Al Salento Book Festival torna Gino Cecchettin con il suo libro "Cara Giulia"

Al Salento Book Festival torna Gino Cecchettin con il suo libro "Cara Giulia" (Rizzoli), parte di un progetto più ampio a sostegno delle vittime di violenza di genere. Incontrerà il pubblico in tre serate successive, tra domani, giovedì 27 agosto a San Cesario di Lecce, venerdì 28 a Spongano e sabato 29 a Seclì.

Gino Cecchettin è il padre della ragazza uccisa dal fidanzato l’11 novembre 2023. Giulia è la figlia ideale. Studia, disegna, sogna di vivere in una brughiera, colleziona scatole e regala sorrisi dolcissimi. Poi una sera scompare, inghiottita da una morte assurda: un femminicidio. Travolto dal dolore più atroce che un padre possa sopportare, Gino Cecchettin sceglie di non stare in silenzio, si interroga sugli esiti più efferati di una cultura patriarcale che ancora ci riguarda e trova le parole per ricordare chi era Giulia e cosa ha imparato da lei. In questa lunga lettera scritta insieme a Marco Franzoso, Gino ripercorre la sua storia di padre, i giorni della gioia e quelli del dolore. Commuove e invita a "costruire un'alleanza tra i sessi, anziché consolidare la prevaricazione di uno sull'altro". Ci esorta ad ascoltare le giovani e i giovani del nostro Paese e a lavorare insieme per costruire relazioni fondate sull'empatia e sul rispetto reciproco. Questa edizione aggiornata si arricchisce di un nuovo testo in cui Gino Cecchettin racconta alla figlia Giulia e a noi tutti le attività portate avanti in suo ricordo e ribadisce l'importanza di un impegno comune per contrastare ogni forma di violenza di genere.

Domani, 27 agosto, Cecchettin sarà in Piazza Garibaldi a San Cesario di Lecce, alle ore 21.00, in dialogo con Marco Cataldo.

Venerdì 28 alle ore 21.30 in Piazza Bacile a Spongano con Lorenzo Tosa e la partecipazione di Alessandra Caiulo. La serata si aprirà alle ore 20.30 con Silvio Maria Cantoro che presenta il libro "Storie di musica e intagli di parole" (Youcanprint). Incontra l'autore Daniela Palma, con la partecipazione di Sergio Blasi.

Un libro di racconti, un viaggio nell'arte delle Parole e della Musica di alcuni dei grandi successi di Pino Daniele, James Taylor, Lucio Dalla, Bruce Springsteen, Fabrizio De André, Sting, Bob Dylan ed altri ancora, attraverso aneddoti, curiosità, contesti storici ed interpretazioni. Il libro esplora i frammenti di vita, le scintille creative e le emozioni che hanno ispirato grandi canzoni. I capitoli sono narrati come tracce di un disco, grazie anche ai QR code che guidano il lettore lungo il percorso musicale.

Sabato 29 agosto a Seclì in Largo XI Febbraio, alle ore 20.30, Anita Bozzo presenta il libro "Quel che resta di un'isola" (MontaG). Milanese, laureata in Drama, Theatre and Performance Studies a Londra, Anita Bozzo ha lavorato per il Teatro Arcimboldi e la Fabbrica del Vapore e oggi fa parte del team di produzione di Zelig; convive con la sindrome di Tourette, esperienza raccontata nello spettacolo "Aspettando la potatura". Il suo romanzo d'esordio, "Quel che resta di un'isola" (MontaG), racconta un'isola di estati infinite e legami che segnano una vita intera: un romanzo sulla memoria e su ciò che sopravvive quando tutto cambia. Incontra l’autrice Emanuele Gatto.

A seguire, alle ore 21.30, ancora Gino Cecchettin in dialogo con Valeria Blanco.

 

LUNEDI 31 AGOSTO – COPERTINO (LE) in Piazza Castello, alle 20.30, Vincenzo Schettini presenta "La vita che ci piace. Come la fisica può spiegarci la vita" (Mondadori Electa).

