CASE E OSPEDALI DI COMUNITÀ
SOPRALLUOGO PAGLIARO SU CANTIERI ASL LECCE: “IN STALLO 2 SU 5, A TRE SETTIMANE DA SCADENZA 31 MARZO
Maglie, Poggiardo, Santa Cesarea Terme, Otranto, Nociglia: sono le tappe del mio terzo sopralluogo ai cantieri di case e ospedali di comunità. Il bilancio, purtroppo, è positivo solo per tre strutture su cinque. Due cantieri – quello dell’ospedale di comunità di Maglie e della casa di comunità di Otranto – sono in stallo totale, quando mancano solo tre settimane alla fine dei lavori imposta dalle scadenze Pnrr. I lavori dovrebbero concludersi entro il 31 marzo, i collaudi entro il 30 giugno, la rendicontazione a Bruxelles entro fine agosto: tempi che, se non rispettati, causerebbero la perdita dei 256 milioni di fondi Pnrr destinati alla Puglia per il potenziamento dei servizi territoriali. In provincia di Lecce sono stati programmati 6 ospedali e 24 case di comunità, che dovrebbero assicurare l’assistenza primaria di prossimità. Le case di comunità prevedono la presenza costante di medico e infermiere e servizi diagnostici di base. Gli ospedali di comunità sono dedicati alla presa in carico dei pazienti vicino al loro domicilio, per evitare ricoveri ospedalieri non necessari e garantire cure mirate al recupero e alle dimissioni in tempi brevi.
A Santa Cesarea Terme una scelta a dir poco discutibile: la casa di comunità si sta realizzando in una zona in aperta campagna, completamente isolata, in un’area del cosiddetto Mammoccione, il nuovo centro termale incompiuto e in abbandono, vandalizzato negli anni e diventato un monumento allo spreco e alla vergogna. Il cantiere, pur se abbastanza avanti, si trova in un contesto di generale degrado e desolazione, e per arrivarci bisogna affrontare una strada sterrata e piena di buche. La consegna era prevista già a fine febbraio ma i lavori, per un costo di quasi un milione e mezzo, non sono ancora ultimati. E mancano parcheggi e opere urbane.
In dirittura di arrivo, invece, la costruzione dell’ospedale di comunità di Poggiardo, e della casa di comunità di Nociglia. In entrambi i casi la scadenza imminente dovrebbe essere rispettata, ma siamo preoccupati per le altre situazioni verificate, ancora in alto mare. Sia chiaro: l’intento di queste nostre ispezioni – che i colleghi di Fratelli d’Italia stanno compiendo nei loro territori – è quello di accelerare i lavori e centrare l’obiettivo, mettendo a frutto i finanziamenti europei da cui dipende il futuro della nostra sanità territoriale, bisognosa di interventi strutturali per essere rimessa in piedi e riorganizzata dopo il progressivo smantellamento a cui è stata abbandonata dai governi regionali Vendola e Emiliano. Questa è un’occasione che non possiamo perdere, e buttare soldi così sarebbe davvero uno schiaffo ai malati