RESISTENZA E BIBLIODIVERSITÀ CONTRO LA CRISI DELL’EDITORIA

Il nuovo direttivo dell’Associazione Pugliese Editori

Sono state queste le parole degli editori e delle editrici pugliesi nell’ultima assemblea che ha eletto il nuovo direttivo. L'editoria è in crisi, non si può nascondere, ma vi è la convinta intenzione di mettere in atto nuove strategie editoriali.


“La Puglia non è un paese per lettori”: la regione, nelle classifiche, è agli ultimi posti. Le cause della crisi sono ovunque: chiusura di tante librerie indipendenti (il 25% in meno nel 2025 rispetto all’anno precedente), le vendite quasi ferme, la iperproduzione cronica, il patrimonio bibliotecario ridotto e i pochi festival realmente “culturali”.


Trentotto gli editori presenti nell’associazione che è al suo quindicesimo anno di attività. “Siamo editori pugliesi e ci siamo associati con un obiettivo comune: promuovere il libro” questa la mission ribadita nel corso dell’ultima assemblea. “Da imprenditori svolgiamo un lavoro culturale ed economico e abbiamo voluto mettere insieme le nostre competenze per essere preparati alle grandi trasformazioni che caratterizzano la contemporaneità. Crediamo, infatti, che i libri siano uno strumento prezioso della quotidianità, perché permettono la comunicazione e l’approfondimento, l’incontro e il dialogo”.


Il nuovo direttivo è composto da Simona Cleopazzo (Collettiva Edizioni), Giovanni Chiriatti (Kurumuny), Angela Schena (Schena Editore), Vito Antonio Loprieno (ERF Edizioni Radici Future), Luigi Dato (Progedit) e dal presidente, Livio Muci (Besa Muci) al suo secondo mandato. Muci ha prospettato i prossimi passi e ha annunciato l’imminente ingresso di APE in una rete di Associazioni regionali italiane, allo scopo di lavorare insieme su esigenze e problemi dell’editoria indipendente.


Loprieno ha sottolineato l’urgenza di affrontare, nel nuovo triennio, il tema della Legge regionale sul libro, approvata ma a cui non è mai stato dato seguito. “L’editoria è un settore industriale come gli altri con una filiera fatta di: editori, tipografie, librerie”, sottolinea, “in tutta la regione sono coinvolte migliaia di persone”.


Per Chiriatti e Cleopazzo la dimensione associativa è un valore aggiunto. È necessario considerare che i lettori e le lettrici continuano a preferire il cartaceo, per cui alzare la qualità con la cura e la ricerca sono fondamentali. Bisogna lavorare per orientare i lettori e le lettrici a fare scelte consapevoli, aggiunge Cleopazzo, costruire percorsi tematici per convincere che la lettura non è qualcosa di astratto, non è soltanto cultura ma anche creatività che procura benessere psico-fisico. 

 

Schena pone l’accento sull’aggettivo indipendente (“editoria indipendente”, che non vuol dire “piccola editoria”). L’indipendenza per gli editori si traduce in un catalogo curato e di ricerca, attenzione al territorio e maggiore libertà di proporre novità editoriali. La stessa auspica la creazione di una Fiera dell’Editoria Indipendente in Puglia, con lo scopo di far conoscere e valorizzare la produzione pugliese, non sempre presa in considerazione dalle librerie, in particolare da quelle di catena, né dai festival pugliesi, orientati a privilegiare l’editoria nazionale. La Puglia, malgrado la copiosa presenza di eventi culturali sul territorio, è fanalino di coda in Italia per numero di lettori e tasso di lettura, e questo è un dato che deve portare a riflettere.

 

Importante sarà il contributo di tutte le case editrici. Luciano Pagano (Musicaos), per esempio, ritiene utile e necessario che Ape organizzi percorsi formativi e informativi aperti al pubblico. Ciascun editore ha acquisito un bagaglio di esperienze e potrebbe essere utile mettere in circolo le esperienze acquisite.

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