depositati alla Banca Centrale di Teheran. Lo ha annunciato Haji Babai, vicepresidente del Parlamento, a quanto riporta l'agenzia Fars.

Il parlamento iraniano e il consiglio supremo di Sicurezza nazionale stanno esaminando congiuntamente un piano per "il controllo sovrano" sullo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Fadahossein Maleki, membro della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del parlamento, all'agenzia Mehr. Non è ancora stato deciso chi prenderà la decisione finale, ha chiarito.

Tajani al question time del Senato: sicurezza rotte cruciale, Italia pronta per Hormuz

"La priorità del governo è sostenere chi produce, esporta e crea lavoro", la "sicurezza delle rotte è cruciale: il nostro impegno per la libertà di navigazione è massimo. L'Italia è pronta a fare la sua parte, anche a Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il question time al Senato.  

Tajani, rispondendo a una interrogazione di FI sulle iniziative per 'rafforzare la competitività delle imprese italiane sui mercati esteri e promuovere la diversificazione dei mercati di sbocco per il Made in Italy alla luce della perdurante instabilità internazionale' ha detto che "il governo è intervenuto con un primo pacchetto di misure a sostegno delle imprese esportatrici, finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto fino al 30% e maggiori garanzie pubbliche per l'accesso al credito".
"La sicurezza delle rotte commerciali è cruciale, per questo il nostro impegno per la libertà di navigazione è massimo - ha aggiunto - guidiamo le missioni navali europee nel Mar Rosso, nell'oceano indiano e nel Mediterraneo e raccogliendo un nostro impulso lunedi' al Consiglio Affari esteri l'Alto rappresentante Ue Kallas ha chiesto un rafforzamento della missione Aspides". "Con una tregua stabile l'Italia è pronta a fare la sua parte anche a Hormuz con un'ampia coalizione di partner europei e internazionali", ha ribadito. 

"C'è un problema a Hormuz, tutto collegato all'emergenza energetica. Speriamo che si possa sbloccare presto la situazione, il caro energia è un problema vero". C'è il rischio di lockdown energetici? "Io non sarei così allarmista, però c'è un problema da affrontare e stiamo lavorando per risolverlo", ha aggiunto.

L'Italia insieme ad altri partner europei sta valutando uno stop delle importazioni dei beni prodotti in Cisgiordania, una misura per colpire i coloni israeliani, ha aggiunto Tajani. "Sulla Cisgiordania abbiamo una posizione molto chiara: ogni ipotesi di annessione e' inaccettabile perche' mina la prospettiva della soluzione a due Stati che convivono in pace e sicurezza - ha premesso Tajani - che e' l'unica prospettiva politica in grado di garantire pace e stabilita' duratura nella Regione. Per questo, continuiamo a sostenere le sanzioni europee contro i coloni che si rendono responsabili di violenze anche nei confronti delle comunita' cristiane. Si tratta di azioni criminali inaccettabili che compromettono ogni possibile soluzione negoziale", ha aggiunto.
Tajani ha annunciato che l'Italia sta lavorando con i partner europei "perche' l'Ue adotti a giorni nuove sanzioni contro i coloni estremisti", "stiamo valutando posivamente l'ipotesi di restrizioni alle importazioni di beni prodotti nei territori occupati della Cisgiordania: una misura che colpirebbe le fonti di finanziamento delle reti dei coloni estremisti". 

"Le cose in Cisgiordania non vanno bene, devono cambiare e lo abbiamo detto chiaramente: la politica degli insediamenti deve finire, come devono finire le violenze dei coloni estremisti. Vorrei anticipare a quest'aula che, insieme ad alcuni partner europei, stiamo valutando positivamente anche l'ipotesi di restrizioni alle importazioni dei beni prodotti nei Territori occupati della Cisgiordania; una misura che colpisce le fonti di finanziamento delle reti dei coloni estremisti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato.


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