Natale nelle marine di Melendugno: il tutto esaurito che racconta un territorio vivo tutto l’anno

di Davide Tommasi

Tra mare d’inverno e cammini lenti, le marine di Melendugno conquistano il Natale

C’è un Salento che non chiede l’estate per esistere. Un Salento che non vive di folla, ma di equilibrio, di luce bassa sull’orizzonte, di silenzi abitati. Durante le festività natalizie, le marine di Melendugno – da San Foca a Torre Sant’Andrea – hanno restituito l’immagine di un territorio che sta cambiando pelle: alberghi e B&B pieni, servizi attivi, comunità presenti. Il tutto esaurito registrato in un periodo storicamente marginale per il turismo costiero non è un episodio isolato, ma il segnale concreto di una maturazione dell’offerta e della domanda.

Un Natale scelto, non casuale

Chi ha deciso di trascorrere il Natale sulle coste adriatiche del Salento lo ha fatto consapevolmente. Non per caso, non per ripiego. Viaggiatori provenienti da ogni regione d’Italia – e anche dall’estero – hanno cercato qui un’esperienza diversa: meno consumo, più ascolto; meno frenesia, più tempo. La presenza di Paoletta, storica dj di Radio Italia, ha acceso i riflettori mediatici, ma senza snaturare il contesto. Il suo racconto social, fatto di gratitudine e semplicità, ha rafforzato un messaggio chiaro: Melendugno non è una destinazione da esibire, ma da vivere.

L’Infopoint aperto d’inverno: un presidio umano e strategico

In questo scenario si inserisce il ruolo cruciale dell’Infopoint di San Foca, rimasto aperto anche in inverno grazie a un progetto del Comune di Melendugno finanziato dalla Regione Puglia (POC 2021–2027). In poco più di un mese, oltre 100 viaggiatori hanno usufruito dei servizi, dimostrando che l’informazione turistica non è un accessorio, ma una infrastruttura culturale. Le richieste non si sono limitate a orari o mappe: i visitatori hanno chiesto percorsi, consigli, storie. Segno evidente di un turismo che cerca orientamento emotivo oltre che logistico.

Il Cammino del Salento, cuore pulsante del turismo lento

Tra le presenze più significative, quelle dei camminatori del Cammino del Salento, veri interpreti di un nuovo modo di viaggiare. Partono da Lecce, attraversano Acaya, raggiungono San Foca e proseguono lungo la costa adriatica fino a Santa Maria di Leuca. Camminano d’inverno perché è la stagione che restituisce autenticità ai luoghi: meno rumore, più paesaggio. Il loro passaggio genera un impatto economico diffuso e sostenibile, fatto di pernottamenti, pasti, servizi essenziali e relazioni umane.

Una visione politica che diventa realtà

«La destagionalizzazione non è uno slogan, ma una scelta precisa», afferma il sindaco Maurizio Cisternino. E i fatti gli danno ragione. Tenere aperte le strutture ricettive, investire in servizi, sostenere eventi culturali fuori stagione significa assumersi un rischio amministrativo che oggi viene ripagato. Il territorio risponde, gli operatori credono nel progetto, i viaggiatori percepiscono coerenza. È in questa continuità tra visione e azione che si costruisce una destinazione credibile.

Cultura diffusa come motore turistico

Il Natale melendugnese è stato accompagnato da un programma culturale articolato e inclusivo. Come spiega l’assessore al Turismo Francesco Stella, visite guidate gratuite a Melendugno, all’Abbazia di San Niceta, a Roca e alla mostra “Roca nel Mediterraneo” nel Castello di Acaya hanno trasformato il territorio in un museo a cielo aperto. Laboratori, incontri tematici e momenti di musica popolare hanno rafforzato il legame tra residenti e visitatori, dimostrando che il turismo di qualità nasce dall’incontro, non dall’intrattenimento fine a sé stesso.

L’ospitalità come gesto, non come servizio

A fare la differenza, però, sono soprattutto le persone. Come Massimo Morini, titolare dell’Hotel Morini di San Foca, che racconta un Natale di piena occupazione costruito su scelte semplici ma significative. Portare gli ospiti a cena in un paese vicino, quando i ristoranti locali erano chiusi, non era un obbligo contrattuale, ma un atto di responsabilità e cura. È questo tipo di ospitalità che costruisce reputazione e fidelizzazione, molto più di qualsiasi campagna promozionale.

Accoglienza quotidiana, impatto duraturo

Anche l’episodio raccontato da Roberto Tommasi, al front office dell’Infopoint, ha un valore emblematico. Trovare una sistemazione a una viaggiatrice in difficoltà, in un territorio completamente sold out, significa trasformare un problema in un ricordo positivo. Sono gesti apparentemente piccoli, ma capaci di incidere profondamente nella percezione di una destinazione.

I camminatori come leva strategica

Secondo Federica Miglietta, presidente dell’Associazione Il Cammino del Salento, i camminatori rappresentano un target ideale per la destagionalizzazione: viaggiano nei periodi di bassa affluenza, rispettano i luoghi, richiedono servizi semplici ma costanti. E soprattutto, se un territorio li conquista, tornano. Spesso accompagnati. Il loro valore non è immediato, ma cumulativo, e costruisce nel tempo una reputazione solida.

Un Salento che sceglie la lentezza

Tra il blu profondo del mare d’inverno, il verde resistente della macchia mediterranea e l’aria carica di salsedine, le marine di Melendugno hanno vissuto un Natale diverso. Un Natale fatto di cammini, di parole scambiate, di comunità aperte.
Un racconto che parla di un Salento consapevole, che non rincorre i numeri ma costruisce qualità. Un Salento che ha deciso di esistere dodici mesi l’anno. E che, passo dopo passo, ci sta riuscendo.

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