È possibile che la fisica ci aiuti a comprendere non solo il mondo intorno a noi, ma anche quello dentro di noi? Può davvero la scienza spiegare i meccanismi che scatenano le nostre emozioni? Per formulare una possibile risposta, Vincenzo Schettini, il prof più amato del web, ci accompagna attraverso una storia che esplora a fondo le complessità dell'animo umano. Tutto ha inizio da un incontro casuale con due ragazzi come tanti che combattono una silenziosa battaglia per trovare il proprio posto nel mondo. È grazie a loro che il prof si trova a riflettere su questioni importanti come la ricerca dell'identità, il senso di inadeguatezza, il bullismo, il mondo dei social, il rapporto tra genitori e figli, interrogandosi su quel difficile periodo della vita che si chiama adolescenza. Vincenzo si ritrova a riavvolgere il nastro dei ricordi, condividendo una parte di sé totalmente inedita, mettendosi a nudo come mai ha fatto prima d'ora. Così, tra momenti belli ma anche dolorosi della propria vita, riflessioni commoventi e spunti motivazionali, il prof esplora l'incertezza dei sentimenti umani, usando concetti fondamentali di fisica - il vuoto, l'energia, la pressione, il magnetismo, l'inerzia, la forza e l'equilibrio - per mostrarci che le leggi che governano l'universo possono essere determinanti per comprendere meglio noi stessi. Un racconto profondo ed emozionante, in cui scienza e sentimenti si uniscono in un incastro perfetto. Una toccante lezione non solo di fisica, ma soprattutto di vita.

 

MARTEDI 01 SETTEMBRE - NARDO’ (LE)

il Salento book festival ritrova Nardò con un doppio appuntamento in piazza Cesare Battisti. Alle 20:30 Luca De Gennaro che presenta il libro “Generazione alternativa 1991-1995” (Rizzoli Lizard). Alla fine degli anni Ottanta, la musica vive una profonda crisi di identità. All’inizio del decennio, il successo di Mtv e la diffusione del cd avevano fatto risorgere il mercato del pop, rivitalizzando stelle un po’ appassite e lanciandone di nuove, ma l’arrivo dei Novanta costringe i discografici a fare i conti con una rivoluzione che non si aspettava quasi nessuno. L’autore racconta l’imprevedibile storia musicale dei primi anni Novanta: dalla stagione italiana dei rave a quella delle posse nei centri sociali, da Lollapalooza a Glastonbury, dalla rivalità Nirvana-Guns N’ Roses a quella Blur-Oasis, dagli esordi di Jeff Buckley al primo concerto dei Foo Fighters e molto altro. Dopo il successo di Pop Life, de Gennaro torna a portarci nel cuore di una rivoluzione discografica e sociale che ha vissuto in prima persona, come giornalista, quasi-manager, dj e nomade dei backstage da una parte all’altra dell’Atlantico.

A seguire alle 21:30 Luca Bianchini, con la partecipazione di Luca De Gennaro, presenta “Le ragazze di Tunisi” (Mondadori).

Questo libro ci racconta la storia dei Brancata, una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l'America, e non sempre l'hanno trovata. In compenso hanno convissuto pacificamente con i francesi, che fino ad allora comandavano, insieme a tunisini, ebrei e maltesi. In questa cornice cosmopolita, Maria - una bella trentottenne fiera e determinata - vede le sue tre figlie adolescenti diventare grandi. È lei che si occupa di loro perché suo marito lavora in campagna ed è quasi sempre sola. Per far fronte alle difficoltà economiche si dedica a piccoli lavori di sartoria in casa, nel quartiere di Borgel, al pianterreno di una palazzina che si affaccia su un cortile dove tutti conoscono tutti. Al piano di sopra, un vedovo silenzioso la corteggia con discrezione, ma lei è troppo occupata a tener d'occhio le sue ragazze, innanzitutto Anna, la primogenita. Sedici anni, Anna ama leggere e guardare le navi all'orizzonte e frequenta una delle migliori scuole di Tunisi, Vitina che in apparenza pensa solo a cantare e a fare ginnastica, e Pupetta, il grillo parlante della famiglia. Tutto intorno, una città vivace in cui i nostri protagonisti si muovono in un tempo sospeso tra malinconia e incertezza: con l'indipendenza della Tunisia per molti si avvicina la stagione degli addii. Ma è proprio la paura del cambiamento ad accendere i cuori, far nascere nuove storie e svelare segreti.

