Un nome, una stella, una ricerca che illumina il futuro

di Davide Tommasi

Note per una Stella: a Monteroni la ricerca oncoematologica è diventata coscienza globale

MONTERONI DI LECCE – Ci sono date che non passano. Restano. Si sedimentano nella memoria collettiva e diventano riferimento. Il 23 dicembre 2025, per Monteroni di Lecce, non è stato un semplice appuntamento di fine anno, ma un tempo dell’anima, un momento in cui il silenzio della memoria ha incontrato la voce della scienza. In quella sera d’inverno, il nome di Alessia Pallara non è stato soltanto pronunciato: è stato affidato al futuro, consegnato alla responsabilità di una comunità intera.

Con l’11ª edizione di “Note per una Stella”, il Salone delle Feste del Palazzo Baronale si è trasformato in uno spazio simbolico, sospeso tra emozione e conoscenza. Un luogo in cui il dolore si è fatto impegno civile, e la speranza ha assunto il volto concreto della ricerca scientifica. Non una semplice manifestazione, ma un atto collettivo di coscienza, capace di unire cittadini, istituzioni, università e mondo della scienza in una narrazione condivisa: quella della vita che resiste, che studia, che cura.

Negli anni, “Note per una Stella” ha progressivamente superato i confini della commemorazione, diventando una dichiarazione pubblica di senso. Ha dimostrato che anche da un piccolo centro del Sud può partire un messaggio universale, quando si sceglie di investire nella conoscenza, nel talento e nella cura dell’umano.

Quando la memoria non si ferma al ricordo

L’edizione 2025 ha segnato una tappa di particolare maturità. Non solo per l’elevato profilo scientifico dei contenuti proposti, ma per la capacità rara di rendere la complessità comprensibile senza banalizzarla, di raccontare l’oncoematologia, l’immunoterapia e l’intelligenza artificiale non come linguaggi riservati agli addetti ai lavori, ma come strumenti concreti di speranza.

Qui la memoria non si è chiusa nel passato. È diventata energia generativa, forza capace di produrre conoscenza, di stimolare ricerca, di educare le nuove generazioni. Una ferita che ha scelto di non rimanere muta, ma di aprirsi al mondo.

Il cuore dell’iniziativa: l’Associazione Alessia Pallara

Al centro emotivo della serata, l’intervento di Maria Rosaria Manca, Presidente dell’Associazione Alessia Pallara, ha restituito con parole intense il senso più autentico dell’iniziativa.

«Note per una Stella non nasce per ricordare una perdita, ma per impedire che quel dolore resti immobile – ha affermato – Ogni anno scegliamo di trasformarlo in impegno, in sostegno concreto alla ricerca, in fiducia nei giovani ricercatori. Alessia continua a vivere in ogni progetto che guarda avanti».

Un intervento che ha ricordato come dietro ogni studio, ogni premio, ogni risultato scientifico, esista sempre una storia umana che chiede significato, e una comunità chiamata a rispondere.

Le istituzioni: la cultura come atto di responsabilità

Gli interventi istituzionali hanno dato profondità e prospettiva all’evento, collocandolo nel più ampio orizzonte della responsabilità pubblica.

L’Assessore alla Cultura Ramona Visconti ha sottolineato come «Note per una Stella sia la dimostrazione concreta che la cultura non è ornamento, ma visione», ricordando che «quando scienza, memoria e partecipazione si incontrano, una comunità cresce e diventa consapevole del proprio ruolo nel futuro».

La Dott.ssa Fiammetta Perrone, già Past President Nazionale F.I.D.A.P.A., ha ribadito il valore dell’impegno associativo nel sostenere il talento femminile e la ricerca: «Promuovere la scienza significa promuovere una società fondata sull’etica, sulla competenza e sull’inclusione. Le donne nella scienza non chiedono spazio: lo costruiscono».

A completare questo quadro, l’intervento di Liliana Forina, Past Presidente FIDAPA – Sezione di Monteroni di Lecce, che ha ricordato il lungo percorso collettivo: «Questa manifestazione è il frutto di anni di lavoro silenzioso, di relazioni autentiche e di una comunità che ha scelto di non arrendersi al dolore».

L’università come presidio di futuro

Di particolare intensità l’intervento della Prof.ssa Maria Antonietta Aiello, Magnifica Rettrice dell’Università del Salento, che ha restituito alla ricerca il suo valore più alto: quello di bene comune.

«La scienza non può restare chiusa nei laboratori – ha dichiarato – deve dialogare con le persone, con i territori, con le storie. Qui vediamo un’alleanza virtuosa tra università e comunità, capace di trasformare il sapere in speranza concreta».

Un messaggio forte, che ha riaffermato il ruolo dell’università come ponte tra conoscenza e società, e non come torre isolata.

La scienza che forma, la scienza che cura

In questo solco si è inserito l’intervento del Prof. Michele Maffia, Direttore del Laboratorio di Proteomica Clinica dell’Università del Salento, che ha offerto una riflessione ampia e profonda sul valore della ricerca traslazionale.

Maffia ha ricordato come «l’innovazione non sia solo tecnologia avanzata, ma capacità di trasformare la conoscenza in beneficio reale per i pazienti», sottolineando l’importanza di investire sui giovani ricercatori, sulla formazione continua e sulle collaborazioni multidisciplinari. Eventi come “Note per una Stella”, ha aggiunto, sono fondamentali per costruire una cultura scientifica diffusa, consapevole e partecipata.

I volti della speranza: la ricerca che ha un nome

La consegna dei premi a Mattia Colucci e Luana Conte ha dato un volto concreto alla speranza raccontata nel corso della serata.
Da un lato, il ritorno di un talento che porta Monteroni all’interno dei più avanzati network internazionali dell’oncoematologia; dall’altro, l’intelligenza artificiale che diventa alleata della diagnosi precoce e della medicina di precisione.

Due percorsi diversi, uniti dalla stessa tensione etica: mettere la conoscenza al servizio della vita.

La musica come respiro collettivo

E poi la musica, elemento identitario dell’evento. Non semplice cornice, ma respiro profondo della narrazione.
Il pianoforte di Tonio Martino, il clarinetto di Tania Greco, la voce intensa di Gianni Leucci hanno accompagnato la serata come una seconda lingua, capace di dire ciò che le parole e i numeri non possono.

In quei momenti, la scienza ha avuto un suono. E il silenzio, finalmente, non è stato vuoto.

Un messaggio che supera i confini

La diretta streaming di RadioOK ha permesso al messaggio di “Note per una Stella” di superare i confini fisici del Palazzo Baronale, raggiungendo un pubblico più ampio. Un segnale chiaro: quando la ricerca è raccontata con verità e passione, diventa patrimonio condiviso.

Dove la memoria diventa futuro

L’11ª edizione di “Note per una Stella” ha dimostrato che il dolore può diventare progetto, che la memoria può farsi azione, che la scienza, quando è condivisa, diventa atto d’amore.

Per una sera, Monteroni di Lecce non è stata solo un luogo.
È stata un’idea di mondo: quella che sceglie di non dimenticare, di non arrendersi, di continuare a credere che la ricerca sia, prima di tutto, cura dell’umanità.



Indietro
Indietro

"Cantina Aperta per Presepi in una Notte": musica, tradizioni, storie di comunità, ospiti e presepi

Avanti
Avanti

Due spettacoli del Teatro Le Giravolte concludono la rassegna Bagliori d'Ombra