La forza dei luoghi: gallipoli diventa laboratorio di idee tra sport, territorio e comunità

di Davide Tommasi

Gallipoli, 18 ottobre 2025 – In un tempo segnato da trasformazioni complesse e da una crescente esigenza di coesione sociale, Gallipoli ha ospitato uno degli appuntamenti più significativi del calendario culturale e sportivo nazionale. “La Forza dei Luoghi – Eventi sportivi e valorizzazione del Territorio”, più che una conferenza, si è rivelato un laboratorio collettivo di pensiero critico e progettazione concreta, in cui lo sport si è elevato a infrastruttura immateriale della società.

Organizzato da OPES, in collaborazione con OINP e con il patrocinio di CONI Puglia, CIP Puglia, Regione Puglia e Comune di Gallipoli, l’evento ha avuto luogo nella cornice simbolica dell’Ecoresort Le Sirenè, luogo che unisce paesaggio, sostenibilità e accoglienza. E già questo è stato un segnale: il territorio non è solo sfondo, ma protagonista.

UN INTRECCIO DI LINGUAGGI: SPORT, DIRITTO, ISTITUZIONI

A guidare i lavori con competenza e sensibilità è stata la giornalista Katia Arrighi, che ha saputo armonizzare visioni strategiche, testimonianze accademiche e prospettive operative, in un’agorà di saperi e responsabilità.

A dare subito una dimensione internazionale al dibattito è stato Ivo Ferriani, membro del Board del Comitato Olimpico Internazionale, che ha portato una visione sistemica del ruolo dello sport come leva diplomatica, strumento di pace e motore di inclusione globale. A seguire, Juri Morico, presidente nazionale di OPES, ha ribadito la necessità di “una nuova grammatica della partecipazione sportiva”, capace di coniugare governance, educazione e impatto sociale.

L’intervento dell’europarlamentare Chiara Maria Gemma ha invece evidenziato le sinergie tra politiche europee e sviluppo territoriale, ponendo l’accento su una cultura dei fondi strutturali che non sia mera tecnica finanziaria, ma investimento nei diritti di cittadinanza.

SICUREZZA, DIRITTO E COMUNITÀ: IL VOLTO PUBBLICO DELLO SPORT

Particolarmente significativa la sessione dedicata alla sicurezza degli eventi sportivi, in cui il Procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia, e la dirigente della Divisione Anticrimine della Questura, Marta De Bellis, hanno offerto una riflessione profonda sul binomio tra legalità e cultura sportiva. Lontani da ogni approccio emergenziale, i due relatori hanno proposto una lettura integrata del concetto di prevenzione: lo sport come presidio civico, come luogo di costruzione della responsabilità collettiva.

UNIVERSITÀ E ORDINI PROFESSIONALI: QUANDO IL PENSIERO GENERA POLITICHE

Di altissimo profilo il contributo degli accademici Attilio Pisano e Luigi Melica dell’Università del Salento, insieme all’avvocato Alfonso Parente Stefanizzi, che hanno approfondito l’impatto delle grandi manifestazioni sportive in termini di capitale umano, coesione sociale e diritti diffusi. Un approccio interdisciplinare, che ha fatto emergere la necessità di strumenti valutativi capaci di andare oltre la retorica dell’evento, per misurare realmente ciò che resta “dopo il podio”.

Un confronto di alto profilo: istituzioni in dialogo sul futuro dello sport

Una presenza istituzionale di grande rilievo ha impreziosito i lavori della giornata, sottolineando il valore strategico dello sport per il Paese. Tra i momenti più significativi, la partecipazione dell’On. Dario Maia, Deputato della Repubblica e Capogruppo della VI Commissione (Finanze) alla Camera, che ha preso parte alla tavola rotonda “La gestione e l’organizzazione in sicurezza degli eventi sportivi”. Il suo intervento ha toccato punti cruciali come la necessità di un coordinamento efficace tra amministrazioni, enti organizzatori e forze dell’ordine, evidenziando come la sicurezza non sia un tema accessorio, ma condizione fondamentale per l’accessibilità e la sostenibilità degli eventi sportivi.

Accanto a lui, è intervenuto il Procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia, in rappresentanza dell’AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti. Un contributo autorevole e profondo, che ha ribadito come la legalità negli eventi sportivi sia una responsabilità condivisa, un presidio culturale prima ancora che giuridico. L’incontro, denso di contenuti, ha mostrato come le politiche per lo sport possano (e debbano) integrarsi con quelle per la giustizia, la fiscalità, la formazione e il lavoro.

Ad aprire la mattinata, infine, è stato Michele Sciscioli, Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), con un intervento che ha restituito una visione ampia e moderna del rapporto tra istituzioni pubbliche, identità territoriale e valore civico dello sport. Una riflessione preziosa sull’“economia dell’identità”, capace di connettere cultura, sport e innovazione, restituendo centralità ai territori come motori di cambiamento.

IL VALORE DEL “DOPO-EVENTO”: ECONOMIA, LAVORO, FUTURO

La tavola rotonda coordinata da Andrea Mancino, Celestino Bottoni e Massimo Giosa ha aperto un focus sulle ricadute economiche e occupazionali degli eventi sportivi, sottolineando come essi possano fungere da volano per filiere produttive, turismo sostenibile e nuove forme di imprenditorialità sociale.

In questo solco si inserisce il racconto del progetto “Spirito Paralimpico” di AIAC Solidale ETS, presentato da Marcello Mancini: un esempio di rigenerazione sociale attraverso lo sport, dove l’inclusione non è un’appendice, ma la matrice stessa del progetto.

SPORT, INNOVAZIONE E AMBIENTE: UNA VISIONE OLISTICA

A concludere i lavori, la tavola rotonda su innovazione e sostenibilità ha rappresentato un manifesto per il futuro dello sport: non più solo performance e medaglie, ma gestione responsabile, transizione ecologica e impresa etica. In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dall’instabilità geopolitica, lo sport si afferma come disciplina della resilienza.

IL PREMIO SALAMANDRA D’ORO: IL RICONOSCIMENTO DELL’ECCELLENZA CIVICA

Emblema di questo spirito è stata l’assegnazione del Premio OINP – Salamandra d’Oro 2025, simbolo di riconoscenza verso quelle realtà che hanno saputo fondere passione sportiva e impegno civile, trasformando lo sport in architettura del bene comune.

UN’EREDITÀ CHE RESTA: LA PUGLIA COME MODELLO

A tirare le fila della giornata, ancora Katia Arrighi e Valentina Fusco, referente regionale OINP, che hanno restituito la cifra più autentica dell’evento: una Puglia sportiva viva, lungimirante, plurale. Non spettatrice, ma protagonista.

“La Forza dei Luoghi” – hanno sottolineato in chiusura – non è solo un titolo, ma un orizzonte etico e politico: l’idea che i territori possano generare cambiamento a partire da ciò che li rende unici. E lo sport, in questo cammino, non è ancella, ma architetto.

Un laboratorio permanente

L’auspicio, ampiamente condiviso dai partecipanti, è che iniziative come questa non restino episodi isolati, ma si traducano in reti permanenti di confronto, progettualità condivise e politiche pubbliche capaci di generare impatto reale. Perché in fondo, come insegna ogni sport, la vera sfida non è l’evento, ma ciò che accade dopo il fischio finale.











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