 

MERCOLEDI 02 SETTEMBRE – ARADEO (LE)

il festival approda ad Aradeo per un doppio appuntamento, in Piazzetta Ss. Annunziata. Alle 20:30 Gabriella Genisi presenta il suo “Come la rosa” (Rizzoli).

Tra ossessioni, ricordi e violenza, Gabriella Genisi rilegge l'ottavo comandamento, Non dire falsa testimonianza, declinandolo in un racconto inquietante quanto attuale, dove memoria e fato si fondono, in una spirale di ferocia che attraversa le generazioni. Perché certe storie non si concludono mai davvero. Aspettano solo qualcuno abbastanza coraggioso - o disperato - da riaprirle. E pagarne il prezzo.
Lamezia Terme, 1986. La giovane cantante Graziella Franchini, in arte Lolita, viene trovata assassinata nella sua villetta sul mare. Un delitto atroce: la scena del crimine parla di una efferatezza spietata, quasi rituale. Le indagini si perdono in una ridda di sospetti, menzogne e ritrattazioni. Nessun colpevole. Soltanto silenzio. Badia Polesine, quarant'anni dopo. Isabella Manfredi cerca di sopravvivere a una vita fatta di terrore con un compagno violento che pure lei ama. E quando, svuotando la casa dei nonni, si trova per le mani un vecchio disco di Lolita, scopre che il destino della cantante si intreccia in modo sinistro con la sua storia familiare. Così il passato sfuma, e una verità dimenticata comincia a venire a galla. Spinta da un bisogno che va oltre la paura, Isabella fugge verso sud, verso quella Lamezia Terme dove tutto è cominciato, convinta di poter riscrivere il proprio presente.

A seguire, alle 21:30, Luca Bianchini con il suo “Le ragazze di Tunisi” (Mondadori).

 

GIOVEDI 3 SETTEMBRE- TAVIANO (LE)

In Piazzetta don Pompeo Cacciatore. Due appuntamenti a partire dalle 20:30 con Mimma Gattulli che presenta “Le parole di don Tonino Bello per una politica dei volti” (Cacucci Editore) con la partecipazione di GIANCARLO PICCINNI.

 Le parole di don Tonino Bello sono più che attuali in un tempo caratterizzato da conflitti e da una devastante povertà economica, morale e culturale. Esse travalicano i confini della Chiesa Cattolica e diventano patrimonio di uomini e donne che vogliono assumersi la responsabilità di costruire nel presente il mondo futuro. Il suo Magistero si rivolge a ogni essere umano chiamato a vivere in comunità, ma anche a quanti dedicano la propria esistenza per lo sviluppo del bene comune. In tal senso la politica più che tessere dei legami con il conflitto e la violenza spazia i suoi orizzonti nei percorsi della giustizia e della libertà. Per questo il volume vuole decifrare le parole di don Tonino per favorire un'azione sociale che metta al centro il volto di persona umana, essendo capaci di creare, con il linguaggio simbolico che le caratterizza, dei filtri interpretativi della realtà per denunciare le criticità, orientando a rinunciare alla logica dell'autoreferenzialità narcisistica per annunciare nuovi progetti di speranza.

A seguire, alle 21:30, Concita De Gregorio presenta il suo libro “La cura” (Einaudi).

Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l'unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.

Un giorno d’agosto una donna si prepara a stare via per un po’. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare. Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell’Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore». Ci sono l’intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.


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