Moneta di Lecce
Presentazione lunedì 20 aprile alle 10 al Teatro Apollo
Il sindaco Adriana Poli Bortone presenterà, lunedì prossimo, 20 aprile, alle ore 10, nel Teatro Apollo, la moneta dedicata a Lecce. Un’occasione straordinaria che sarà condivisa con tutta la città. La manifestazione, infatti, è aperta a tutti. Interverranno il presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone; il prefetto Natalino Domenico Manno; il dirigente della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, Antonio Zunno; il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Mario Trifiletti; l’architetto Alfredo Foresta, ideatore della moneta. Concluderà l’arcivescovo monsignor Angelo Raffaele Panzetta. La cerimonia, alla quale prenderanno parte le autorità del territorio, sarà allietata dalle orchestre del Liceo “Palmieri” e dell’Istituto comprensivo “Tempesta - Galateo”. Sarà presente una rappresentanza degli studenti delle scuole di Lecce.
<Questa moneta è un riconoscimento - dice il sindaco Poli Bortone - È la conferma che Lecce possiede una storia forte e un futuro possibile. È il filo che unisce ciò che siamo stati a ciò che vogliamo diventare. Le sue due facce raccontano le nostre radici romane e lo splendore barocco, proiettandole in un presente che guarda al Mediterraneo come orizzonte naturale. Racchiude progettualità e direzioni future: Lecce che torna al mare, al suo porto, alla sua vocazione di città metropolitana>.
La moneta da 5 euro in argento 925‰ emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finaniente e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nelle Officine della Zecca, è stata emessa all’interno della serie 9 pezzi lo scorso 5 marzo con un contingente di 7 mila pezzi, mentre il 9 aprile è stata emessa la moneta singola con un contingente di 4 mila esemplari. Nel dritto e nel rovescio del conio celebrativo sono incisi alcuni dei monumenti più celebri e iconici del capoluogo salentino. Da un lato la colonna romana con il santo patrono, Sant’Oronzo, insieme ad una porzione dell’anfiteatro romano. Dall’altro, i capolavori del Barocco leccese, con il rosone della Basilica di Santa Croce, divenuto simbolo della corrente artistica del XVI e XVII secolo conosciuta e ammirata da esperti e turisti.