L’Associazione Michela l’Angela Farfalla dona un bilirubinometro di ultima generazione

di Davide Tommasi

Un gesto che colma un vuoto assistenziale e rafforza la sanità neonatale salentina

Giornata del Dono – Un gesto di straordinaria solidarietà illumina il “Vito Fazzi”: l’Associazione Michela l’Angela Farfalla consegna alla UTIN un bilirubinometro di ultima generazione

LECCE – Un mattino che resterà inciso nella storia della sanità salentina come simbolo di responsabilità civica, amore comunitario e progresso clinico. Oggi, alle ore 9, il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” ha ricevuto in dono un bilirubinometro di ultima generazione, prodotto dalla Ginevri, consegnato alla presenza del CEO dell’azienda: uno strumento essenziale per misurare in modo rapido, indolore e altamente preciso l’ittero neonatale nel primo mese di vita.

Un dono che colma un vuoto assistenziale importante: a causa di lacune normative regionali pugliesi , infatti, nel primo mese non è previsto un monitoraggio pediatrico strutturato, lasciando i neonati – come spesso si denuncia – in una sorta di “terra di nessuno” assistenziale. Oggi, questo vuoto si riduce grazie alla solidarietà.Un grande momento istituzionale per la sanità pubblica. Alla cerimonia ha preso parte il Direttore Generale dell’ASL Lecce, avv. Stefano Rossi, che ha espresso un apprezzamento forte e pubblico per il ruolo dell’associazionismo attivo:

“Non si tratta soltanto della consegna di un dispositivo medico, ma di un atto che rafforza concretamente la sanità pubblica. Il volontariato, quando è guidato da una missione autentica come quella dell’Associazione Michela l’Angela Farfalla, diventa propulsore di equità, cura e modernità.” Parole che hanno sigillato il valore civico e istituzionale della giornata.

La BCC Terra d’Otranto: quando la finanza diventa presidio sociale

Determinante il contributo della BCC di Terra d’Otranto, principale finanziatrice dell’iniziativa. Il presidente, dott. Ezio Pretelli, ha simbolicamente consegnato lo strumento del valore di 6.000 euro, spiegando la motivazione profonda del gesto:

“Sostenere la salute neonatale significa sostenere il futuro del nostro territorio. La UTIN del ‘Vito Fazzi’ è un presidio di eccellenza, e sentiamo il dovere morale di affiancarla in un cammino che riguarda tutti noi.”

Un intervento che ha messo in luce la capacità del credito cooperativo di essere motore di comunità.


La UTIN: eccellenza clinica e impegno quotidiano

Presente anche il primario della UTIN pediatrica Ospedale V.Fazzi , dott. Rosati, affiancato dalla sua équipe. Il medico ha ricordato come il reparto abbia più volte beneficiato del prezioso supporto dell’associazione:

“La burocrazia rallenta, la clinica no. Grazie a iniziative come questa possiamo colmare rapidamente bisogni urgenti, garantendo ai nostri neonati fragili strumenti all’avanguardia. Questo dono è un atto di cura verso i nostri pazienti e verso tutta la comunità.”


Il cuore dell’Associazione: una missione trasformata in speranza

Presenti anche i membri del direttivo dell’Associazione Michela l’Angela Farfalla, guidato con dedizione da Veronica Montefusco e Fabio Bufano, genitori di Michela. Nel loro intervento hanno sottolineato l’importanza del sostegno ricevuto:

“Ringraziamo la BCC Terra d’Otranto, nella persona del dott. Pretelli, per aver scelto di credere nella nostra missione. Il suo non è stato un semplice contributo economico, ma un abbraccio a tutte le famiglie che vivono la delicata esperienza neonatale.” Un messaggio ricco di gratitudine e umanità.

La benedizione che suggella l’impegno

A chiudere la cerimonia è intervenuto don Gianni Mattia, che ha impartito la benedizione al nuovo dispositivo:

“Quando un dolore si trasforma in servizio, e quando il servizio diventa speranza, tutta la comunità cresce. Questa associazione ha trasformato una ferita in una missione che salva vite e restituisce fiducia.”

Parole intense, cariche di spiritualità e riconoscenza.

Michela l’Angela Farfalla: il volo che continua oltre ogni confine

Ancora una volta, Michela sembra aver posato le sue ali leggere su chi lotta ogni giorno per iniziare la vita nel modo migliore.

La sua storia, custodita e trasformata in impegno dai suoi genitori, continua a farsi dono, cura e protezione.

Perché ciò che nasce dal dolore può diventare luce.

E questa luce, grazie a Michela, continua a illuminare il cammino dei più piccoli.

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