Lecce città verde: il piano agronomico di Francesco Tarantino

Il Dottore in Scienze Agrarie Francesco Tarantino con il Prof. Carlo Rubbia

di Antonio Bruno Laureato in Scienze Agrarie

 

Nel Piano del Verde del Comune di Lecce, il lavoro del dottor Francesco Tarantino si presenta come un esempio avanzato di pianificazione ecologica urbana, in cui scienza agraria, normativa ambientale e visione strategica sul futuro delle città confluiscono in un unico strumento organico di governo del territorio.​

Un agronomo per la città del futuro

La figura di Tarantino emerge in primo luogo come quella di un agronomo che interpreta il verde urbano non come semplice arredo, ma come vera infrastruttura ecologica e sanitaria. In qualità di progettista del Piano del Verde, egli colloca Lecce dentro il quadro della legge 14 gennaio 2013, n. 10, assumendo come pilastri normativi la Giornata nazionale degli alberi, il bilancio arboreo, la tutela degli alberi monumentali e le misure di contenimento dell’effetto serra. Questa cornice legislativa viene tradotta in un impianto tecnico articolato, capace di collegare scelte su specie, spazi e gestione alla riduzione delle emissioni, alla mitigazione dell’isola di calore urbana e alla protezione del paesaggio storico.​

Un Piano strutturato come infrastruttura verde

Il Piano del Verde si articola in sei componenti principali: regolamento del verde con allegati tecnici, linee guida per il verde pubblico e privato, censimento del patrimonio verde comunale, cruscotto del verde urbano ed extraurbano, piano di promozione della cultura del verde e della vita all’aria aperta, strategie per il futuro del verde pubblico e privato. Questa struttura evidenzia un approccio sistemico, che mette sullo stesso piano norme, dati, strumenti gestionali, educazione ambientale e visione di lungo periodo. La scelta di accompagnare il regolamento con una batteria molto ampia di allegati – dai glossari tecnici alle buone prassi di cantiere, dalle tabelle dendrometriche alle linee guida per la difesa fitosanitaria – mostra la volontà di costruire un dispositivo operativo realmente utilizzabile da tecnici, uffici e professionisti.​

Regolamento, buone prassi e difesa del patrimonio arboreo

Nel regolamento del verde comunale, Tarantino integra dimensione giuridica e competenza agronomica, definendo con precisione linguaggi, procedure e standard tecnici. Il glossario tecnico, le tabelle delle specie arboree per classi di grandezza e le linee guida per la gestione dei patrimoni arborei pubblici costituiscono una base conoscitiva omogenea, indispensabile per garantire coerenza tra progettazione, impianto, manutenzione e tutela. Particolarmente significativa è l’attenzione alle buone prassi di impianto, alla protezione delle piante in area di cantiere, agli schemi di intervento per le potature e all’iter amministrativo per gli interventi sulle alberature, aspetti che spesso nelle città rappresentano i punti deboli nella tutela effettiva del verde.​

Non meno rilevante è l’integrazione delle principali normative sovraordinate, della Carta dei Giardini Storici detta “Carta di Firenze” e della stessa legge n. 10/2013 all’interno del regolamento locale, che fa del Piano un nodo di raccordo tra standard nazionali, principi di tutela paesaggistica e specificità del contesto leccese. L’inclusione di allegati dedicati alle misure di lotta obbligatoria per le piante ornamentali, con un focus specifico sulla Xylella fastidiosa, riflette la consapevolezza di operare in un territorio segnato da emergenze fitosanitarie e da un delicato equilibrio tra agricoltura, paesaggio e tessuto urbano.​

Linee guida, Qualiviva e qualità del materiale vegetale

Nelle linee guida per il verde pubblico e privato, il lavoro di Tarantino si sposta dal piano regolamentare a quello progettuale e operativo, con l’obiettivo di “riportare la natura in città” attraverso soluzioni naturalistiche, progettazione attenta e corretta gestione degli alberi. Gli allegati interessano sia la scala urbana (azioni per incrementare la presenza di natura diffusa, sistemi vegetali per mitigare il microclima, schemi per la tutela degli alberi in cantiere, tipologie di potatura), sia la qualità intrinseca del verde, con un’articolata serie di documenti raccolti sotto il nome “Progetto Qualiviva”.​

