L’Arca di TerramMare Teatro per la rassegna Ci vuole un fiore al Teatro Comunale
Un’avventura tra sogno e realtà che parla ai più piccoli del valore dell’acqua e agli adulti della responsabilità di custodirla: domenica 1 febbraio (ore 17:45 | ingresso 8 euro – ridotto 6 euro) al Teatro Comunale di Novoli, per la rassegna Ci vuole un fiore – famiglie a teatro, la compagnia TerramMare Teatro presenta L’Arca, con Chiara De Pascalis e Agostino Aresu, per la regia di Silvia Civilla. Teatro d’attore e di figura, danza e pantomima si intrecciano in una proposta pensata per bambine e bambini dai 3 ai 10 anni. Prima dello spettacolo, alle ore 16:30, spazio al laboratorio a cura di BlaBlaBla.
LO SPETTACOLO
Due fratellini, sempre pronti a bisticciare, si ritrovano all’improvviso coinvolti in un’avventura straordinaria: una piccola farfalla, entrata nella loro stanza, affida loro una missione urgente. Salvare quanti più animali possibile dal grande temporale che sta per sommergere l’intera Terra. Per riuscirci, basterà trasformare per una notte la cameretta in un’enorme imbarcazione chiamata Arca – proprio come fece, tanto tempo fa, un vecchio signore dalla lunga barba bianca, che aveva più di seicento anni – e offrire rifugio ai poveri animali impauriti. Accantonando i continui contrasti, i due protagonisti condivideranno fianco a fianco un viaggio indimenticabile. Uno spettacolo sospeso tra sogno e realtà, ricco di suggestioni musicali e di piccole storie che raccontano il valore dell’acqua, elemento essenziale per ogni forma di vita. Un racconto che parla ai più piccoli con un linguaggio semplice, ironico e poetico, e allo stesso tempo ricorda agli adulti che l’acqua va rispettata, protetta e amata. Dopo Rifiuto, il lavoro precedente dedicato alla raccolta differenziata e al problema dei rifiuti abbandonati, TerramMare Teatro torna ad affrontare un tema delicato e urgente: la tutela di uno dei beni più preziosi della natura.
LA COMPAGNIA
TerramMare Teatro è una realtà attiva nel Salento dal 1999. Fondata e diretta da Silvia Civilla, dal 2008 gestisce lo storico Teatro Comunale di Nardò. Gran parte delle sue produzioni teatrali e dei progetti a finalità pedagogica rientrano nel Teatro Ragazzi, ambito al quale la compagnia ha scelto di dedicare le proprie energie, sviluppando negli anni una riconosciuta specializzazione.
LA RASSEGNA
Ci vuole un fiore - Famiglie a teatro è un viaggio tra fiabe antiche e storie contemporanee, musica dal vivo, danza, ombre, clownerie e teatro di figura, per scoprire insieme la forza delle emozioni, la bellezza delle differenze e la magia del racconto condiviso. Fino ad aprile sul palco alcune delle compagnie più conosciute del panorama nazionale del teatro ragazzi, ognuna con la propria cifra poetica, per un pubblico che non ha età. La rassegna fa parte del progetto Teatri del Nord Salento promosso da Factory Compagnia Transadriatica, in collaborazione con BlaBlaBla, con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Culture, Trac – Teatri di residenza artistica contemporanea e i comuni di Novoli, Leverano, Campi Salentina, Guagnano, Trepuzzi e Brindisi. Info e prenotazioni 3208607996 / 3207087223 / 3403129308 - teatridelnordsalento.it.
APPUNTAMENTI DI FEBBRAIO
Domenica 8 a Campi Salentina spazio ad “Ape Pina” di Giallo Mare Minimal Teatro: un’attrice (Vania Pucci), una lavagna luminosa che disegna dal vivo, animazioni e suoni per un piccolo grande racconto sulla biodiversità (3|8 anni). Domenica 22 a Trepuzzi, ZeroMeccanico Teatro con il cartometraggio “Sogno in scatola”: Francesco Cortese e Ottavia Perrone, un pupazzo e trentacinque metri di carta per trasformare una scatola in un intero universo (da 3 anni).
MARZO
Domenica 1 a Leverano il mese di marzo si apre con “Pìnolo” di Nardinocchi/Matcovich con Laura Nardinocchi, Niccolò Matcovich e Noemi Piva: teatro e danza per abbattere stereotipi e rivendicare la libertà di essere sé stessi, tra amicizie nuove e scelte consapevoli (da 6 anni). Sabato 7 a Campi Salentina, Factory e Stichting Knopen propongono “Shhh! – The Touch of Sound” di e con Ilaria Carlucci e Manuela Tessi con set design di Tomi Scheiderbauer: un rito sensoriale dove suono e movimento si toccano e si vedono, dedicato ai più piccoli (2|5 anni). Domenica 8 (ore 17:45) sempre a Campi, Factory firma “Smile. Un sorriso e forse una lacrima” con Luca Pastore e Benedetta Pati per la regia di Tonio De Nitto: ispirazioni chapliniane per una partitura d’attore e pantomima che intreccia memoria, amore e presenza, dedicata al poeta Refaat Alareer (8|12 anni). Domenica 15 a Novoli la Compagnia Arione De Falco racconta “Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici” con Alberto Branca, Annalisa Arione, Dario de Falco in collaborazione con Annalisa Cima e musiche di Enrico Messina: paure e pregiudizi si sciolgono in una rivoluzione gentile fatta di cura e amicizia (dai 5 anni). Domenica 22 a Leverano, Progetto g.g. – Accademia Perduta presenta “Rosaluna e i lupi”: la storia di una piccola grande voce che trova il coraggio di brillare, tra teatro d’attore e di figura (3|8 anni).
APRILE
Sabato 11 a Guagnano, La luna nel letto porta “Toc Toc” con Deianira Dragone e Anna Moscatelli: due sorelle, una notte di scoperte, l’amore che non si divide ma si moltiplica; teatro fisico e d’attore per un racconto di accoglienza (dai 3 anni). Domenica 12 a Campi appuntamento con “Lucy/Gli orsi” di Karin Serres: in una scena contemporanea, tra ombre e videoproiezioni, Lucy vede orsi che nessun altro vede e trasforma il dolore in relazione (dagli 8 anni). Sabato 18 a Trepuzzi con “Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese” (da 5 anni) e domenica 19 a Campi con Il paese dove non si muore mai / Dëkk bu kënn dull dëwee (da 7 anni), la rassegna ospita due spettacoli nati dalla profonda relazione tra il Teatro delle Albe e il Senegal, terra di origine di Mandiaye Ndiaye, attore cardine della compagnia scomparso nel 2014. Chiusura domenica 26 aprile a Leverano con “Piccolo Sushi” di Factory con Michela Marrazzi per la drammaturgia e regia di Tonio De Nitto: un ragazzo, lo yatai di famiglia, lo yūrei della nonna e un desiderio ostinato di diventare chi si è, nel segno poetico del teatro di figura contemporaneo (da 8 anni).