LA QUAREMMA
Salento terra ricca di storia e tradizioni
Nel nostro Salento, terra ricca di storia e tradizioni, riti e usanse che si tramandano di anno in anno, durante la Quaresima, un fantoccio dalle sembianze femminili appeso in alto agli anolidelle strade o sui balconi.
Il nome QUAREMMA pare derivi dal Francese del XIV secolo “Careme” col significato di Quaresima il dominio Francese del regno di Napoli in quel periodo ha infatti influenzato le lingue dell’Italia Meridionale e molti termini sono tutt’ora in uso.
Nel nostro dialetto quando si vuole denigrare una donna vestita di nero e di brutto aspetto si dice “ me pari nnà quaremma.
La Quaremma dunque ci riporta alla Quaresima, periodo di quaranta giorni che intercorrono tra la fine del Carnevale e l’inizio della settimana santa.
Essa rappresenta una vecchia donna vestita di nero che ricorda vagamente la Befana e ha diversi significati, cristiani e pagani al tempo stesso.
Il brutto aspetto e gli abiti neri per il lutto alla morte del marito “Paulino” simboleggiano la fine del Carnevale e il disaggio di una vedovanzadura, priva di mezzi, giaccè il marito, scialacquatore, ha lasciato in miseria la donna che deve lavorare per pagare i debiti e poter vivere.
Perquesto nella mano destra sringe un “FUSO” e nella sinistra la “cornacchia”, strumenti questi simbolo del lavoro e dello scorrere del tempo.
Deve anche sottostare a privazioni alimentari: mangerà pane azimo, lampascioni, cicorie selvatiche e sarde salate così da bere molta acqua per riempirsi la pancia e risparmiare sul cibo.
Alla cintola del grembiule è appesa un’arancia amara dove sono conficcate sette piume di gallina, che rappresentano i sette vizi Capitali e le sette domeniche che intercorrono tra le sacre Ceneri e la Pasqua.
La quaremma può considerarsi una specie di rudimentale calendario, infatti, ogni domenica viene eliminata una piuma fino alla Pasqua.
Una Volta, durante il periodo della Quaresima era vietato “ ncammarare” cioè non si poteva mangiare carne, uova e formaggio e per condire la pasta al posto del formaggio si usava pane grattuggiato abbrustolito.
Dopo tanta notorietà la Quaremma faceva la stessa fine del Marito
L’uno bruciando stava a significare la fine dell’ilarità del Carnevale , l’altra sempre bruciando, poneva fine alla quaresima e quindi fine alle privazioni e segnava l’inizio ella nuova stagione.
Ricordiamo una filastrocca sulla quaresima che i Bambini recitavano al momento del rogo.
Quaremma musi torta
Tè MANGIASTI LA RICOTTA
Nù MMè TESTI PICCA A MIE
BRUTTA QUAREMMA FOSTI TIE