TAC OSPEDALE SCORRANO
ISPEZIONE PAGLIARO: ”STORIA INFINITA: APPARECCHIO NUOVO ACQUISTATO DA TRE ANNI, MA ANCORA DA INSTALLARE”
“Tre anni dopo, stesso copione all’ospedale di Scorrano: si va avanti con una vecchia tac, nonostante ne sia stata acquistata una nuova mai installata. A marzo 2023, nel corso di una nostra ispezione, raccogliemmo il grido di disperazione di un anziano paziente che piangeva per i dolori lancinanti dovuti alla frattura di bacino e femore. Era lì da tre giorni, imbottito di morfina e sofferente al punto di volersi togliere la vita, e gli era stato addirittura tagliato il cordino per impedirgli di suonare il campanello e invocare aiuto. Non poteva essere operato prima di avere l’esito della tac e, non potendola fare a Scorrano perché l’apparecchio era rotto, doveva essere spostato all’ospedale di Galatina.
Interpellai subito la Asl in Commissione Sanità, e ci fu assicurato che sarebbe stata acquistata una tac nuova con fondi Pnrr. Invece sono trascorsi tre anni, ma quell’apparecchio è ancora fantasma.
I lavori per adeguare i locali dove andrà installato sono stati finanziati con 126mila euro, ma non sono neppure iniziati. Intanto, però, è stata noleggiata una tac mobile per garantire la continuità del servizio, per un costo di 87.400 euro più iva, cioè oltre 11mila euro a settimana. Inoltre si sono spesi ben 36mila euro per collegare la tac mobile all’impianto di alimentazione elettrica: un’opera che non servirà più, una volta installata la nuova tac fissa. Il problema è che l’apparecchio mobile ancora non è operativo perché, nelle prove di collaudo eseguite questa settimana, andava in blocco ogni due prestazioni, e il personale non è stato ancora formato per utilizzarlo. Per giunta, non consente di effettuare l’esame con mezzo di contrasto.
Ci dicono che l’attivazione della nuova tac è imminente, e vogliamo augurarci che non sia l’ennesimo annuncio al vento, visto che – essendo stata acquistata con fondi Pnrr – dovrà essere collaudata entro il 30 giugno, altrimenti il finanziamento andrà perso, e andrebbero sprecati anche i 126mila euro per i lavori di adeguamento dei locali, se saranno stati eseguiti a vuoto.
Ci chiediamo perché si sia disperso tanto tempo e denaro, e su questo Asl e Regione dovranno darci spiegazioni, perché sprechi come questo – che noi riscontriamo e denunciamo da anni – contribuiscono ad ingigantire il buco della sanità pubblica regionale, che tutti i cittadini pugliesi pagano di tasca propria. I soldi ci sono, il governo Meloni ha stanziato 6,8 miliardi per la sanità pugliese, incrementando i trasferimenti alla Regione negli ultimi anni, ma il vero problema sono gli sperperi e l’incapacità di programmare e gestire la spesa.
Con l’occasione siamo andati a verificare lo stato dei lavori del Pronto Soccorso e il cantiere è fermo. E infine abbiamo controllato la questione ambulanze che teniamo sempre sotto controllo”.