Rinnovabili, la Regione Puglia accoglie le proposte CIA a tutela dell’agricoltura
“Sul disegno di legge regionale riguardante le energie rinnovabili la Regione Puglia sta lavorando bene. L’audizione a cui siamo intervenuti è stata un momento fondamentale per continuare un positivo percorso di concertazione e di ascolto. Esprimiamo il nostro plauso al presidente Decaro e all’assessore Paolicelli per il cammino intrapreso. Siamo soddisfatti per l’accoglimento delle proposte che CIA Agricoltori Italiani di Puglia ha delineato con precisione all’interno del documento elaborato dal nostro ufficio legislativo”.
È Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, a esprimere soddisfazione per i contenuti del disegno di legge che modifica la normativa in vigore rispetto a criteri e parametri per individuare le superfici e le aree della Puglia in cui autorizzare nuovi impianti di energia da fonti rinnovabili.
“Ci sta particolarmente a cuore”, aggiunge Sicolo, “la questione inerente agli impianti agrivoltaici e fotovoltaici più invasivi, quelli per i quali sono previsti gli espianti di migliaia di olivi sani e produttivi o l’espianto di altre colture. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili, purché sull’altare dei nuovi impianti non siano sacrificati ettari di terreni agricoli produttivi. È una questione”, ricorda Sicolo, “sulla quale stiamo conducendo anche una battaglia legale in difesa del territorio, della sua vocazione produttiva, per la salvaguardia delle colture agricole che rappresentano un patrimonio irrinunciabile non solo per lo sviluppo del comparto primario ma anche per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del futuro di tutta la Puglia”.
Particolarmente apprezzato, all’interno del disegno di legge, è l’articolo 5 che detta disposizioni specifiche per le aree agricole, prevedendo che, nel rilascio del provvedimento autorizzativo, sia considerato di interesse pubblico prevalente preservare la presenza di ulivi, delle produzioni agroalimentari di qualità, con riferimento alle produzioni DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, DECO e delle produzioni agroalimentari tradizionali.
“Riteniamo fondamentale che l’articolo 5, così come strutturato nel disegno di legge, sia poi confermato in sede di approvazione definitiva”.