“Scaramanzia... cce brutta Malatìa”: grande successo a Lecce per la Rote Pàcce

di Davide Tommasi

LECCE — Risate, applausi e tanta tradizione popolare hanno riempito il chiostro dell’ex convento dei Teatini di Lecce, dove la compagnia dell’Associazione Culturale Teatrale Rote Pàcce ha portato in scena “Scaramanzia... cce brutta Malatìa”. Una serata che ha saputo conquistare il pubblico attraverso una comicità genuina, fatta di equivoci, personaggi sopra le righe e situazioni paradossali, profondamente legate alla cultura e al modo di vivere salentino.

Lo spettacolo è stato inserito nel programma dei festeggiamenti patronali dedicati ai Santi Patroni di Lecce, Sant’Oronzo, San Giusto e San Fortunato, offrendo al pubblico un appuntamento capace di coniugare intrattenimento e valorizzazione della tradizione teatrale locale.

Il chiostro dei Teatini, con la sua eleganza e la sua atmosfera carica di storia, si è trasformato per una sera in un vero teatro a cielo aperto. Il pubblico ha seguito la rappresentazione con grande partecipazione, lasciandosi coinvolgere dalle battute e dalle vicende dei protagonisti e accompagnando la compagnia con risate e applausi fino al sipario finale.

Giacomo Tramacere, un Don Nini trascinante

A occupare il centro della scena è stato Giacomo Tramacere, protagonista nei panni di Don Nini, imprenditore agricolo che ha costruito il proprio successo attraverso il lavoro e il sacrificio, ma che finisce per diventare completamente schiavo della superstizione.

Per Don Nini ogni cosa può trasformarsi in un presagio negativo. Una parola, un incontro, un gesto apparentemente insignificante o la comparsa di un gatto nero diventano motivo di ansia e preoccupazione. È proprio questa ossessione a innescare una catena di equivoci e situazioni comiche che costituisce il cuore della commedia.

Tramacere ha dato al personaggio una caratterizzazione forte e riconoscibile, costruendo la comicità attraverso tempi scenici, espressioni, movimenti e reazioni volutamente esasperate. La sua interpretazione ha rappresentato uno dei punti di forza della serata, sostenendo il ritmo della narrazione e trasformando le paure di Don Nini nel principale motore della comicità.

La regia di Mauro Brunetti, la regia come motore dello spettacolo

Un ruolo centrale nella riuscita della rappresentazione è stato quello della regia di Mauro Brunetti, chiamata a coordinare interpreti, tempi comici, cambi di situazione e ritmo complessivo della commedia.

La regia ha accompagnato il cast in una costruzione scenica corale, lasciando spazio alle singole caratterizzazioni ma mantenendo sempre chiaro il filo conduttore della vicenda. Particolarmente importante è stato il lavoro sui tempi delle entrate e delle uscite, sulle pause e sulle interazioni tra i personaggi: elementi fondamentali in una commedia basata sugli equivoci e sulla rapidità delle situazioni.

Brunetti ha quindi svolto un lavoro che è andato oltre il semplice coordinamento degli attori, contribuendo a dare alla rappresentazione un'identità precisa e un andamento capace di mantenere alta l’attenzione del pubblico.

Peppino De Filippo rivisitato in salsa salentina

“Scaramanzia... cce brutta Malatìa” è liberamente tratta e riadattata da “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo, celebre commedia del 1942.

La Rote Pàcce ha fatto propria la storia, trasferendola in una dimensione più vicina alla sensibilità del pubblico salentino. Il dialetto, le caratterizzazioni e l’impronta popolare hanno contribuito a rendere il testo immediatamente riconoscibile e, allo stesso tempo, profondamente territoriale.

La superstizione diventa così il filo rosso di una vicenda nella quale la paura del protagonista finisce per condizionare ogni aspetto della sua vita. Una paura che, anziché generare tensione, diventa occasione di comicità e permette alla compagnia di giocare su equivoci, malintesi e situazioni al limite dell’assurdo.La forza del gruppo, il talento di ciascuno

La forza del gruppo, il talento di ciascuno

Accanto a Giacomo Tramacere, il pubblico ha potuto apprezzare un cast numeroso e affiatato, nel quale ogni interprete ha saputo dare voce e carattere al proprio personaggio, contribuendo in modo significativo alla riuscita dello spettacolo.

