Spreco del cibo
Alla Masseria Ussano incontro con i ragazzi dell’istituto “Presta Columella”
Prosegue con la problematica sullo spreco alimentare l’incontro degli studenti della classe IV C dell’indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera dell’Istituto di Istruzione Superiore Secondaria “Presta Columella” di Lecce, diretto dalla Maria Luisa De Benedetto, presso la ex Masseria di Ussano confiscata alla Mafia.
Dopo lo scorso evento sul tema dell’acqua bene comune, sabato scorso gli studenti del “Presta Columella”, accompagnati dalle docenti Vincenza Rosato, Marianna Ingrosso, Monica Legittimo e dall’educatore Andrea Tredici in un incontro-lezione in aula extrascolastica, curato dall’ing. Pantaleone Pagliula, hanno affrontato la tematica sullo spreco alimentare dal significativo titolo “uno spreco di cibo al giorno leva il pianeta di torno”.
Gli alunni e gli insegnanti hanno donato e piantato un albero di melograno, nel frutteto del Centro d’Innovazione Culturale e Sociale, dedicandolo al giovane barese Michele Fazio ucciso a Bari, da un proiettile vagante, durante una sparatoria della criminalità organizzata dopo aver salutato con una video chiamata i suoi genitori Lella e Pino Fazio.
Secondo l’operatore di Masseria Didattica Salvatore Gervasi «con questo albero il Centro si arricchisce di nuove piante che sono state dedicate dal donatore, singolo cittadino o Ente ad una vittima della mafia. È importantissimo tenere viva la memoria e nel ricordo, rinnovare l’impegno a sviluppare buone pratiche di legalità e rafforzare il coraggio per battersi contro le paure e la mafia. L’albero è il simbolo che tiene insieme questo impegno culturale e sociale e l’auspicio che ci induce verso la raccolta dei frutti che verranno».
Nell’incontro dibattito sulla tematica dello spreco alimentare è emerso che gettare il cibo non consumato non è solo una ingiustizia sociale ma anche un grave danno per la natura. Mentre milioni di persone nel mondo soffrono la fame enormi quantità di cibo vengono perdute o sprecate ogni anno, con gravi conseguenze per il clima, la biodiversità e le risorse naturali del Pianeta.
Ogni alimento gettato è il risultato di habitat trasformati, specie selvatiche messe sotto pressione, risorse naturali ed economiche sprecate inutilmente, fertilizzanti e pesticidi immessi nell’ambiente, energia consumata per alimentare trattori e camion, macchinari per la trasformazione, frigoriferi per la conservazione, lavoro di agricoltori, trasformatori, trasportatori e commercianti.
A detta dell’ing. Pagliula «le nuove generazioni hanno il compito di promuovere questo cambiamento culturale tramite la loro familiarità con le nuove tecnologie, possono contribuire a diffondere consapevolezza, buone pratiche e nuovi modelli di gestione del cibo con comportamenti semplici come il portare a casa gli avanzi di quando si mangia fuori, porzionare e congelare i prodotti più deperibili, prestare attenzione all’impatto ambientale delle proprie scelte alimentari».