Il Progetto Qualiviva comprende descrizione generale, schede tecniche delle specie, capitolato, didattica sulle malattie, criteri di certificazione, tabelle, disciplinari e prescrizioni per la scelta del materiale vivaistico. Di particolare interesse, da un punto di vista scientifico-sanitario, sono gli allegati dedicati ad allergia e pollinosi, al rapporto tra inquinamento dell’aria e piante, e alla scelta di specie più resistenti alle malattie, che mostrano un approccio orientato alla salute pubblica e alla resilienza del patrimonio vegetale. L’attenzione alla qualità del materiale vivaistico, alla certificazione e alla tracciabilità rappresenta un elemento chiave per evitare future criticità sanitarie e strutturali nelle alberature urbane.​

Il censimento: conoscere per gestire

Uno degli aspetti più marcatamente scientifici del Piano è il censimento del patrimonio verde comunale, realizzato con i dati del Di.S.Te.B.A. dell’Università del Salento. La rappresentazione del numero di alberi presenti per specie botanica consente di leggere la composizione floristica del sistema urbano, evidenziando la forte presenza di Quercus ilex, Cupressus sempervirens, Ceratonia siliqua, Eucalyptus camaldulensis, Nerium oleander, Ligustrum lucidum e altre specie tipiche dei paesaggi mediterranei e dei viali urbani. Questo quadro permette di valutare eventuali squilibri, rischi di omogeneità genetica o dipendenza da poche specie, e di orientare le scelte future verso una maggiore diversificazione e resilienza.​

Il censimento, inoltre, costituisce la base conoscitiva per politiche mirate di tutela, sostituzione e incremento del verde, comprese le azioni di salvaguardia di alberi monumentali e formazioni vegetali di particolare pregio. In questo senso, il Piano non si limita a fotografare l’esistente, ma predispone strumenti (schede di segnalazione, aggiornamento dei criteri dimensionali, tabelle di circonferenze minime) per mantenere nel tempo una gestione informata e dinamica del patrimonio arboreo.​

Il “cruscotto” dei servizi ecosistemici

Uno dei contributi più innovativi del lavoro di Tarantino è il cosiddetto “cruscotto del verde urbano ed extraurbano”, che traduce il patrimonio vegetale della città in indicatori quantitativi di servizi ecosistemici. Per il verde pubblico, ad esempio, il Piano considera 26.281 alberi studiati o stimati, 6.270 alberi effettivamente studiati, una superficie a verde di 2.220.000 metri quadrati e una superficie fogliare (LAI) di 2.396.496 metri quadrati. Su questa base vengono stimati benefici come l’intercettazione di acqua piovana per un valore annuo di 23.639.450 euro, un risparmio energetico di 8.733.300 euro, l’abbattimento di inquinanti atmosferici pari a 2.396.496 euro e una riduzione di anidride carbonica di 2.280.953 tonnellate all’anno.​

Il cruscotto estende poi il calcolo a verde privato, agricolo e naturale, arrivando a un totale generale di 141.554.653 metri quadrati di superficie a verde, 280.801.149 metri quadrati di superficie fogliare e valori economici cumulati superiori al miliardo di euro per l’intercettazione di acqua piovana, oltre 22,6 milioni di euro di risparmio energetico e più di 141 milioni di euro di abbattimento di inquinanti atmosferici. Questa quantificazione rende immediatamente evidente che il verde non è un costo, ma un asset economico ed ecologico, e costituisce una base argomentativa forte per politiche di investimento e di tutela.​

Lecce nel confronto con le altre città

Il Piano colloca Lecce dentro un confronto interurbano su alcuni indicatori fondamentali di dotazione verde, proponendo anche obiettivi sfidanti. In termini di disponibilità pro capite di verde pubblico, la città si attesta su 23 metri quadrati per abitante, un valore inferiore a Roma (30,5), Genova (26,3), Napoli (24,1) e Trieste (60), ma superiore al dato di Foggia (3,7) e in linea con Bari (9) se si considera la differente struttura urbana. L’obiettivo di lungo periodo è fissato a 100 metri quadrati pro capite, segnalando un salto di scala ambizioso verso una città decisamente più verde.​