Maria Restante ha vestito i panni della damigella della sposa e nipote di Pelo Nero, portando in scena una presenza capace di inserirsi con naturalezza nelle vicende. Grazia Paiano e Maria Grazia Di Gennaro hanno interpretato rispettivamente la prima e la seconda invitata, arricchendo le scene corali con i loro interventi.

Marisa Maffei ha dato vita alla cameriera Angelina, mentre Tonino Marcucci ha interpretato Pelo Nero, uno dei personaggi centrali della storia. Eleonora De Pascalis ha vestito i panni dell’avvocato Speranza, conferendo al personaggio una propria identità scenica, mentre Anna Rita Magipinto ha interpretato Mazzarella.

A completare il gruppo degli interpreti sono stati Rino Tafuro, nel ruolo di Piglia Poco; Giorgio Coppola, nei panni di Campanella; Mina Cardone, che ha dato vita a Claretta; Francesco Restante, interprete di Alberto Sanmaria, Bello Dritto Come un Fusto; e Loredana De Benedetto, nel ruolo di Filumena.

Ognuno di loro ha contribuito, con tempi scenici, caratterizzazione e interpretazione, alla costruzione di una commedia vivace e ricca di situazioni. È proprio nell’insieme delle diverse personalità artistiche che lo spettacolo ha trovato una delle sue principali forze: ogni personaggio, anche all’interno delle numerose scene corali, ha avuto un ruolo preciso nel far procedere la storia e nel creare quella successione di battute, equivoci e situazioni che ha coinvolto il pubblico.

Scenografia, costumi e grafica: la forza dell’allestimento

A completare il lavoro degli attori è stato un importante apparato tecnico e creativo, nel quale ogni professionalità ha contribuito a definire l’identità dello spettacolo.

La scenografia, curata da Alfredo Sfilio, ha avuto il compito di costruire l’ambiente nel quale si sono sviluppate le vicende, creando uno spazio funzionale alla recitazione e alla dinamica della commedia.

Un contributo altrettanto significativo è arrivato da Simona Totaro, responsabile dei costumi. Attraverso abiti e dettagli, i costumi hanno contribuito a distinguere i personaggi, sottolineandone caratteristiche, ruolo e personalità.

La parte grafica è stata invece affidata a Paolo Morello, che ha curato l’immagine dello spettacolo , completando il lavoro di squadra che ha accompagnato la realizzazione della rappresentazione.

Attori, scenografia, costumi e grafica hanno così formato un unico progetto, nel quale ogni contributo, diverso per natura e competenza, si è rivelato importante per il risultato finale.

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Una squadra al lavoro dietro le quinte

Il successo della serata è stato anche il risultato di un lavoro collettivo svolto lontano dai riflettori.

Per l’allestimento delle scene sono stati impegnati Gigi Nicolì e Roberto Nestola, con la collaborazione di Dora Solini, Antonio Restante e Leonardo Tramacere.

A garantire il supporto tecnico è stato il service di Marco IV, chiamato a seguire gli aspetti tecnici necessari allo svolgimento della rappresentazione.

Sono professionalità e collaborazioni spesso meno visibili agli occhi del pubblico, ma indispensabili per permettere agli attori e alla regia di lavorare nelle migliori condizioni e per assicurare continuità e qualità allo spettacolo.

Vent’anni di teatro e di territorio

La Rote Pàcce porta avanti da circa vent’anni un percorso dedicato al teatro, mantenendo vivo un modo di fare spettacolo profondamente legato al territorio.

Nel corso della propria attività la compagnia ha affrontato testi di diversi autori, tra cui William Fiorentino e Paolo Stanca, costruendo progressivamente un rapporto consolidato con il pubblico.

È proprio questo legame con il territorio uno degli elementi che caratterizzano l’esperienza della compagnia: il teatro diventa non soltanto occasione di intrattenimento, ma anche uno spazio nel quale linguaggio, tradizioni, personaggi e umanità del Salento possono incontrarsi e riconoscersi.

