Mercatino del Gusto, Premio 2026 ad Unisalento; accordo con il liceo "Da Vinci" per un team di studio legato all'intelligenza artificiale
Premio Mercatino del Gusto 2026 all’Università del Salento, già da questa edizione – da ieri – entrata a far parte della grande famiglia del Mercatino del Gusto, la cui ventisettesima edizione si è chiusa appunto ieri sera a Maglie, dopo una settimana intensa di appuntamenti con l’enogastronomia, la musica, la cultura, l’artigianato di qualità. E un’altra novità: la prossima collaborazione con lo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie per la realizzazione di iniziative che vedano gli studenti del liceo magliese impegnati nell’ideazione di nuovi progetti legati al gusto. Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e del professor Cosimo Accoto, filosofo esperto di AI che insegna, tra le altre cose, al Mit di Boston.
E proprio Accoto è stato protagonista ieri sera di un breve talk show dedicato alle prossime novità riguardanti il Mercatino – che è in una fase di cambiamento di pelle - con Andrea Cavalieri, imprenditore pastaio magliese, e con Giacomo Mojoli, l’ “ideologo” del Mercatino. Dopo i saluti introduttivi del sindaco di Maglie Ernesto Toma e del presidente dell’associazione Mercatino del Gusto, Salvatore Santese – presentati con la verve che lo contraddistingue dall’attore Antonio Stornaiolo - la consegna del Premio 2026 – la consueta luminaria Mariano Light - all’ateneo leccese, consegnato nelle mani del professor Luca Mainetti, professore ordinario di Ingegneria del software presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione di Unisalento, che ha sottolineato la volontà dell’ateneo di aprirsi sempre più al territorio, in ossequio alla sua sempre più ribadita “terza missione”. Ma anche al liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, nella mani della docente e referente del team sull’AI Dolores Merico. Con l’annuncio di una nuova stagione per il Premio Mercatino del Gusto: più immaginato per creare una rete virtuosa di istituzioni e relazioni per il Mercatino, meno “pugliocentrico” e più “glocal”, ovvero legato al territorio, ma capace di volare alto, “e senza essere autoreferenziale”.
E sempre più pronto ad avvalersi delle competenze umanistiche, filosofiche e multidisciplinari delle persone che concorrono alla sua edizione. All’insegna delle parole totem degli ultimi anni: rigenerazione (2025), collaborazione (2026), innovazione (da qui ai prossimi anni). “Perché il Mercatino non è una sagra, ma una community di persone unite da una serie di valori comuni”. E un appuntamento capace di fare innovazione progettuale, appunto, “come accaduto ventisette anni fa”.