La Giustizia Sospesa: Donadei Denuncia il Collasso dell’Avvocatura
di Davide Tommasi
Avvocatura pilastro della giustizia: le criticità denunciate dal presidente Donadei
LECCE – In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario presso l’aula magna della Corte d’Appello di Lecce, il presidente della Camera civile salentina, Avv. Salvatore Donadei, ha lanciato un allarme sulla marginalizzazione dell’avvocatura e sullo stato critico della giustizia civile.
Donadei ha ricordato che l’avvocato non è un semplice fruitore del sistema giudiziario, ma il garante concreto dei diritti, della legalità e dell’equità. La professione forense non è soltanto un mestiere: è un vincolo morale, sociale e costituzionale. Difendere i diritti dei cittadini, tutelare la dignità della persona e garantire il rispetto delle regole costituisce il nucleo stesso della democrazia.
Innovazioni operative e responsabilità professionale
Tra i progressi rilevati, Donadei ha citato l’attivazione dei terminali POS presso l’Ufficio UNEP, finalizzati a semplificare le procedure e garantire efficienza al servizio dei cittadini.
Critico invece il Protocollo per la mediazione, redatto esclusivamente da magistratura e organismi di mediazione, escludendo l’avvocatura. Il documento, definito “strutturalmente carente”, priva il sistema del contributo di chi applica concretamente la mediazione, minando l’efficacia di uno strumento fondamentale per la risoluzione delle controversie.
Giudici di pace al collasso e carenze logistiche
Donadei ha denunciato lo stato di collasso dei giudici di pace di Lecce, dovuto all’aumento delle competenze senza adeguati organici e strutture, con ritardi che ledono direttamente i diritti dei cittadini.
“La cittadella della giustizia resta un’attesa decennale, mentre le udienze civili si svolgono in edifici obsoleti e inadatti, come il palazzo di via Brenta. La qualità della giustizia passa anche dai luoghi in cui viene esercitata.” Fiducia è stata espressa nella sensibilità del Presidente della Corte d’Appello e nei segnali positivi del Vice Ministro della Giustizia.
Anche nella Volontaria Giurisdizione i ritardi sono significativi, e talvolta ingiustamente imputati agli avvocati che chiedono chiarimenti, nonostante il loro ruolo essenziale nella tutela dei diritti.
Dignità professionale e futuro della giovane avvocatura
Donadei ha denunciato la frequente discrepanza tra compensi professionali e parametri ministeriali, soprattutto nei decreti ingiuntivi e nel patrocinio a spese dello Stato, parlando di una “compressione inaccettabile della dignità professionale”.
Ha sottolineato che difendere la dignità dell’avvocatura significa difendere i diritti dei cittadini e la legittimità stessa del sistema giudiziario. La giovane avvocatura è particolarmente esposta: le modifiche al regolamento della previdenza forense innalzano barriere economiche che rischiano di limitare l’accesso alla professione e compromettere il ricambio generazionale.
“Senza avvocati liberi, indipendenti e rispettosi dei valori della professione, il diritto rischia di diventare privilegio di pochi e la giustizia un apparato vuoto”, ha ammonito Donadei.
Il richiamo ai valori dell’avvocatura
Il presidente Donadei ha concluso il suo intervento con un monito chiaro e profondo:
“Salvaguardare l’avvocatura significa custodire la giustizia, difendere la democrazia e onorare i valori su cui si fonda lo Stato di diritto. Ogni avvocato è un baluardo dei diritti, un garante della legalità, un custode della dignità umana. Perdere l’avvocatura significa perdere la giustizia stessa. È nostro dovere, di tutti, proteggere questo pilastro e assicurare che il diritto resti accessibile, equo e universale.”
L’auspicio per il 2026 è l’instaurazione di un dialogo autentico e collaborativo tra tutte le componenti del sistema, affinché la giustizia non sia solo un principio scritto, ma un valore concreto, vissuto, difeso giorno per giorno da ogni avvocato.