Una Serata Speciale: Auguri a Oronzino Invitto e Grazie a Tutti!

Nella serata è presente anche Oronzino Invitto, nostro Presidente Onorario, la cui partecipazione rappresenta per tutti noi un motivo di particolare orgoglio e piacere. La sua presenza questa sera rende l’occasione ancora più speciale e significativa, permettendoci di condividere un momento di festa, di amicizia e di appartenenza con una persona che ha rappresentato e continua a rappresentare una figura importante per la nostra realtà.

La sua esperienza, il suo impegno e il legame costruito nel tempo con il nostro gruppo costituiscono un patrimonio prezioso, che siamo lieti di poter valorizzare anche in questa occasione. È bello poter vivere questa serata insieme a chi, con la propria presenza e il proprio contributo, ha saputo lasciare un segno importante nel nostro percorso.

Per questo, rivolgiamo a Oronzino un sincero ringraziamento per essere qui con noi questa sera e per aver scelto di condividere questo momento. La sua partecipazione aggiunge valore alla nostra festa e ci ricorda l’importanza delle persone, dei rapporti e delle esperienze che nel tempo contribuiscono a rendere speciale la nostra realtà.

Nella serata è presente anche Oronzino Invitto, nostro Presidente Onorario, La sua presenza questa sera rende l’occasione ancora più speciale e ci permette di condividere un momento di festa con una persona che rappresenta una figura importante per la nostra realtà.

Un sentito augurio va anche a Salvatore Bandarese, che ci ha gentilmente onorati della sua presenza e che ha avuto la cortesia di presentare questa serata. A lui rivolgiamo il nostro sincero grazie per la disponibilità e per aver accompagnato questo appuntamento, contribuendo a creare il giusto clima di festa e di condivisione.

Il nostro ringraziamento più grande, però, va a tutti voi, che avete scelto di essere presenti e di trascorrere questa serata insieme a noi. Grazie per essere venuti, grazie per averci seguito e soprattutto grazie per aver assistito alla nostra commedia. La vostra presenza, i vostri sorrisi e i vostri applausi sono stati per noi la ricompensa più bella dopo tanto impegno e tante prove.

Portare una commedia sul palco significa mettere insieme passione, entusiasmo, sacrificio e tanta voglia di divertirsi e di far divertire. Ma tutto questo acquista un valore ancora maggiore quando davanti a noi troviamo un pubblico attento, partecipe e caloroso come quello che abbiamo avuto questa sera.

E che dire… possiamo soltanto essere felici e orgogliosi di aver condiviso con voi questa bella serata. Speriamo di essere riusciti a regalarvi qualche momento di allegria, qualche sorriso e un po’ di spensieratezza, lasciandovi un bel ricordo della nostra commedia e della nostra compagnia.

Ancora una volta, quindi, tanti auguri a Oronzino Invitto, Presidente Onorario, per il suo Santo Ronzo, e un grande grazie a Salvatore Bandarese per averci onorati della sua presenza e per aver presentato la serata.

E soprattutto, grazie a tutti voi che siete stati qui con noi. Il vostro affetto e il vostro sostegno ci danno la forza e la voglia di continuare a portare avanti questa bellissima passione.



Il pubblico premia la compagnia

Alla fine della rappresentazione, il chiostro dei Teatini ha risposto con un lungo applauso. Un riconoscimento rivolto agli interpreti, ma anche a tutta la squadra che ha lavorato alla realizzazione dello spettacolo.

La serata leccese ha confermato ancora una volta la capacità del teatro popolare di creare condivisione, mettendo insieme generazioni diverse e trasformando uno spazio storico della città in un luogo di incontro, divertimento e cultura.

Per la Rote Pàcce, dunque, quello di Lecce rappresenta un altro significativo tassello di un percorso costruito in circa vent’anni con passione, sacrificio e amore per il palcoscenico.

E alla fine, tra le mura storiche dell’ex convento dei Teatini, la scaramanzia di Don Nini ha contagiato tutti, ma questa volta soltanto di risate.

Perché se la scaramanzia è davvero una “brutta Malatìa”, la passione della Rote Pàcce per il teatro sembra essere, invece, una bellissima e contagiosa forma di salute.

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