Sulla disponibilità di alberi per abitante, Lecce presenta un valore di 8,4 alberi per cittadino, inferiore a Torino (18), Bari (24), Modena (25,1), Taranto (9,2) e Bologna (31), a fronte di un obiettivo di 30 alberi per abitante. Anche sul fronte dell’incidenza delle aree naturali e dei parchi agricoli sulla superficie comunale, la città (1,9%) appare ancora lontana dall’obiettivo del 30%, e dietro a realtà come Roma (32,2%), Genova (27,2%), Napoli (24%), Foggia (12,7%), Bari (16,5%) e Ugento (3,7%). Questi confronti, tuttavia, non si limitano a evidenziare ritardi, ma funzionano come bussola per la programmazione, indicando margini di crescita e direzioni prioritarie di intervento.​

Educazione, partecipazione e cultura del verde

Un’ulteriore dimensione scientifico-civile del progetto di Tarantino è il Piano di promozione della cultura del verde e della vita all’aria aperta, che riconosce esplicitamente il ruolo della partecipazione e dell’educazione ambientale. Tra le azioni previste vi sono la promozione della Giornata nazionale degli alberi (21 novembre), attività di divulgazione, il coinvolgimento attivo della cittadinanza, la partecipazione pubblica alla gestione di spazi verdi, microprogetti promossi da cittadini organizzati, volontariato singolo o associato per l’adozione di aree verdi, sponsorizzazioni e incentivi alla cura del verde privato. In questa prospettiva, la fruizione degli spazi verdi non è solo un effetto collaterale della pianificazione, ma uno degli obiettivi principali, perché una cittadinanza che vive il verde è più incline a difenderlo e a riconoscerne il valore.​

Strategie, servizi ecosistemici e intelligenza artificiale

Nella sezione dedicata alle strategie per il futuro del verde pubblico e privato, il Piano mette al centro i servizi ecosistemici, individuandone punti di forza e criticità sulla base delle elaborazioni quantitative raccolte nel cruscotto. A questa analisi si affiancano tavole, grafici e dati statistici generali che supportano una nuova programmazione del verde, in dialogo con documenti e riferimenti di scala nazionale e internazionale. Tra gli allegati strategici compaiono infatti un approfondimento sull’uso dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile, un contributo della Lipu su verde urbano e alberi in città, la relazione del comitato sviluppo verde pubblico 2021–2022, una “strategia del verde urbano” di sintesi, i riferimenti all’Agenda sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, al Regolamento UE sul restauro della natura del 2024 e alle “Nature Positive Guidelines” del World Economic Forum per la transizione nelle città.​

Questo innesto di strumenti digitali avanzati, policy europee e linee guida internazionali testimonia la volontà di collocare Lecce dentro un quadro globale di transizione ecologica, dove il verde urbano diventa piattaforma per politiche climatiche, di salute pubblica e di qualità della vita. Il lavoro di Tarantino, in questo scenario, assume il profilo di una regia tecnico-scientifica capace di tradurre grandi cornici concettuali in scelte operative, normative e progettuali per una città concreta del Mezzogiorno.​

Un modello replicabile di pianificazione verde

Nel suo complesso, il Piano del Verde del Comune di Lecce curato da Francesco Tarantino dimostra come la professionalità di un agronomo possa estendersi ben oltre la selezione delle specie o la cura delle alberate, fino a farsi architettura di una vera infrastruttura verde urbana. Dalla tassonomia delle piante alle misure anti-Xylella, dal cruscotto dei servizi ecosistemici alla costruzione di un immaginario collettivo del verde, ogni sezione del Piano concorre a trasformare il patrimonio vegetale in leva strategica per lo sviluppo sostenibile. In un contesto in cui le città sono chiamate a misurarsi con il cambiamento climatico, l’inquinamento e il degrado del paesaggio, il lavoro del socio ADAF Francesco Tarantino offre così un modello replicabile di pianificazione scientificamente fondata, normativamente solida e culturalmente orientata alla qualità della vita urbana.​

 

Indietro
Indietro

UNIONE SPORTIVA LECCE

Avanti
Avanti

Conservatorio Tito Schipa