Quando lo sport insegna a vivere: la legalità come primo allenamento
di Davide Tommasi
A Maglie prende il via il percorso formativo che unisce scuola, istituzioni e mondo sportivo per educare i giovani al rispetto delle regole, al fair play e alla cittadinanza attiva
È partito oggi, dalla provincia di Lecce, un percorso formativo di grande valore civile ed educativo che mette al centro due pilastri fondamentali della crescita delle nuove generazioni: la legalità e lo sport. Un binomio solo apparentemente scontato, ma che, se analizzato in profondità, rivela una straordinaria capacità di incidere sullo sviluppo personale, sociale e culturale dei giovani, soprattutto in una fase delicata della vita in cui si costruiscono identità, scelte e comportamenti futuri.
Il primo incontro del progetto, rivolto ai Licei Scientifici e alle Scuole Secondarie di Primo Grado del territorio, si è svolto presso il Liceo “F. Capece” di Maglie, grazie alla disponibilità e alla sensibilità istituzionale della Dirigente scolastica Prof.ssa Anna Antonica, che ha accolto con convinzione un’iniziativa pensata per parlare ai ragazzi con un linguaggio autentico, concreto e vicino alla loro esperienza quotidiana.
L’evento ha visto la partecipazione di numrosi studentesse e studenti, attenti, curiosi e parte attiva di un confronto che ha saputo andare oltre la semplice lezione frontale, trasformandosi in un vero dialogo sui valori che regolano lo sport e, più in generale, la convivenza civile.
Lo sport come palestra di cittadinanza
In qualità di Delegato CONI della Provincia di Lecce, la partecipazione all’incontro ha rappresentato non solo un ruolo istituzionale, ma soprattutto un momento di profonda condivisione educativa. Lo sport, infatti, non è solo competizione o risultato: è rispetto delle regole, accettazione dei limiti, responsabilità individuale e collettiva. È una palestra di vita in cui si impara a vincere senza prevaricare e a perdere senza rinunciare alla dignità.
Attraverso lo sport i giovani apprendono il valore dell’impegno quotidiano, della disciplina e del rispetto dell’altro. Valori che, se interiorizzati fin dall’età scolastica, diventano strumenti fondamentali per affrontare le sfide della vita adulta.
Proprio su questi temi si sono sviluppati gli interventi dei relatori, ognuno dei quali ha offerto una prospettiva diversa ma complementare, contribuendo a costruire un messaggio unitario e coerente.
Il diritto sportivo e la cultura delle regole
L’avvocato Alfonso Parente Stefanizzi, Coordinatore della Commissione Sport del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, ha posto l’accento sull’importanza della legalità nello sport, spiegando come le regole non siano un limite alla libertà, ma uno strumento indispensabile di tutela, equità e giustizia.
Attraverso esempi concreti e casi reali, adattati al linguaggio dei più giovani, ha mostrato come il rispetto delle norme sia essenziale per garantire pari opportunità, correttezza e trasparenza, non solo nelle competizioni sportive ma anche nella vita di tutti i giorni. Il suo intervento ha evidenziato come il diritto sportivo rappresenti un potente strumento di educazione civica, capace di insegnare il valore delle responsabilità individuali e delle conseguenze delle proprie azioni.
L’esperienza di una società professionistica
A portare la voce del calcio professionistico è stato Giuseppe Mercadante, Direttore Generale dell’U.S. Lecce, che ha raccontato cosa significhi gestire una società sportiva moderna con una forte attenzione ai valori etici e sociali.
Mercadante ha sottolineato come una squadra non sia solo un insieme di atleti, ma una comunità educativa, in cui ogni comportamento – in campo e fuori dal campo – diventa un messaggio per i tifosi e per i giovani. Disciplina, rispetto delle regole, spirito di sacrificio e senso di appartenenza sono elementi imprescindibili per costruire un progetto sportivo credibile e duraturo.
Il messaggio rivolto agli studenti è stato chiaro: il vero successo non è immediato, ma nasce da una cultura del lavoro, dalla correttezza e dal rispetto delle persone, non solo dal talento individuale.
Il ruolo dell’arbitro: autorità, rispetto e imparzialità
Di grande impatto è stato anche l’intervento dell’arbitro di Serie A Ivano Pezzuto, che ha offerto una testimonianza diretta su uno dei ruoli più delicati e spesso meno compresi dello sport.
L’arbitro, ha spiegato, rappresenta la garanzia dell’equilibrio e della legalità in campo, una figura chiamata a prendere decisioni rapide, imparziali e spesso impopolari. Il suo racconto ha aiutato i ragazzi a comprendere l’importanza del rispetto dell’autorità e delle regole, anche quando una decisione non coincide con il proprio punto di vista.
Accettare una scelta, confrontarsi in modo civile e rispettoso e riconoscere il ruolo delle istituzioni sono esercizi fondamentali di maturità, autocontrollo e cittadinanza attiva.
Università, sport e crescita della persona
Il contributo del prof. Alberto Orlando dell’Università del Salento ha ampliato lo sguardo sul valore educativo dello sport come fenomeno sociale, culturale e formativo. Lo sport, ha spiegato, non è solo pratica fisica, ma uno strumento capace di incidere profondamente sulla costruzione della personalità, sull’autostima e sulle relazioni interpersonali.
Dal punto di vista accademico e scientifico, lo sport rappresenta anche un importante mezzo di inclusione sociale, di prevenzione del disagio giovanile e di promozione di comportamenti positivi. L’università, in questo senso, ha il compito di dialogare con la scuola e con il territorio, creando una rete educativa che accompagni i giovani nel loro percorso di crescita.
Salute, prevenzione e lotta al doping
A completare il quadro, l’intervento del dott. Tonino Marchetti di Federfarma ha messo in luce il legame profondo tra sport, salute e corretti stili di vita, richiamando l’attenzione su un tema di grande attualità e delicatezza: l’uso vietato di sostanze anabolizzanti e dopanti.
Marchetti ha spiegato come il ricorso a scorciatoie farmacologiche rappresenti non solo una violazione delle regole sportive, ma soprattutto un grave rischio per la salute, in particolare in età adolescenziale. L’uso di anabolizzanti può compromettere lo sviluppo fisico e psicologico, alterare l’equilibrio ormonale e avere conseguenze permanenti.
Il suo intervento ha sottolineato l’importanza della prevenzione, dell’informazione corretta e delle scelte consapevoli, invitando i giovani a rispettare il proprio corpo e a riconoscere nello sport un alleato della salute, non uno strumento di esasperazione della performance.
Scuola e sport: un’alleanza educativa
L’incontro di Maglie ha dimostrato, ancora una volta, come scuola e sport debbano camminare insieme per formare cittadini consapevoli, responsabili e rispettosi delle regole. Non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di costruire una cultura dei valori che accompagni i ragazzi nelle scelte quotidiane, dentro e fuori dal campo.
Questo primo appuntamento rappresenta solo l’inizio di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi in altre scuole della provincia di Lecce, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni, mondo sportivo e comunità scolastica.
Educare alla legalità attraverso lo sport significa investire nel futuro. Un futuro fatto di rispetto, correttezza, salute e responsabilità, dove le regole non sono un ostacolo, ma il fondamento di una società più giusta.